Pier Paolo
Pasolini
La
poesia
Poesia in forma di
rosa
commento di Massimiliano
Valente
* *
*
I. LA
REALTA'
Ballata
delle madri
La
Guinea
Poesie
mondane:
Una coltre di
primule...
Scheletri col
vestito...
Quando una
troupe...
Vedo la troupe in
ozio...
Un solo
rudere...
Ci vediamo in
proiezione...
Lavoro tutto il
giorno...
Supplica a mia
madre
La ricerca di una
casa
La
realtà
II. POESIA
IN FORMA DI ROSA
Poesia
in forma di rosa
La
persecuzione
III. PIETRO
II
La
tramontana...
Era l'inzio del
giorno
Per misteriosa
elezione...
...ma quando, a
notte...
I Santi? Non
sono...
Il sole, il
sole...
Non so che
amarezza...
Scommettitori,
puntate...
Ecco, sono stato
condannato
APPENDICE: La
mancanza di richiesta di poesia
IV. IL
LIBRO DELLE CROCI
La
nuova storia
Profezia
V. UNA
DISPERATA VITALITA'
Poema
per un verso di Shakespeare
Le belle
bandiere
Una disperata
vitalità
Nuova poesia in
forma di rosa
Il sogno della
ragione
Frammento
epistolare, al ragazzo Codignola
VI.
ISRAELE
Un
lungomare...
Un alberghetto
sonoro...
... Kafka poi
avrà supposto...
Giro in un
Kibutz...
Lungo gli 85
km...
Indi, a
testimoniare...
Mentre... I
nostri...
Una giornata a Tel
Aviv...
VII. L'ALBA
MERIDIONALE
I
Come in
un velo giallo...
Camminavo nei
dintorni...
Un
areoplano...
Manca sempre
qualcosa...
Un biancore di
calce...
L'idea di venir
meno...
Il film l'ho gia'
girato...
Credendomi
inaridito...
Cosi' mi
salvo...
II
Torno, ritrovo il
fenomeno...
Torno... e una
sera...
Torno, e mi
trovo...
VIII.
PROGETTO DI OPERE FUTURE
Progetto di opere future
APPENDICE
1964
Vittoria
La raccolta di
pometti Poesia in forma di rosa esce nel 1964 e rappresenta
dopo La religione del mio tempo un evidente mutamento. Il
tono pacato e uniformemente elevato de Le ceneri Gramsci
viene abbandonato per una lettura atuobiografica e polemica della
sua poesia. E' facile trovare in questa raccolta di pometti il
Pasolini corsaro degli anni 70. Pasolini pone, in questa raccolta,
il proprio io al centro della poesia: dalla persecuzione
giudiziaria, all'attività di regista (sono gli anni di
Accattone, Mamma Roma, Il vangelo secondo Matteo), i viaggi
africani e asiatici, la polemica ideologico-politica. In tutti
questi conflitti interni Pasolini si muove in una societa' segnata
dal nascente neocapitalismo visto dal poeta come una nuova
preistoria. La poesia di Pasolini risente di questo clima
opprimente, di questa sensazione di impotenza di fronte alla
realtà, e cerca nell'impegno civile attivo la difesa dei
propri valori.
...
Tuttavia
(scriva, scriva!) la
mia confusione
attuale e' la
conseguenza
di una vittoria
fascista.
[nuovi,
incontrollabili, fedeli
impeti di
morte]
Una piccola,
secondaria vittoria.
Facile, poi. Io ero
solo:
con le mie ossa, una
timida madre
spaventata, e la mia
volonta'.
L'obbiettivo era
umiliare un umiliato.
Devo dirle che ci sono
riusciti,
e senza neanche troppa
fatica. Forse
se avessero saputo che
era cosi' semplice
si sarebbero scomodati
di meno, e in meno!
[....]
Una vittoria
fascita!
Scriva, scriva:
sappiano (essi!) che lo so:
con la coscienza di
un uccello ferito
che mietamente morendo
non perdona." (2)
"Questa raccolta
poetica si articola intorno ad alcuni nuclei fondamentali, tra
'amore-nostalgia' e polemica, riesame impietoso e 'progetto', cupo
sarcasmo e strazio: l'Africa come reincarnazione estetico-viscerale
(ancora una volta) del mito 'popolare', e al tempo stesso come
nuova 'ragione' nascente contrapposta al 'patto industriale'
corruttore della vecchia Europa; l'affermazione del mondo del
'Passato' e della 'tradizione' come vero 'moderno' rispetto (e
contro) alla mostruosa 'Dopostoria' neocapitalistica; la ricerca di
un rapporto solidale tra la propria condizione (privata e storica)
di 'diverso' e di eretico della Chiesa cattolica e di intellettuale
borghese 'traditore' della propria classe, da un lato, e 'gli
Ebrei... i Negri... ogni umanita' bandita', dall'altro: la metafora
della 'Nuova preistoria', come punto di trapasso tra l'estrema fase
della 'irrealta'' capitalistica e borghese, e l'avvento di una
nuova 'aurora'; e infine, la 'alternativa', l'approdo al 'magma'
poetico e alla 'disperata vitalita'', e quindi la presa di
coscienza lucidamente autocritica del fallimento di un'esperienza
'vitale' che si sente 'disperatamente' esclusa dalla storia. La
simbolica 'morte' e il preannunciato 'silenzio' poetico della parte
finale della raccolta, significano anche
questo.
E' chiaro perciò
come a questa intera fase del curriculum pasoliniano, presieda una
crisi di fondo: l'avvento del neocapitalismo come processo di
disumanizzazione e corruzione e distruzione di ogni civilta' e
tradizione e valore, come fine di ogni possibile opposizione e
lotta e 'alternativa'. Pasolini si muove tra tentazioni regressive
e punte di rivolta, tra una carica anticapitalistica e un
abbandonato ritorno alle mitologie originarie (reincarnate o meno);
e anticipa in sostanza alcune linee del suo futuro discorso sullo
'Sviluppo' negli anni settanta, con i suoi momenti attivi e
passivi". (1)
Quanto al futuro,
ascolti:
i suoi figli
fascisti
veleggeranno
verso i mondi della
Nuova Preistoria.
Io me ne starò
là,
come colui
che
sulle rive del
mare
in cui ricomincia la
vita.
Solo, o quasi, sul
vecchio litorale
tra ruderi di antiche
civiltà,
Ravenna
Ostia, o Bombay -
è uguale -
con Dei che si
scrostano, problemi vecchi
- quale la lotta di
classe -
che
si
dissolvono...
Come un
partigiano
morto prima del maggio
del '45,
comincerò piano
piano a decompormi,
nella luce straziante
di quel mare,
poeta e cittadino
dimenticato."
"Dio mio,
ma allora cos'ha
lei
all'attivo?..."
"Io? - [un balbettio,
nefando
non
ho preso l'optalidon, mi trema la voce
di ragazzo malato]
-
Io? Una disperata
vitalità. (2)
_______________
(1) Gian Carlo
Ferretti, dalla prefazione a Le belle bandiere, Editori
Riuniti, Roma.
(2) Pier Paolo
Pasolini, Una disperata vitalità da Poesia in forma
di rosa, Einaudi, Torino.
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POESIA
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friulane

L'usignolo della
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Le ceneri di
Gramsci

Las religione del
mio tempo

Trasumanar e
organizzar

Bestemmia. di
F. De Melis
e G.
D'Elia

Bestemmia, di
A. Molteni

La poesia
dialettale di Pasolini, di G. Contini

Poeta delle
Ceneri, di Pier Paolo Pasolini

"Ballata delle madri"
da Poesia in forma di rosa, di Pier Paolo
Pasolini

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Bibliografia
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