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Notizie Porcile, con la
Compagnia teatrale
Capolavoro dal punto di vista letterario, Porcile è un testo scomodo ed ingombrante. Tutta la poetica di Pierpaolo Pasolini, quella che ne fece l'autore più controverso del secondo dopo guerra, vi è riversata. Il giovane rampollo di un ricco industriale, nella Germania della fine degli anni '60, conduce un'esistenza svogliata, indolente. Non prende decisioni, non agisce, non comunica. Semplicemente si lascia vivere con la rassegnazione di una vittima e il cinismo di un carnefice. Il porcile del titolo, luogo sporco e malsano per antonomasia, non è solo quello dei porci, ma anche il salotto in cui i ricchi e potenti brindano al proliferare di industrie costruite sui resti delle fabbriche del Terzo Reich. Sull'intera vicenda aleggia il ricordo ancora vivido del nazismo le cui imprese vengono velatamente rimpiante, o spietatamente strumentalizzate. Come vaticina nelle scene finali l'ombra del filosofo Spinoza, la non-scelta di Julian rappresenta la scelta stessa di questa nostra epoca, come lui destinata alla rovina.
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