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Poesia Le ceneri di Gramsci
"Le ceneri di Gramsci" è grande poesia nata dalla realtà. Chi vive a Roma può trovare la tomba di Gramsci a Piramide e lì fu abbozzata questa poesia che palpita vita. Le terzine sono state riempostate in chiave moderna con poche rime e poca musicalità ma sono comunque intense e pregne di vitalità. Il poeta ragiona sulla vita politica dell'italia e sulla sua vita: divisa fra le 2 vite (private, pubbliche, politica, apolitica...). Da leggere perchè Pasolini è un grandissimo manipolatore della lingua scritta e ne dà prova ardua in questi versi. La poesia che dà il titolo al libro è forse la migliore ed andrebbe letta sotto i cipressi del cimitero protestante di Piramide, di fronte alla tomba di Gramsci. Di questa raccolta segnalo due poemetti: "Le ceneri di Gramsci" che dà il titolo al libro e "Il pianto della scavatrice" che è la poesia che preferisco. Sono i titoli di più ampio respiro e insieme, fortunatamente, di lettura più agevole e piacevole. [...] * * *
Come ricorda l'autore stesso in calce alla poesia, Gramsci (il padre del comunismo italiano) è sepolto a Roma in una piccola tomba del Cimitero degli Inglesi, tra Porta San Paolo e Testaccio, non lontano dalla tomba di Shelley. E' il pomeriggio di una giornata uggiosa e davanti alla tomba di Gramsci (ma non molto distante da quella di Shelley, poeta romantico: la cosa è significativa come si vedrà più oltre, perché tra queste due uomini, simbolicamente, è contesa la vita di Pasolini) il poeta riflette sulla sua vita di uomo maturo, che ha alle spalle gli stenti dei primissimi anni romani e ora è "vestito dei panni che i poveri adocchiano in vetrine". Sente il bisogno di fare il punto perché la sua vita è cambiata e anche l'Italia, intorno a lui, sta cambiando. Pasolini non ama tali mutamenti, anche se in questa poesia il suo dolore è appena accennato se si confronta con quanto scriverà, appena due anni dopo, ne "Il pianto della scavatrice" né è un dolore disperato. Il suo atteggiamento è dubbioso, si domanda quale sarà il suo posto di uomo e intellettuale in un mondo che sente ideologicamente distante: "e se mi accadeSi domanda inoltre quale sarà il suo ruolo di comunista intimamente antiprogressista e dichiara con forza, in ciò, la sua distanza dal fratello e compagno Gramsci: "Lo scandalo del contraddirmi,Quasi una dissociazione. Comunista nel cuore e in luce (la luce della ragione) ma qualcosa d'altro nelle viscere e nel buio. Cosa lo bruci intimamente lo dichiara oltre: "attratto da una vita proletariaÈ la passione per una vita che è ai margini della storia e che solo lì può germogliare. È il populismo di Pasolini che è più forte e radicato del suo comunismo. Questa sua religione è minacciata dal progresso e gli impedisce di essere un comunista "ortodosso". Di più, gli fa sentire vicino coloro i quali, come lui, amano la vita con passione romantica, quasi ciecamente, dietro il loro sogno estetico. In fondo egli non coltiva una passione antiquaria? Non vorrebbe eterni i costumi popolari, contro la storia, così come un esteta gode della bellezza d'un quadro che sfida il tempo? Ecco che affianco a Gramsci (la luce, la ragione) si profila la figura di Shelley (il buio, la passione). "Ah comeCosì Pasolini termina la sua confessione, dichiara la sua eresia. La pecca che tanti gli rimproverarono di essere un nuovo D'Annunzio, distante politicamente da questi ma allo stesso modo votato allo scandalo, vanitoso, sensuale è dunque fondata. Per Pasolini però non era un difetto e egli sentiva che strappargli questa esuberanza era come strappargli "il buio delle viscere", gli sarebbe rimasta la luce ma: "nella desolante
[...] Malgrado siano passati solo due anni da "Le ceneri di Gramsci", ne "Il pianto della scavatrice" Pasolini sembra aver consumato tutte le sue residue speranze e senza preamboli entra nel vivo del suo stato esistenziale, con versi cosi' belli e veri da togliere il fiato: "Solo l'amare, solo il conoscereProsegue poi riandando con la memoria ai primi anni romani (1950-53) quando "era povero come un gatto del Colosseo" e viveva in periferia, vicino al carcere di Rebibbia. Anni duri ma felici, proprio perché anni d'amore e d'apprendistato alla vita e alla letteratura. Contrappone poi a questa età ormai mitizzata i prosaici giorni che vive ora, in un quartiere borghese. Il richiamo dei sensi, felicemente simbolizzato ne "Le ceneri di Gramsci" attraverso la figura di Shelley, non è più sicuro, come se Pasolini si fosse disilluso anche sotto questo profilo, come se per lui non fosse più una risorsa ma solo un modo per continuare a sopravvivere. Qualcosa è accaduto nella vita del Poeta nei due anni che separano "Le ceneri di Gramsci" da "Il pianto della scavtrice", ma che cosa? Forse è l'urlo delle mille scavatrici che sventrano l'Italia e con ciò il mondo arcaico cui Pasolini era legato? Ciò che mi piace di questa poesia è la potenza dello stile, la ricchezza delle immagini. Sotto questo profilo Pasolini, in questi versi, è in stato di grazia. A conclusione si può
dire che questo è un libro fondamentale per farsi un'idea personale
di Pasolini. Questo è già qualcosa, considerato il personaggio
controverso. Ma c'è di più e forse l'essenziale: che è
un libro ispirato, coinvolgente in ciò che racconta, sicuro nello
stile, soprattutto nei due poemetti maggiori (per importanza e lunghezza).
Nel poemetto che dà il titolo alla raccolta troverete una confessione
molto chiara dell'ideologia del poeta, in particolare della sua "religione
del popolo". Ne "Il pianto della scavatrice", invece, troverete l'espressione
del dolore per il tempo ormai andato della sua gioventù, che è
anche il tempo andato di un Italia che cambia velocemente.
La morte di un sogno: un’analisi
Pier Paolo Pasolini era uno scrittore e regista italiano importante negli anni sessanta e settanta in Italia. Come poeta marxista e neorealistico Pasolini era influenzato dalle teorie comuniste di Antonio Gramsci che sostenevano la validità di una società anti-capitalistica.
Come comunista, Pasolini era molto influenzato da Antonio Gramsci, un teorico molto importante prima della seconda guerra mondiale e l'ascesa del fascismo. Come fondatore del partito comunista italiano, Gramsci promuoveva la necessità per la gente italiana di sovvertire il capitalismo e di sfidare l’egemonia culturale delle classi dominanti. A causa della sua opposizione a Mussolini, Gramsci è stato arrestato dai membri del partito fascista nel 1929 ed incarcerato fino alla sua morte nel 1937. Mussolini disse “dobbiamo impedire che questa mente continui a pensare”. [...] Testi Consultati:
Jewell, Keala. The Poisesis
of History. Cornell University Press. 1992.
LE IMMAGINI: copertina del libro Le ceneri di Gramsci (ed. Garzanti); la tomba di Gramsci al Cimitero acattolico di Roma; Gramsci, una scultura di Fellicu Fadda (Ghilarza); Pasolini ritratto con alle spalle un manifesto del film Accattone.
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