Notizie

"Pagine corsare"
Notizie

PASOLINI MEDITERRANEO
di Italo Moscati

.
 
La Biennale Teatro ha organizzato un convegno sulla cultura del Mediterraneo nel cui ambito, dal 4 novembre 2008, comincia una rassegna dedicata ai rapporti con i paesi e i popoli del Mediterraneo del regista Pier Paolo Pasolini affidata a Italo Moscati. La rassegna ha luogo alla nuova Casa del cinema di Venezia. Italo Moscati ha scritto la presentazione e le schede dei film del regista-scrittore che qui vengono riprodotte. "Pagine corsare" ringrazia di cuore Italo Moscati per avere trasmesso tali notizie.
.
Nei film di Pier Paolo Pasolini piove qualche goccia, o non piove. Non c’è molta acqua di mare. E i fiumi  sono serpentelli, rigagnoli.

Il Mediterraneo è per il poeta-romanziere-pittore-regista un mare piccolo. Nella sua esistenza animata da una disperata vitalità Pasolini ha attraversato tutti gli oceani. Però il Mediterraneo non è piccolo in rapporto ad essi. È piccolo perché nei suoi film viene mostrato poco o per nulla. Non  esiste. Lo si intuisce. Ma c’è. Ed è grande. Nelle schede da me compilate delle pellicole inserite nella rassegna della Biennale Teatro il Mediterraneo c’è e non c’è; eppure sempre irrompe potente nelle storie, nella poetica del regista.

Pasolini in borgata durante i sopralluoghi per il film Accattone
Pasolini alla Borgata MandrioneCosì come c’è la pioggia, come ci sono fiumi, torrenti, pozzanghere. 

Tra le pozzanghere, celebri quelle di una foto con Pasolini che cammina tenendo per mano un bambino in una delle borgate romane, in fondo alla foto si vede la cupola di San Pietro; e celebri anche quelle del Mandrione, zona di Roma, dove il regista in montgomery è ritratto insieme a una donna che si copre la testa (piove?). Forse Pasolini le chiede come riesce a vivere una prostituta in mezzo alle catapecchie nelle sottoborgata dove si raduna la comunità di donne da marciapiede. Foto e scena che precedono di alcuni mesi nel 1960  le riprese di “Accattone”. 
“Accattone”. Primo film di Pasolini, tavolozza di tutto il suo cinema e anche di più. Viaggio nella periferia del mondo, del Mediterraneo. Piccolo mare, grande sfondo, grandi temi.

Pasolini, in un suo scritto, ha spiegato di non amare i paesaggi e di preferire gli sfondi perché gli consentono di mettere in pieno rilievo i suoi  i personaggi cercati e incontrati ovunque, amati. Figure note o sconosciute. Gli attori professionisti o, come si diceva, quelli presi dalla strada, a cui ha offerto la sua sensibilità, il sapere, il gusto artistico che gli venivano da un pensiero meridiano coltivato con intensa passione. Volti e corpi che gli ricordavano e gli imponevano  “la plasticità della immagine mai dimenticata di Masaccio”, come scrive ancora lo stesso Pasolini.

Questi personaggi, tutti ripresi dalla cinepresa e ascoltati sugli sfondi di una nuova geografia, sono nei film della rassegna. Si considerino le date. Dopo “Accattone” e “Mamma Roma” (1962), “La rabbia” (1963, film di montaggio, immagini anche in questo caso da sfondo per il forte testo pasoliniano), il bellissimo  “La ricotta” (1963, episodio di “Rogopag”) , il regista imbraccia la cinepresa e va in giro, documentari, appunti, in una fitta sequenza. 

Si capisce meglio questa scelta se si pensa al tipo di documentarismo che si faceva in quel periodo, soprattutto in Francia, dopo la “nouvelle vague” e dopo i film dell’etnografo-regista Jean Rouch. Circolava il mito della “camera-stylo”, la cinepresa da usare come una penna, uno strumento di scrittura. Uno scrittore come Pasolini non poteva non esserne sedotto.

Ed ecco, infatti, il nuovo Pasolini con la cinepresa spesso a spalla, sempre in movimento, pronto ad “aggredire” - sono sue parole - e trovare l’uomo al centro di ogni prospettiva di ambiente, di territorio.  L’idea era quella di partire da un volto, da un corpo per uscire da ogni “impressionismo” - sono ancora sue parole - e averne di ritorno una risposta di verità. Andare a una visione più motivata, più fondata.

Senza questo periodo di scorribande nei paesi sulle sponde del Mediterraneo, ma anche più in là dove lo portava il Mediterraneo che animava la sua profonda cultura, non ci sarebbero stati o sarebbero stati diversi i film ispirati alle tragedie greche o alle “Mille e una notte”, e tutti gli altri fino all’ultimo suo film, l’amaro “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, fino alla terribile morte nel 1975. La “camera-stylo” aveva prosciugato l’inchiostro di celluloide. Il poeta era sfiduciato. Intorno c’era un mondo di omologazione e di consumismo che si rifiutava di accettare, e che vedeva come pericoloso per i suoi personaggi. Il futuro gli pesava addosso, tetro, omicida. 

Pasolini regista, etnografo, antropologo curioso (“mi piace l’antropologia”, diceva), poeta,  aveva cercato con la sua cinepresa in spalla e gli occhi puntati nell’otturatore in una terra bagnata da un mare spesso invisibile, uno sfondo ancora vivo e vitale. Aveva cercato di capire l’Altro, gli Altri. Aveva cercato di esaltare le molte forme della contraddizione per scrivere con la “camera-stylo”, con la sua lezione, le storie di fluidità, di approccio, di convivenza. Storie di ricerca. Storie anche di passione. Storie per riempire un grande Mediterraneo, in cui immettere acqua che non annulla le differenze e non crea armonie nella pigrizia dei suoi movimenti e delle sue antiche voglie di vincere e di annettere; ma diventa pellicola per dialogare. Ciak. Amare il prossimo come prossimo. 
 

PASOLINI MEDITERRANEO
SCHEDE PER I FILM


Martedì 4 novembre 2008

Edipo re (1967, durata 110’) con sottotitoli in inglese

La storia di un giovane che inconsapevolmente uccide il padre, sposa la madre e, quando scopre la verità, si acceca. La tragedia di Sofocle è più vicina al film di quanto possa sembrare nel racconto reinventato. Pasolini vi entra per compiere un viaggio che lo chiama in causa personalmente, sullo scenario italiano che va dagli anni Venti alla Bologna moderna (città in cui il regista nacque), passando attraverso un’arida forte Grecia ricostruita in Marocco. Lo appassiona proprio la tragedia del destino che ci precipita addosso; e si mette in gioco comparendo nel film come attore, nel personaggio di un gran sacerdote.
 

Giovedì 6 novembre 2008

Medea (1969, durata 110’) con sottotitoli in inglese

Medea - qui interpretata dalla grande soprano greca Maria Callas - è la regina di una popolazione, che aiuta Giasone a conquistare il vello d’oro e per amore lo segue in una società che la disprezza. Si vendica di Giasone che la tradisce uccidendo i loro figli. Euripide dopo Sofocle. Grecia spostata in Siria, in Cappadocia, a Pisa e a Grado. Un altro viaggio di Pasolini su un fondale carico di leggenda e di passione. Una grande storia d’amore e di sangue viene inghiottita nel mare delle grandi onde tra un vecchio mondo religioso e un nuovo mondo che lo incalza.
 

Martedì 11 novembre 2008

Il Fiore delle Mille e una notte (1974, durata 125’) con sottotitoli in inglese

Dall’ omonima raccolta di novelle arabe, l’amore tra il giovane Nur-ed-Din e la fanciulla Zumurrud rapita dai briganti. Lui la ritrova dopo varie disavventure sotto le spoglie maschili del re Sair.  La vicenda principale s’intreccia con altre storie. Pasolini cita le parole delle “Mille e una notte”: "La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni...". Per sciogliere il grumo dei pregiudizi sui rapporti d’amore, sia etero che omosessuale. Il film girato in Etiopia, nella penisola arabica, e anche in India e nel Nepal, completa la cosiddetta “trilogia della vita” (dopo “Il Decameron” e “I racconti di Canterbury”) che lo stesso regista criticò a distanza di tempo.
 

Giovedì 13 novembre 2008

Il Vangelo secondo Matteo (1964, durata 142’) con sottotitoli in inglese

Il racconto evangelico girato tra i Sassi di Matera e gli aspri paesaggi del Sud Italia raccolti intorno alle montagne.  Un Gesù spagnolo, Enrique Irazoqui, e una piccola folla di attori non attori per cercare una scarna verità di volti e di atteggiamenti: la madre di Pasolini, Susanna, è la Madonna; gli scrittori Natalia Ginzburg, Alfonso Gatto, Francesco Leonetti,  Enzo Siciliano sono nel cast. Fedeltà, rispetto, attenzione per il sacro. Dedicato dal regista “alla cara, lieta, familiare memoria di Giovanni XXIII”.  In quel periodo, Pasolini ebbe i rapporti più stretti - lui che si dichiarava ateo - con i cattolici. Un travolgente mare di umanità, di sensibilità, ma senza miracoli.
 

Martedì 18 novembre 2008

Comizi d’amore (1963-64, durata 90’) con sottotitoli in inglese

La febbre di vivere e rivivere l’Italia trasforma Pasolini in un grande inviato negli anni in cui la televisione della Rai comincia a scoprire con prudenza gli effetti del cosiddetto “miracolo economico”. Il poeta-regista va oltre, anzi va in profondità, raccogliendo interviste in varie parti del paese da cui affiorano specie tra i giovani abitudini, mentalità, convinzioni al di là della innocenza e dell’ingenuità, mentre si profila imminente l’attacco delle ondate del consumismo. Nell’inchiesta grande controcanto di intellettuali: Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti, Cesare Musatti.
 

Giovedì 20 novembre 2008

Appunti per un’Orestiade africana (1969, durata 74’)

Dopo Sofocle ed Euripide, un altro classico: Eschilo. Progetto ambizioso e incompiuto di ambientare le sue tragedie (“Agamennone”, “Coefore”, “Eumenidi”) nell’Africa uscita dal colonialismo che precipitata in nuovi, drammatici problemi. Pasolini trasformò i sopralluoghi  in originali, preziosi, reportage fra Tanzania, Kenya e Uganda. Film documentari che si trasformano in appunti di finzione e di immaginazione; e in quel mondo, dove arriva un nuovo Oreste, la ferocia domina cancellando il passato. Rifiutato dalla committente Rai-Tv.

a seguire 
Le mura di Sana’a (1970, durata 14’) con sottotitoli in inglese

Nel corso della lavorazione del “Decameron”, alla fine delle riprese effettuate nello Yemen, Pasolini girò questo documentario che lo stesso regista presentò come un appello all’Unesco, organismo dell’Onu. “Con la pellicola avanzata, ho voluto mostrare che sentivo i problemi dello Yemen come miei. La deturpazione di Sana’a che la sta divorando come una lebbra mi feriva come un dolore, una rabbia, un senso di impotenza… Sono stato costretto a filmare”. Un atto pubblico e una dichiarazione d’amore, con Pasolini che anche in questo documentario fa la voce narrante.
 

Martedì 25 novembre 2008

Sopralluoghi in Palestina (1963, durata 54’) con sottotitoli in inglese

Dal 27 giugno all’11 luglio 1963 Pasolini si recò in Israele e Giordania per visitare i luoghi originari del Vangelo, mentra preparava il film “Il Vangelo secondo Matteo”. Girò sei rulli di pellicola per documentarsi ma si convinse, rivedendoli alla moviola, che non fosse possibile realizzare il film in quei luoghi. “C’è sempre qualcosa di troppo moderno e industriale”, disse e decise di scegliere Matera, Crotone, luoghi della Puglia. E altri furono i volti, i posti, le situazioni di una terra che, secondo il regista, non aveva più i segni dell’età di Cristo. Questo film è il diario del perché di una scelta non fatta.

a seguire 
Appunti su un film in India (1968-1969, durata 34’)

Proiettato a Venezia nel 1968, insieme a “Teorema”, in piena contestazione della Mostra del cinema. Immagini e parole per un film da fare “sulla storia di un marajà che, secondo una leggenda, offre il proprio corpo alle tigri per sfamarle”: come disse il regista che pensava di ispirarsi ai racconti di antica tradizione letteraria per trovarvi le radici di una speranza rivoluzionaria. Un altro progetto sul Terzo Mondo che Pasolini non riuscì a realizzare. Ottenne di fare uno speciale per TV7, settimanale Rai ancora oggi in onda, che gli permise di raggiungere l’India e in particolare Bombay, e le scene di povertà e di morte raccolte per le strade.
 

Giovedì 27 novembre 2008

Accattone (1961, durata  116’) con sottotitoli in inglese ?

Le borgate romane che Pasolini scoprì al suo arrivo nella capitale negli anni Cinquanta, e gli ispirarono i romanzi “Ragazzi di vita” e “Una vita violenta” a cui si deve la sua fortuna di letterato, aprendogli poi la strada del cinema prima come sceneggiatore e poi come regista. Le borgate dove vivono Vittorio detto Accattone, un giovane che vive alla giornata tra baracche, palazzoni, campi brulli, strade vuote, chiese abbandonate; e Maddalena, la prostituta che lo mantiene. I quartieri popolari di Roma come la periferia del Terzo Mondo, chiusi in un’attesa che non sembra avere mai fine, un’attesa che è una condanna. Il film venne distribuito in ritardo dopo la presentazione alla Mostra di Venezia per problemi di censura.

Italo Moscati


ITALO MOSCATI, scrittore e regista, sceneggiatore. Nato a Milano, vive e lavora a Roma. Ha collaborato con Liliana Cavani (scrivendo tra l’altro Il portiere di notte), Luigi Comencini, Giuliano Montaldo. Ha svolto e svolge l’attività di critico teatrale e cinematografico per numerosi giornali e riviste, oltre che per RaiSatCinemaWorld e, alla radio, per Hollywood Party. Insegna Storia delle comunicazioni di massa e Arti visive della contemporaneità all’Università di Teramo. È stato capo dei Servizi sperimentali della Rai-TV, producendo i primi film di Gianni Amelio, Maurizio Ponzi, Peter Del Monte e di numerosi altri registi, e opere di Jean Luc Godard, Glauber Rocha e Marco Ferreri. È stato vicedirettore di RaiEducational realizzando le lunghe serie di Tempo, Epoca e Tema. Ha scritto dieci commedie messe in scena da Ugo Gregoretti, Piero Maccarinelli e Augusto Zucchi. Ha diretto per la TV il serial Stelle in fiamme e il film Gioco perverso, oltre a diversi documentati e inchieste, tra cui Il castello di sabbia, Tornerai, Babylon TV, Risvegli d’Italia, Passioni nere, Cuore di TV, la Trilogia della Paura (La guerra perfetta, Maschere, Nomadi) dedicata alla situazione nel mondo dopo l’11 settembre. Ha diretto Occhi sgranati, film sull’emigrazione italiana presentato alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro e in un ampio circuito di proiezioni. E coautore delle dieci puntate dei Tg della Storia.
Tra i suoi libri: Il cattivo Eduardo, Luca Ronconi - Utopia senza paradiso, 1967 - Tuoni prima del Maggio, 1969 - Un anno bomba, 1970 - Addio Jimi; per Ediesse: Le scarpe di Jack Kerouac; per Ediesse - RaiEri: Anna Magnani e Vittorio De Sica. Ancora per Ediesse: Pasolini passione Vita senza fine di un artista trasparente (2005).
 
 

.


INVITO ALLA LETTURA
BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
A "PAGINE CORSARE"
DA OTTOBRE 1998


















 


Pasolini mediterraneo, di Italo Moscati

Vai alla pagina principale