"Pagine
corsare"
Notizie
I nuovi appuntamenti di
"Idroscalo 93"
Da sinistra: Daniele
Russo , Ivan Castiglione, Alessandro Castiglione
IVAN CASTIGLIONE (attore),
DANIELE RUSSO (attore), ALESSANDRO CASTIGLIONE (musicista), GIUSEPPE MIALE
DI MAURO (collaboratore alla regia) e MARIO GELARDI (regista), ringraziano
tutti i GIORNALISTI, gli AMICI, il PUBBLICO e la Direzione del Piccolo
Jovinelli per aver sostenuto e accolto Idroscalo 93 a Roma e…vi
danno appuntamento:
-
dal 28 ottobre al 6 novembre
al Teatro Bellini di Napoli all’interno di Nuovi Sentieri 2005 (rassegna
di drammaturgia contemporanea).
-
il 7 novembre 2006 al
Teatro La Baracca di Prato all’interno della Stagione Teatrale 2005.
* * *
"Idroscalo 93". Pier
Paolo Pasolini non piaceva a nessuno, e soprattutto non piaceva quello
che negli ultimi tempi scriveva. Non piaceva alla sinistra, perché
battagliava contro il 1968, le femministe, l'aborto e la disobbedienza.
Non piaceva alla destra perché le sue dichiarazioni si accompagnavano
ad un'argomentazione per loro sconcertante. La sua morte è stata
per molti una vera liberazione!
Nel 2002, il giudice Vincenzo
Calia, che conduce da anni l’inchiesta sulla morte del presidente dell’Eni,
Enrico Mattei, allega agli atti della sua lunga istruttoria, alcune pagine
di “Petrolio”, il libro di Pasolini pubblicato postumo. Precisamente, gli
appunti chiamati “Lampi sull’Eni” o meglio, ciò che rimane di essi.
Infatti è certo che decine di pagine riguardanti proprio la morte
di Mattei, sono sparite dal manoscritto originale.
Che rapporto c’è
tra il delitto Mattei e quello di Pier Paolo Pasolini?
Che cosa sapeva Pasolini
sulla morte di Mattei? Che cosa rivelano gli appunti di Petrolio che il
giudice Calia allega agli atti processuali dell’inchiesta sulla scomparsa
del presidente dell’ENI?
L’ipotesi che scaturisce
da quell’inchiesta e da alcuni articoli pubblicati successivamente, è
che Pier Paolo Pasolini sia stato ucciso perché sapeva la verità
sulla morte di Mattei. Sapeva chi erano i mandanti di quello strano “incidente”
aereo.
E’ per la prima volta e grazie
alla lunga inchiesta del giudice di Pavia Vincenzo Calia e alla consulenza
della più importante esperta sulla vita e le opere di Pasolini,
Carla Benedetti, docente dell’Università di Pisa, che raccontiamo
“un’altra storia”.
Una storia che vede tra
i protagonisti Mattei, Pasolini, il generale Dalla Chiesa, esponenti politici
come Moro e Fanfani.
Percorriamo un filo rosso,
quello dei delitti-incidenti che hanno caratterizzato troppe volte la storia
del nostro paese. Un filo che unisce nomi illustri, i soliti, sempre gli
stessi, nomi importanti di uomini scomparsi, ma anche nomi di uomini coraggiosi.
In scena un narratore, un
vero esploratore nel mondo di Pasolini, il suo pensiero, la sua ricerca,
si incarnano in scena nella figura di Pelosi. Un ragazzo, prima timido
ed impaurito, poi spavaldo e sicuro di sé. Così come io stesso
mi sono trovato a metter ordine in centinaia di pagine, così il
nostro narratore mette ordine nella “pratica Pasolini” che una volta chiusa,
viene riaperta dopo venticinque anni da un giudice di Pavia che fa delle
sconcertanti ipotesi. Una storia possibile, circostanziata che lega due
personalità che hanno contraddistinto il secondo dopoguerra italiano,
Enrico Mattei e Pier Paolo Pasolini. La storia di un dopoguerra che sembra
non finire mai.
Una storia che inizia da
lontano la nostra. Comincia ad Ostia, il due novembre 1975, quando in uno
squallido campetto, adiacente ad una baraccopoli, viene trovato il cadavere
martoriato di Pier Paolo Pasolini.
Del suo assassinio viene
accusato un diciassettenne borgataro, Giuseppe Pelosi. Un delitto tra "froci",
lasciano intendere gli inquirenti. Pasolini, è stato ucciso da un
giovane sbandato che lo scrittore aveva "rimorchiato" e con il quale si
era appartato in cerca di sesso. Tutto chiaro allora.
Pasolini è rimasto vittima dei suoi vizi e della sue “immorali”
manie.
Ma è davvero tutto
così lineare?
Nei mesi immediatamente
successivi alla sua morte, una campagna stampa cerca di dimostrare
che Pasolini è stato ucciso non solo dal minorenne Pelosi, ma che
assieme a lui quella sera c’erano altre persone, altri borgatari, forse
legati al mondo della malavita, forse a gruppi neo-fascisti. Una banda
pronta a punire "il frocio" Pasolini, un banda che già lo aveva
minacciato. Ma a trenta anni dalla sua morte, i dubbi su chi realmente
assassinò Pier Paolo Pasolini sono tutti ancora intatti.
Mario Gelardi
L’autore
Mario Gelardi
Autore e regista di “Idroscalo
93” spettacolo prodotto dal Teatro Mercadante di Napoli, per il ”Progetto
Petrolio” diretto da Mario Martone.
Premio Flaiano 2002 con
malamadre.
Finalista premio Riccione 99 con Così Leggero (scritto con
Ivan Castiglione). Vincitore del premio della critica a Schegge D’Autore
(2002) con “La Regola dell’assassino”. Vincitore con Solo per te,
del premio Drammaturgia oggi. Autore di “Limoni” diretto da G. Miale di
Mauro e di “Fango”, monologo sulla tragedia di Sarno del 1998, interpretato
da Nello Mascia rappresentato al Teatro Mercadante di Napoli e al Piccolo
di Milano, trasmesso da RADIO TRE e da RAI DUE. Autore con Giuseppe
Miale di Mauro di “Santa Maria del pallone”, “L’ultima corsa di Fred”
spettacolo su Fred Buscaglione, rappresentato al Premio Massimo Troisi,
Benevento Città Spettacolo e Angeli a sud e “Le parole per Angela”
interpretato da Maria Basile. Ultimo lavoro “Il bello della Boxe” in scena
al Teatro Studio di Milano, per il festival “Teatri dello sport”.
Attualmente Mario Gelardi
e Giuseppe Miale di Mauro, sono in finale con il loro progetto di spettacolo
“Quattro”, al Premio Ustica per il teatro, organizzato dall’associazione
Scenario.
Gli attori
Ivan Castiglione
Attualmente impegnato in
“Urfaust” per la regia di Andrea Liberovici con Ugo Pagliai e Paola Gasmann,
per il teatro stabile di Genova, ha lavorato con Giorgio Albertazzi in
“Giulio Cesare” di W. Shakespeare per la regia di Antonio Calenda. Ha lavorato
con Nello Mascia in “Putiferio” e “Fuori l’autore” di Viviani. Ha ricevuto
il premio “Drammaturgia Oggi” per l’ interpretazione dello spettacolo “Solo
per te” di Mario Gelardi.
Tra le sue interpretazioni
ricordiamo “Splatter” di Massimo Bavastro, per lo Stabile di Trieste, “Le
confessioni” di Walter Manfrè. Al cinema, oltre all’attività
di doppiatore, è stato interprete di “Quelle Piccole cose” di F.
Cattani” , “Ed io ti seguo” di M. Fiume e “Drosera” di F. Dominerò.
Tra gli ultimi impegni teatrali “I quaderni di “Serafino Gubbio operatore”
di Luigi Pirandello, uno spettacolo di Andrea Liberovici prodotto dal teatro
stabile di Roma. Fa parte del cast fisso della fiction di RAI TRE, “Un
posto al sole”, ha partecipato alla fiction “Ho sposato un calciatore”
per Mediaset.
Ultimo impegno teatrale,
il Candido, nell’omonimo spettacolo tratto da Voltaire, con la regia
di Andrea Liberovici, per il Teatro stabile di Genova.
Daniele Russo
Diplomato all’Accademia
d’Arte Drammatica del Teatro Bellini. Ha al suo attivo significative partecipazioni
a diversi spettacoli tra i quali Cient ‘è una notte dint’a una
notte per la regia di Tato Russo; Gianburrasca per la regia
di Lucio Allocca; I Promessi Sposi musical di Tato Russo, Allegretto
per bene ma non troppo per la regia di Enrico Lamanna; Sogno di
una Notte di Mezza Estate per la regia di Tato Russo, Riccardo III,
regia di Armando Pugliese, Luci di Tenebra per la regia di Raffaele
Esposito, E allora mi hanno rinchiusa, per la regia di Fabrizio
Bancale. E’ stato interprete principale di A colpo sicuro e S.
Maria del pallone di Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro e di I
Pescatori per la regia di Giulio Adinolfi. Ha partecipato ai film Billy
diretto da J.P. Duriez e Il Resto di Niente diretto da A. De Lillo,
ed a diversi cortometraggi. Dirige una sua compagnia con la quale ha portato
in giro diversi classici come La Bisbetica Domata e Molto rumore
per nulla, con la regia di P. Labbate. Dirige inoltre la rassegna di
teatro contemporaneo “Nuovi Sentieri”, che si svolge da quattro anni
nell’Auditorium del Teatro Bellini di Napoli.
Il compositore
Alessandro Castiglione
Compositore e chitarrista.
Ha studiato con John Scofield, Joe Diorio, Jerry Bergonzi. Ha suonato dal
vivo con Daniele Sepe nel disco Vite Perdite. Ha fatto parte della
formazione Elbas di Antonio Golino, suonando nei clubs napoletani
con Franco Coppola, Antonio Balsamo. Collabora dal vivo con Marco Zurzolo.
Nel 1995 prende parte al progetto Almamegretta, suonando nella tournee
del disco "Sanacore" e nella tournee del disco "In dub". Registra i cd
In
dub e Venite! Venite!. Col gruppo suona in molte capitali europee
e partecipa a numerosi festival e rassegne come Arezzo Wave, stadio San
Siro di Milano, Festival del cinema di Venezia, Pzza Plebiscito Napoli
(rai uno), Taratatà (rai due), Concerto del 1 maggio 1995 Roma (rai
uno), Concerto del 1 maggio1996 (rai uno). Partecipa alla registrazione
video del concerto al porto di Napoli. Insieme agli Almamegretta collaborerà
con Pino Daniele e Litfiba Lucio Dalla, Peppe Barra, Teresa De Sio.
* * *
Roma 24.10.2005 - Si è
concluso ieri pomeriggio al Piccolo Jovinelli (con tutto esaurito come
da giorni accadeva), l’ultimo appuntamento romano di Idroscalo 93. Lo spettacolo
prodotto da POLITEAMA MANCINI da un progetto di DECIMOPIANETA, lascia
la città di Roma per spostarsi a Napoli.
“Il pubblico di Roma –
afferma Mario Gelardi, autore e regista dello spettacolo – mi ha commosso;
ha saputo apprezzare la forza, la purezza e al contempo la semplicità
di Idroscalo in ogni suo aspetto”.
“Idroscalo 93” ringrazia
e saluta la Capitale
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