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"Pagine
corsare"
L'omicidio
di Pier Paolo Pasolini
L'avvocato Guido Calvi:
"Trent'anni dopo questo
caso va riaperto"
Guido Calvi, nel procedimento
sul «caso Pasolini» riaperto presso la Procura romana dopo le dichiarazioni
rilasciate nei mesi scorsi in tv da Pino Pelosi, è il difensore del Comune
di Roma
9 agosto 2005 , da L'Unità
Guido
Calvi, nel procedimento sul «caso Pasolini» riaperto presso la Procura
romana dopo le dichiarazioni rilasciate nel maggio scorso in tv da Pino
Pelosi, è il difensore del Comune di Roma, che si è costituito parte
civile.
Calvi, lei come valuta
l'ipotesi che la morte di Pasolini sia collegata, attraverso una lunga
scia, al caso Mattei?
L'ipotesi ha una sua ragionevolezza.
È una ricostruzione logica molto seria. Gianni D'Elia ha fatto un ottimo
lavoro, basandosi su atti giudiziari che noi, ovviamente, conosciamo. Certo
è che in Petrolio di questo tema si parla. E certo è che, di Petrolio,
mancano duecento pagine che, quasi certamente, Pasolini aveva scritto.
I passaggi, però, sono
due: c'è un romanzo, Petrolio appunto, che ipotizza per il caso Mattei
la pista che porta a Cefis, in pagine ritenute da un magistrato, Vincenzo
Calia, tanto verosimili da metterle agli atti; e c'è l'ipotesi, poi, che,
tredici anni dopo la morte di Mattei, anche dietro l'assassinio dell'autore
di Petrolio,
proprio per via di ciò che il romanzo andava svelando, ci fosse la stessa
mente. Anche questo secondo passaggio è verosimile?
Nessuno può averne certezza.
Ma di sicuro è necessaria un'indagine. Noi, ora, presenteremo una memoria.
E, sì, in essa ci richiameremo anche all'indagine giudiziaria svolta a
Pavia e al libro di D'Elia.
Nella foto: l'Avv. Guido
Calvi durante la trasmissione Ombre sul giallo dello scorso maggio,
nel corso della quale Pino Pelosi ha ritrattato le sue confessioni di colpevolezza
sull'omicidio di Pier Paolo Pasolini
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