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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998 
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"Pagine corsare"
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"Come eravamo:
la nostra Roma anni '70"
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Roma, veduta aerea del Palazzo e Giardini dei Quirinale

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Ricordi e identità di due ex ragazzi della Capitale:
oggi sindaco e sfidante, Veltroni e Alemanno
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, Cronaca di Roma, 30 aprile 2006
[un ringraziamento a Francesco Pasqua (da Ostia) per la segnalazione e il commento]
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Vengono descritti alcuni momenti di quel periodo, visti dai due candidati a sindaco di Roma, Veltroni (sindaco che guida attualmente una giunta di centrosinistra) e Alemanno (candidato per il centrodestra). 

A un certo punto, riferendosi al 2 novembre 1975 - omicidio di Pasolini - Walter Veltroni e Gianni Alemanno ricordano il tragico evento in modi alquanto diversi...

Nella foto sopra: 
1970, Pasolini a Roma partecipa a una manifestazione studentesca. A destra, nella foto, è ritratto un giovanissimo Walter Veltroni, allora aderente alla Federazione giovanile del Pci.
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Walter Veltroni 

“Dolore profondo”. Quel giorno di trent’anni fa per me è impossibile da cancellare. Fu un dolore profondo. Pasolini avevo il privilegio di conoscerlo personalmente, già da anni, dal 1968. Avevo discusso spesso con lui, da lui avevo sempre imparato. La cosa più affascinante era la sua imprevedibilità. Pasolini era un uomo libero, lontano dagli schemi: tra poliziotti e studenti, a Valle Giulia si schierò con i primi, figli del popolo. E di fronte alla ‘modernità’ che avanzava lui, uomo di sinistra, non temeva di autodefinirsi una ‘forza del passato’ e di guardare con nostalgia ad un’Italia in cui nelle campagne c’erano ancora le lucciole. Un’Italia più vera e più semplice. Mi capita spesso di pensare, ancora adesso, a cosa direbbe Pasolini dell’Italia attuale, a come la racconterebbe. Forse molte cose gli sarebbero insopportabili. Forse l’immagine delle lucciole sarebbe sostituita da altre meno poetiche, più cupe. Certo è che la sua libertà intellettuale sarebbe ancora oggi tale da proporre costantemente scenari di riferimento inaspettati e preziosi.
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Gianni Alemanno

“Sentimenti contrastanti”. I miei sentimenti su Pier Paolo Pasolini sono sempre stati contrastanti. Così come infinitamente complesso è stato questo eccezionale testimone della contraddittoria modernizzazione e dello sradicamento subiti dal nostro Paese nel dopoguerra. La sua morte mi colpì profondamente, riportandomi alla mente come venne espulso dal Pci per le sue ‘devianze’, e una splendida poesia in friulano scritta poco prima della scomparsa, con cui Pasolini lasciò idealmente ai ragazzi di destra il testimone della difesa delle radici identitarie del nostro popolo. Infine, ricordo come commovente tributo l’intervista televisiva ad Ezra Pound, durante la quale Pasolini gli chiese pubblicamente scusa per la giovanile preclusione ideologica che gli aveva impedito di riconoscere il genio di questo grande poeta. E Pound chiuse l’intervista rivolgendo a Pasolini la frase, in italiano “Amici, dunque!”.

(Francesco Pasqua commenta: "... si percepisce la differenza di spessore tra Veltroni uomo di grande cultura e Alemanno, che vorrebbe fare di Pasolini un ‘iscritto’ al proprio partito, dimenticando tra l'altro quanto ad Ostia è stato fatto dalla destra per osteggiare la messa in opera dei monumenti alla memoria di Pasolini")

 


"Come eravamo: la nostra Roma anni '70" - Interviste a Veltroni e Alemanno
 

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