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"Pagine corsare"
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Gianni Morandi: omaggi a
Gaber, Battisti, De Andrè e Pasolini
"Il resto del Carlino" e Drammaturgia
settembre 2006

«Devo fare un annuncio ufficiale: ho deciso di scendere in campo di darmi alla politica. Mi candido a guidare il Governo. Qui a Bolzano inizia la mia campagna che attraverserà tutta l'Italia. Lo posso fare per un motivo molto semplice, abbiamo avuto per cinque anni un presidente del Consiglio che sapeva cantare, ora ne abbiano uno che sa correre. Io? (fa il gesto come a dire 'io faccio entrambe le cose')». È un Gianni Morandi in gran forma quello che stasera ha debuttato a Bolzano con la prima delle cinque serate trasmesse in diretta da RaiUno, e prodotte da Bibi Ballandi. Un Morandi fra politica, come è evidente fin dalle prime parole del suo monologo iniziale, e duetti impossibili in questo «Non facciamoci prendere dal panico» che è un «Omaggio a Gaber, Battisti, Loy, De Andrè e Pasolini: 'Quanto mi mancano,... la vera invenzione del futuro è il passato'», come recita il sottotitolo.

Una ballad inziale che trova le sue radici più profonde nei monologhi gaberiani, una emozionante invettiva retta dai «ce l'ho» e «mi manca», presi dal 'gioco' delle figurine dei calciatori e che reggono il confronto con le categorie di «rock» e «lento» introdotte dall'ultimo Adriano Celentano televisivo. «Una patria ce l'ho. Un sogno comune? Mi manca. Totò Riina e Provenzano in prigione? Ce l'ho. Falcone mi manca. La verità tra politica e mafia: mi manca», è uno dei passi del monologo che segna il cambio di registro di Morandi e che prosegue con «103 ministri e segretari... ce l'ho! Berlinguer mi manca!»

Scrive Roberto Fedi su "Drammatugia": «Così ci siamo dovuti sorbire una predica addirittura su Pasolini. Il perché, non si è capito. Neanche fosse un anniversario. Morandi che discetta di Pasolini è una roba così kitsch che valeva la pena guardarla e sentirla. [...] In sintesi: Pasolini mi manca. Mi manca tanto. Anzi tantissimo. Ma proprio tanto. Sapeste come mi manca. Nessuno mi manca come lui. Non so farne a meno. Dio come mi manca. È una mancanza enorme. Mi manca da morire. Così per dieci minuti. Uno si chiede: d’accordo, gli manca. Ne siamo sicuri. Si può anche capire. Ma, di grazia: ci dica anche perché. Non è mica il ritornello di una canzonetta. Ecco: perché giocavo qualche volta al pallone con lui. Lui portava il numero 10, come Totti. Dio come mi manca. Mi manca da morire».

La trasmissione si è conclusa con un monologo dedicato a Pasolini. Una lunga riflessione sulla amicizia che lo legava a Morandi e su quello che ha rappresentato per il nostro tempo. Per il finale di questa prima puntata del suo nuovo programma in Tv, Morandi ha infine scelto l'interpretazione di «Una storia sbagliata» che De Andrè ha voluto dedicare appunto a Pasolini.

ASCOLTA "UNA STORIA SBAGLIATA"

Nelle immagini: Gianni Morandi in un suo spettacolo e con Pier Paolo Pasolini su un campo di calcio.

 

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