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Pasolini danza tra i cartoon
Una mostra a Udine di Gianluigi Toccafondo
in occasione del venticinquesimo anniversario
della morte di Pier Paolo Pasolini
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UdineLa Chiesa di San Francesco a Udine, sconsacrata da molti anni e usata come spazio espositivo da una decina, dà subito un'altra aura alle mostre organizzate lì dentro. Lo sanno bene il Cec (Centro espressioni cinematografiche) di Udine che, in occasione del venticinquesimo anniversario della scomparsa di Pasolini hanno allestito una mostra personale di Gianluigi Toccafondo in questo spazio stupendo sfruttando al massimo le caratteristiche architettoniche e acustiche offerte da un edificio creato per la celebrazione di riti sacri. 

«È nato come progetto Tele+ per il 25° anniversario della sua morte (erano stati commissionati una serie di film a registi come Ciprì e Maresco, Vicari, e altri, ndr)», racconta Toccafondo con la sua aria sognante, e precisa che i disegni di partenza li aveva già realizzati tempo prima per la rivista La terra vista dalla luna diretta da Goffredo Fofi che usciva con Linea d'Ombra. Erano nati così i personaggi di Cianciscato Miao ispirato a Totò, Biasciu Miao ispirato a Ninetto Davoli, la sensuale Anzul ispirata a Silvana Mangano. Per il film invece - oltre al già citato La terra vista dalla luna - il geniale elaboratore/trasformatore di immagini si è ispirato anche agli altri corti Che cosa sono le nuvole? e La ricotta. «Mi divertivano di più e per me sono più poetici perché sganciati dalla realtà sociale, più vicini alla fantasia, alle favole. Ho utilizzato dunque le facce già create aggiungendo immagini di Accattone in cui egli si tuffa, la Magnani di Mamma Roma, Silvana Mangano di Edipo Re: ma il fulcro centrale rimangono i piccoli film. Avevo riletto anche le poesie friulane, in cui ci sono - almeno per me - molti riferimenti ai suoi futuri film. Alcuni di questi versi li ho trascritti e abbinati alle immagini del rispettivo film». Un fluire di percezioni, impressioni, una corsa in moto di Pasolini, un volo d'angelo, un uccellino che avanza zampettando per scivolare tra le sembianze di Totò, la Mangano e lo stesso Pasolini disteso per terra, sollevato da due lunghe braccia bianche in un lungo abbraccio e poi coinvolto in una danza infinita con la morte che lo innalza nel cielo. Blu.

«Ero partito dal bianco e nero, poi ho visto gli affreschi di Giotto a Padova in cui abbonda un blu oltremare, il colore del cielo e del mare, e quindi alla fine l'ho aggiunto per dare espressione all'altra mia ispirazione: il gusto di Pasolini per l'affresco, la pittura a muro e per Giotto in particolare», svela ancora Toccafondo che per realizzare questo «filmetto» ha creato ben 1200 disegni filmati poi con pellicola in 35mm a passo uno, a tre fotogrammi alla volta. «La classica tecnica del cartone animato; e qui ho inserito anche qualche fermo immagine, quando mangia, gli occhi di Pasolini, o quando dorme.». Per dare un ritmo musicale visivo, colore, movimento, pause, in sintonia con le musiche scritte dal giapponese Nakagawa Toshio per l'occasione. «I gioldevi, i ridevi, i ballavi», si leggeva in un fotogramma del film e chi guardava si incantava e godeva, rideva, ballava, dentro, nell'anima. 

[da il manifesto]
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