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Notizie "Come eravamo:
oggi sindaco e sfidante, Veltroni e Alemanno di Fabrizio Caccia Corriere della Sera, Cronaca di Roma, 30 aprile 2006 [un ringraziamento a Francesco Pasqua (da Ostia) per la segnalazione e il commento] Vengono
descritti alcuni momenti di quel periodo, visti dai due candidati a sindaco
di Roma, Veltroni (sindaco che guida attualmente una giunta di centrosinistra)
e Alemanno (candidato per il centrodestra).
A un certo punto, riferendosi al 2 novembre 1975 - omicidio di Pasolini - Walter Veltroni e Gianni Alemanno ricordano il tragico evento in modi alquanto diversi... Nella
foto sopra:
“Dolore profondo”. Quel giorno
di trent’anni fa per me è impossibile da cancellare. Fu un dolore
profondo. Pasolini avevo il privilegio di conoscerlo personalmente, già
da anni, dal 1968. Avevo discusso spesso con lui, da lui avevo sempre imparato.
La cosa più affascinante era la sua imprevedibilità. Pasolini
era un uomo libero, lontano dagli schemi: tra poliziotti e studenti, a
Valle Giulia si schierò con i primi, figli del popolo. E di fronte
alla ‘modernità’ che avanzava lui, uomo di sinistra, non temeva
di autodefinirsi una ‘forza del passato’ e di guardare con nostalgia ad
un’Italia in cui nelle campagne c’erano ancora le lucciole. Un’Italia più
vera e più semplice. Mi capita spesso di pensare, ancora adesso,
a cosa direbbe Pasolini dell’Italia attuale, a come la racconterebbe. Forse
molte cose gli sarebbero insopportabili. Forse l’immagine delle lucciole
sarebbe sostituita da altre meno poetiche, più cupe. Certo è
che la sua libertà intellettuale sarebbe ancora oggi tale da proporre
costantemente scenari di riferimento inaspettati e preziosi.
“Sentimenti contrastanti”. I miei sentimenti su Pier Paolo Pasolini sono sempre stati contrastanti. Così come infinitamente complesso è stato questo eccezionale testimone della contraddittoria modernizzazione e dello sradicamento subiti dal nostro Paese nel dopoguerra. La sua morte mi colpì profondamente, riportandomi alla mente come venne espulso dal Pci per le sue ‘devianze’, e una splendida poesia in friulano scritta poco prima della scomparsa, con cui Pasolini lasciò idealmente ai ragazzi di destra il testimone della difesa delle radici identitarie del nostro popolo. Infine, ricordo come commovente tributo l’intervista televisiva ad Ezra Pound, durante la quale Pasolini gli chiese pubblicamente scusa per la giovanile preclusione ideologica che gli aveva impedito di riconoscere il genio di questo grande poeta. E Pound chiuse l’intervista rivolgendo a Pasolini la frase, in italiano “Amici, dunque!”. (Francesco Pasqua commenta: "... si percepisce la differenza di spessore tra Veltroni uomo di grande cultura e Alemanno, che vorrebbe fare di Pasolini un ‘iscritto’ al proprio partito, dimenticando tra l'altro quanto ad Ostia è stato fatto dalla destra per osteggiare la messa in opera dei monumenti alla memoria di Pasolini")
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