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Notizie "Fotoamatori Insospettabili"
Fotografi insospettabili
per scatti d'autore. Immagini di luoghi, di volti, di incontri, di storie
e di sentimenti. Istantanee "catturate" da reporter che nella vita fanno
tutt'altro, scrittori, calciatori, cantanti, industriali, critici, politici,
uniti però da un'unica passione, e cioè il linguaggio della
fotografia. Si chiama infatti "Fotoamatori insospettabili" la mostra appena
inaugurata a Bibbiena, in Toscana, nelle celle di quello che era il Carcere
mandamentale della città, ed è da un anno la sede del Centro
Italiano della Fotografia d'Autore.
Pier Paolo Pasolini. Foto di Dacia Maraini Dacia Maraini e Giovanni Verga, la cantante Elisa e Antonio Auricchio che di professione fa l'industriale, il conduttore televisivo Davide Mengacci e il vescovo Arturo Marchi, Giuseppe Dozza, storico sindaco di Bologna negli anni del Dopoguerra e il critico d'arte Philippe Daverio, sono questi alcuni dei fotografi insospettabili, nomi di oggi e di ieri i cui scatti sono esposti nell'ex carcere, in una ridefinizione di luoghi e spazi che è già di per sé un evento. Così le fotografie private della scrittrice Dacia Maraini rivelano un viaggio di Pier Paolo Pasolini in Marocco, mentre il ritratto di un gruppo di pescatori è la testimonianza della grande passione amatoriale per la fotografia del narratore siciliano Giovanni Verga. Oppure i colori delle donne della Mauritania negli scatti dell'industriale Antonio Auricchio, gli occhi severi e stupiti di un ragazzino di colore fotografato da Giuseppe Dozza, ma anche il "senzatitolo" di acqua e sabbia della cantante Elisa, che come sanno bene i suoi fans utilizza le proprie foto per le copertine degli album. Questi sono soltanto alcuni nomi dei fotoamatori "insospettabili", ma la mostra, che sarà aperta fino al 3 settembre, è molto più ampia e ricca. Soprattutto perché l'ex carcere di Bibbiena è anche la sede dell'archivio della "Fiaf", la Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche che possiede una collezione di oltre 30mila immagini non solo di fotografi "per caso", ma anche di grandi nomi, da Gianni Berengo Gardin a Piergiorio Branzi, da Franco Fontana a Mario Giacomelli, da Giuliana Traverso a Mario De Biasi. È un archivio di passioni il centro di Bibbiena, che nasce, così si legge nell'introduzione alla mostra, "per conservare, studiare, valorizzare la "gentile follia" della fotografia amatoriale, per affermare il valore non solo sociale, ma anche culturale e antropologico del non-lavoro dei "fotografi della domenica". Dilettanti appassionati però, alla ricerca sempre dello scatto migliore, senza l'ansia che può accompagnare chi questo lavoro lo fa di mestiere, ma "con l'aureo disinteresse di chi sa di avere già un posto rispettabile nel mondo, e non ha bisogno di cercarsene un altro". Così il reporter insospettabile "chiede alla macchina fotografica di essere soltanto una compagna di sguardi, una protesi sensoriale che ha la meravigliosa capacità di fermare l'impressione di cose viste, di momenti vissuti, di immagini fuggitive". (m. n. d. l) (29 maggio 2006)
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