"Pagine
corsare"
Notizie
A Roma nel 2007 rivive
il genio di Moravia
Sara Regimenti
RomaOne,
10 gennaio 2007
Il
2007 sarà il "Secolo di Moravia". È questo infatti il titolo
di una serie di manifestazioni dedicate da Roma, nel centenario della sua
nascita, allo scrittore che proprio nella Capitale aveva stabilito il suo
rifugio. La sua casa, un attico a Lungotevere della Vittoria 1, è
aperta grazie all'impegno della Fondazione Moravia alle visite di studenti
e studiosi o dei semplici lettori curiosi di sapere dove scriveva (una
stanza luminosissima, alle spalle una libreria e davanti una veduta del
Tevere) dove dormiva, il salotto in cui passava il tempo libero insieme
ai suoi compagni, fra cui Pier Paolo Pasolini e Ninetto Davoli,
e alle donne della sua vita. E sono state proprio loro, Dacia Maraini e
Carmen Llera, destinatarie dell'eredità dello scrittore, a decidere
di regalare la casa al Comune. E con commozione ieri proprio Maraini ha
ricordato il compagno nel modo più bello, annunciando le iniziative
dedicate alla sua memoria dalla Capitale per il prossimo anno.
Ricchissimo il carnet di
eventi previsti, anche grazie all'interessamento dell'assessore alla cultura
Gianni Borgna: "Moravia e il cinema", una rassegna che forse sarà
ospitata alla prossima "Festa del cinema di Roma", ma anche "Moravia e
i viaggi" (i tanti che lui fece, con Elsa Morante e in seguito Dacia Maraini,
Pier Paolo Pasolini e il suo inseparabile Ninetto), e la pubblicazione
per i tipi Bompiani di un inedito, un manoscritto ritrovato in una valigia,
in cantina, intitolato "I due amici" in cui lo scrittore voleva raccontare
come la vita sentimentale di due giovani comunisti potesse essere influenzata
da un'ideologia che per definizione è nemica dell'individualità.
Vi sarà inoltre una serie di incontri alla casa delle Letterature
su Moravia e Roma, la proiezione di un cortometraggio dello scrittore "Colpa
del sole" e una mostra di disegni dedicati dai bimbi alle sue "Storie della
preistoria", i testi che Moravia scrisse per l'infanzia.
Ma
lo scrittore oltre che la Capitale amava anche i dintorni di Roma, i "Castelli",
e per questo anche la città di Marino gli dedicherà un tributo:
un incontro per gli studenti nel palazzo consiliare, a cui parteciperanno
due linguisti, Luca Serianni e Gianluca Lauta, autori di "La lingua di
Moravia". Emozione anche per la lettura di cinque poesie inedite dello
scrittore che "avrebbe voluto essere un poeta" e sente di non esserlo mai
stato. Ma forse, conclude, proprio il fatto di non sentirsi un poeta è
ciò che fa di uno scrittore un poeta. O la sua immagine della "bilancia"
dove la sensazione del poeta di fronte all'aria del mattino è più
"pesante" del suo passato, del suo presente e del suo avvenire messi insieme.
Un applauso, nell'appartamento romano, anche alla sua descrizione del suo
funerale, seguito da lui in sogno, e subito abbandonato per la troppa noia.
Perché, dice lo scrittore, la sua immagine di scrittore corrisponde
al suo io vero quanto una moneta falsa ad una autentica.
"Io un giorno chiesi a Pier
Paolo - ricorda Ninetto Davoli - a Pa', come mai Alberto non mi dice mai
niente... e Pier Paolo disse: 'Ma non lo fa mica apposta, è che
gli metti soggezione, è timido'." "È timido?" gli risposi
io... "ahh allora annamo bene! Io sto più in soggezione di lui...".
Però, conclude Davoli "devo dire che questa cosa di Alberto che
mi disse Paolo mi sembrò una cosa molto bella".
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