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Notizie Accattone: i primi
ciak di Pasolini
Un viaggio sui primi passi mossi dal grande regista di Casarsa nel cinema quando, privo di cognizioni tecniche ma forte di una lunga preparazione interiore, esordisce con Accattone. Il film in un primo momento doveva essere prodotto dalla appena nata “Federiz” (Federico Fellini più Rizzoli). Pasolini compie accurati sopralluoghi e comincia a girare, ma il suo lavoro viene interrotto dopo solo due scene realizzate in tre giorni di riprese: quando Fellini le vide, disse che quello non era cinema. Il film e forse la carriera di regista di Pasolini si sarebbero arrestate lì se non fosse intervenuto un altro produttore, Alfredo Bini che, rilevato il materiale girato, assicurò un seguito a quelle prime scene. Le fotografie di Tazio Secchiaroli, fotografo felliniano e “paparazzo” per antonomasia, rimaste ‘sepolte’ per oltre trenta anni, documentano quei primi tre giorni di riprese, restituendo agli storici la prova di un avvicendamento di cui si era persa traccia. Infatti nella foto scorgiamo come direttore della fotografia Carlo Di Palma e come aiuto regista Riccardo Fellini al posto di Tonino Delli Colli, che porterà a termine il film con Bernardo Bertolucci. Le foto, scattate come sopralluoghi per questa folgorante opera prima documentano come spazi, personaggi e interpreti, a cominciare dal protagonista Franco Citti, fossero chiari e definiti fin dall’inizio. Racconterà poi Pasolini: «ho così passato, credo, i più bei giorni della mia vita. Avevo presenti quasi tutti i personaggi e ho cominciato a farli fotografare, decine e decine di fotografie. Con un fotografo fedele (Tazio Secchiaroli), tutto preso dalla verginità del mio entusiasmo, col figlio di Bertolucci, Bernardo, altrettanto preso». * * * Nato nel 1925 in un quartiere della periferia romana, inizia la sua carriera nel 1944 come fotografo ambulante riprendendo, per le strade di Roma, soldati americani e turisti. Nel 1951 approda all’agenzia VEDO di Adolfo Porry Pastorel, uno dei padri del fotogiornalismo italiano, dal quale apprende tutti i “trucchi del mestiere”. Nel 1955 fonda con il collega Sergio Spinelli l’agenzia Roma Press Photo. La storia dei giovani reporter dell’agenzia si intreccia con quella dei protagonisti della dolce vita romana: le immagini rubate dai fotografi d’assalto che lavorano in gruppo per fare ‘il colpo’ lanciano un nuovo stile giornalistico e fotografico. Dal 1958 inizia la collaborazione con Fellini che si ispira a lui per la figura del “Paparazzo” e lo vuole come consulente per la stesura della sceneggiatura de La dolce vita. Dopo l’uscita del film, Tazio Secchiaroli smette di fare il “fotografo di strada” per dedicarsi alla fotografia di scena e frequenta assiduamente i set di Cinecittà. Diventa fotografo personale di Sophia Loren (lo sarà per vent’anni) e al suo seguito gira il mondo. Fotografa gli attori e i registi più celebri del cinema internazionale. All’età di 58 anni cessa la sua attività ritirandosi a vita privata; muore nel sonno nella sua casa romana nella notte tra il 23 e il 24 luglio 1998. * * *
Orari: Sabato e Domenica
10.30 - 13.00 / 15.30 - 19.00
Un ringraziamento dalla curatrice del sito a Paolo Lago per la segnalazione. [Le foto nella colonna di sinistra sono fotogrammi tratti dal film] |
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