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Commenti e notizie Pasolini e i dissidenti
di un altro possibile calcio
Pier Paolo Pasolini fu poeta, regista, scrittore. E calciatore. La sua carriera da pedatore non è l'eredità più grande che ci abbia lasciato. Tuttavia il suo amore per il calcio dice abbastanza circa la sua convinzione che la cultura popolare fosse un terreno di lotta politica per dare voce ai diseredati. Giocò a calcio soprattutto a Casarsa, la sua città natale in Friuli, all'inizio degli anni `40 mentre cominciava a scrivere le prime poesie. Come poi nella vita politica, gli anni da calciatore furono turbolenti, non certo privi di controversie, e hanno lasciato in eredità alla gente di Casarsa diversi ricordi. Lo scorso weekend Casarsa ha ospitato una celebrazione del ruolo giocato dal calcio nella vita di Pasolini. E' qui che diede il meglio di sè come centrocampista per la squadra locale. Il Festival «Pasolini e il calcio», a metà strada tra pallone e poesia, si è concluso con un torneo disputato sul vecchio campo di via del Fante dove giocava Pasolini. Tutti i giocatori indossavano maglie rosa e blu con una striscia recante una frase di Pasolini: «Dopo la letteratura e l'eros il calcio è uno dei grandi piaceri». La manifestazione è stata organizzata da tre voci dissidenti della cultura calcistica internazionale. Innanzitutto Mick Walton, un insegnate di inglese che ha vissuto a Pordenone per 25 anni e fece una comparsa nel film di Pasolini I racconti di Canterbury. Walton ha fondato il Socialmente Utile Football Club, le cui iniziali (Sufc) sono le stesse della sua squadra del cuore, lo Sheffield United Fc. Il Sufc ha organizzato di recente un torneo intitolato «Lets Kick Racism out of football» che comprendeva squadre proveniente Africa, Afghanistan, Romaia e Albania. Walton ha avuto l'idea del torneo di Casarsa dopo aver ascoltato Enzo Biagi raccontare al Festival letterario di Podenone di aver ricevuto una lettera da Pasolini sul suo amore per il pallone. Fra i gruppi organizzatori c'era anche il Philosophy Football Fc, la squadra amatoriale londinese nata anni fa dall'idea di riunire in un libro e poi stampare su delle magliette i pensieri dei calciatori sulla filosofia e dei filosofi sul calcio: una corposa squadra di dissidenti di sinistra che va da Gramsci e gli zapatisti a Cantona e Weah passando per Che Guevara e Simone De Beauvoir (www.philosophyfootball.com). Al pari del Sufc, la squadra di Philosophy Football ha organizzato qualche tempo fa a Londra, durante la «settimana dei rifugiati», un torneo intitolato «Football in the Communities» per dimostrare come culture differenti possano contribuire a uno sviluppo positivo in ogni campo. Il terzo gruppo di dissidenti del pallone era quello dell'Fc Levante-Wibi, una squadra «alternativa» di Zurigo fondata dai movimenti di sinistra degli anni `70. In Svizzera, fanno parte della associazione «Swiss Progressive Football» che conta tre divisioni (fra le quali una femminile) e pesca i propri giocatori nel movimento studentesco. Le tre squadre sono impegnate da anni nel promuovere un'idea alternativa di calcio, che combatta il razzismo e la mercificazione del football imposta dal business. Sostengono, secondo lo spirito di Pasolini, che il calcio possa dare voce agli oppressi e agli svantaggiati e che come componente chiave della cultura popolare possa essere una grande forza di cambiamento sociale. Un altro calcio è possibile? * Allenatore del Philosophy
Football Fc
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