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"Pagine corsare"
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Mittelfest 2007
"Le ceneri di Gramsci" di Pier Paolo Pasolini
Uno spettacolo ideato ed eseguito da Sandro Lombardi e Virgilio Sieni
Al Monastero Maggiore (Sagrato), Cividale del Friuli
L'Espresso

Un attore, un coreografo e la più nota tra le raccolte poetiche di Pasolini. Terreno di incontro tra i due performer è non solo l’incontro intellettivo ed emotivo con il testo, ma anche la corporeità, in tutte le sue dimensioni: orale e fisica. L’oralità dei versi diventa la base musicale per il danzatore. L'attore viene attratto nell'orbita fisica della danza. Insieme interrogano le immagini e i silenzi della poesia di Pasolini.

20 luglio 2007, ore 22,30

interpreti:Sandro Lombardi e Virgilio Sieni 
luci: Vincenzo Alterini
musiche: Angelo Badalamenti
suono: Antonio Lovato 
produzione e co-produzione: Compagnia Lombardi-Tiezzi; Compagnia Virgilio Sieni; CANGO, Cantieri Goldonetta Firenze; Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Regione Toscana; Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura

Prima assoluta

Una proposta tutta nuova per Le ceneri di Gramsci Non può esservi leggerezza nell’avvicinare due protagonisti delle scene italiane come loro. Tanto meno quando presentano in prima assoluta un lavoro che, come affermano, dopo 25 anni di conoscenza e frequentazione, «Era ora che arrivasse. Ed è stata cosa naturale». Sono Sandro Lombardi, attore, e Virgilio Sieni, coreografo. Portano al Mittelfest, sul sagrato del monastero di Santa Maria Maggiore, Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini. Un evento che, forse più di ogni altro e senza nulla togliere ad alcuno, farà capire quanto la creatività e la cultura teatrale nazionale possa ancora dare. Arbitrariamente e pregiudizialmente, conoscendo entrambi e avendo avuto la possibilità di sperimentare la loro cortesia e profondità, alla fine crediamo che questo appuntamento risolleverà la triste fronte di chi sperimenta troppo spesso vecchiezza e ripetitività nei teatri italiani.

A Sandro Lombardi e Virgilio Sieni abbiamo chiesto alcune anticipazioni e ragioni sulla loro proposta. Iniziamo proprio dal protagonista assente, Pier Paolo Pasolini. 

Perché, Lombardi, proprio lui per unire le vostre strade e perché proprio le Ceneri?
«Per tante ragioni, personali, storiche, affettive. Di frequentazione. È da tanto tempo che lavoro su questo testo, ne ho anche inciso una lettura. È un punto di riferimento chiaro dal quale partire. E poi mi piaceva l’idea, dopo averlo tanto recitato, di usare questo testo non solo per la lettura, ma per farne un vero e proprio spettacolo».

E per lei, Sieni?
«L’ispirazione viene dal corpo stesso di Pasolini, che è un corpo di parola, che incorpora il senso della dinamica. Così l’incontro della danza con la parola favorisce più livelli di senso. La metrica compositiva esatta del testo sembra costruita apposta per il corpo».

Da dove è nata l’idea, Lombardi?
«All’inizio avevo un progetto schematico di quello che avrebbe potuto essere lo spettacolo. Pensavo a una collaborazione con un coreografo che partisse dal lavoro sulla voce. O anche dal silenzio, come ama dire Virgilio Sieni. Però non una voce troppo riconducibile al concetto di musica. Così abbiamo pensato di far assimilare al corpo la parola. Un processo che ha aperto le porte ad altre suggestioni arricchendo il risultato finale».

Significa che lei danza?
«Diciamo che Virgilio mi ha attratto in un’orbita di movimento. Mentre Virgilio tace ma il suo silenzio è parola».

Vogliamo dare una definizione del risultato finale, Sieni?
«Non chiamiamolo teatro-danza, per carità. Preferiamo utilizzare un’altra definizione: di corpo narratore».

Da quanto si capisce, c’è un’integrazione perfetta fra le parti, la creazione di un uno al di sopra delle singole individualità, sia personali, sia professionali. È vero, Lombardi?
«Il lavoro che stiamo facendo non porta alla separazione. Direi, anzi, che il risultato finale è un linguaggio nel quale voce e corpo giungono ad una loro, nuova, unicità».

È una definizione che lei Sieni condivide?
«C’è ascolto e visione. Spesso quando si vogliono contaminare i generi, ci si ritrova davanti a un risultato didascalico. Ci sono delle situazioni nelle quali solo il canto riesce a congiungere le cose».

Ma su che cosa avete fondato la proposta delle Ceneri?
«Su di un lavoro sillabico e, soprattutto, su di un lavoro articolare. Sulle articolazioni. Posso dire che è stato fatto un vero e proprio lavoro sullo scheletro, cioè sulla struttura che ha incorporato il senso. Nel testo ci sono sei parti che sono diventate sei grandi visioni che segnano la dimensione emozionale e spaziale. Ecco: il testo ha favorito il reperimento di alcuni punti spaziali che guidano l’azione. Momenti segnati anche dalla musica di Badalamenti».

Punti che la voce segna in maniera particolare, vero Lombardi?
«Il lavoro della voce nella determinanzione della spazialità è fondamentale».

Con quello che dite, state illustrando una vera e propria architettura compositiva che avrà, sulla scena, le fondamenta della voce e le strutture della danza. Ma come è nato questo lavoro per lei, Lombardi?
«Da un rapporto intenso e condiviso. A dire il vero abbiamo parlato pochissimo per progettarlo. Il testo di Pasolini fa parte di una memoria comune, anche se segnata dalla particolarità individuale, che ci appartiene. E poi la sua pregnanza è in grado di far superare qualsiasi individualismo. Su questa idea comune ci siamo trovati a lavorare naturalmente, senza pregiudizio ideologico».

Lei, Sieni, da quali suggestioni ha fatto partire la sua ispirazione?
«Questo testo per me racchiude un senso elevato, quasi cosmico. L’atteggiamento del corpo in rapporto a esso è quello di incorporare migliaia di forme, perché da esso scaturisce un sistema iconografico, cristologico. Riaffiorano, frequentandolo, le immagini cinematografiche di Pasolini, come quelle de La ricotta, il momento della deposizione. Anche per questo la scelta del luogo non è casuale: lo spazio architettonico del Monastero Maggiore riporta al testo, per le sue architetture e per lo spazio bruno che con esso condivide».

 

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Mittelfest 2007 - "Le ceneri di Gramsci" di Pier Paolo Pasolini. Uno spettacolo
ideato ed eseguito da Sandro Lombardi e Virgilio Sieni

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