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Il poeta è sacro

da "Xelle la Repubblica", n. IV dicembre 2005

Sono passati trent’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, personaggio simbolo del ventesimo secolo italiano. Morte violenta, drammatica, misteriosa. Di un personaggio controverso, il cui pensiero è ancora “disperatamente vivo” nelle denunce lucide dei mali e delle miserie del nostro paese. Come scriveva Rossana Rossanda in quei giorni, Pasolini fu «l'intellettuale più scomodo che abbiamo avuto in questi anni. Diventato, anzi, scomodissimo. Non piaceva a nessuno, quel che negli ultimi tempi andava scrivendo».

In questo trentennio PPP non è stato dimenticato. Per le polemiche e i misteri intorno al suo assassinio, certo, ma anche per il pensiero, il talento e le tante opere lasciate, che esistono e resistono accanto al mito del personaggio tanto “sfruttato” dai media.

Fu, e rappresentò, tante cose: scrittore, regista, opinionista, drammaturgo. E poi comunista, marxista, omosessuale, semiologo, personaggio delle cronache giudiziarie e pure di quelle televisive. Attaccò sempre gli odiati piccolo-borghesi, i potenti e il potere, il progresso e la degradazione sociale, gli intellettuali laureati ma anche gli studenti in protesta, come in una delle sue più famose poesie, Il Pci ai giovani!! (dedicato alle proteste studentesche del ’68), di cui viene sempre citato l’estratto «Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri» e meno il finale, aperto e molto meno provocatorio: «In questi casi, ai poliziotti si danno i fiori, amici».

Ma Pasolini fu anche, e soprattutto, un poeta: come disse l’amico Moravia al suo funerale «abbiamo perso prima di tutto un poeta. E di poeti non ce ne sono tanti nel mondo. Ne nascono tre o quattro soltanto, in un secolo. Quando sarà finito questo secolo Pasolini sarà uno tra i pochissimi che conteranno».

Sì, un grande, unico poeta consapevole (e al servizio) della forza della poesia. Per rendergli omaggio abbiamo deciso di presentare alcuni frammenti estratti dalle sue poesie in una gallery multimediale; una selezione parziale, senza altra pretesa che quella di avvicinarvi all’opera di uno di quei tre, o quattro, grandi poeti dei tempi recenti. Perché, come disse sempre Moravia trent’anni fa «il poeta dovrebbe essere sacro». E, se non necessariamente celebrato, di sicuro letto. (m.p.)

I testi pubblicati sono tratti da Pasolini - Tutte le poesie, Meridiani Mondadori
Le fotografie sono tratte da Album Pasolini, Mondadori

Su Pasolini on line: www.pasolini.net ricco di informazioni, articoli e una preziosa "sala di ascolto" per risentire la sua voce e altre testimonianze

http://xl.repubblica.it/

 


Il poeta è sacro - XL la Repubblica dicembre 2005
 

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