Pier Paolo Pasolini
La poesia
Da
Trasumanar
e organizzar
"Patmos"
[Con
due note di Angela Molteni sul titolo che Pasolini ha assegnato a questa
poesia e sulla strage di piazza Fontana cui la poesia stessa si riferisce
(1969)]
Sono sotto choc
è giunto fino a Patmos
sentore
di ciò che annusano i cappellani
i morti erano tutti dai
cinquanta ai settanta
la mia età fra pochi anni,
rivelazione di Gesù Cristo
che Dio, per istruire i
suoi servi
- sulle cose che devono
ben presto accadere -
ha fatto conoscere per mezzo
del suo Angelo
al proprio servo Giovanni.
Ci sono là marcite; e molti
pioppi. Venendo da lÃ
vestivano di grigio e marrone;
la roba pesante,
che fuma nelle osterie con
le latrine all'aperto.
Poca creanza, farsi ritrovare
così,
da parte di quei galantuomini
non ancora del tutto romanizzati,
e sì che tutti i barocci
erano spariti da un pezzo!
Ma gli usati corpi, non
di monaci,
perché cattolici erano
cattolici, ma s'erano sposati, fornicando
la loro parte; insomma,
giusto perché dei nipotini oggi piangessero.
Solo un suicidio porterÃ
sulle tracce del responsabile di tal pianto. (1)
Lombardi al Governo! Tra
voi e il paese c'è un abisso.
È la vostra banalità che
lo scava (le «e» strette
son niente confronto al
lessico; che umile dialetto non è;
lo fosse!)
E chi è sotto choc ride
con gli occhi di Antonioni
Il quale attesta come parola
di Dio e testimonianza di Gesù Cristo
e anche Pasolini ride,
tutto quello che ha veduto,
mentre Moravia è distratto,
beato chi legge,
e beati coloro che ascoltano
le parole di questa profezia.
Che ne piangano le loro
famiglie; io ne parlo da letterato.
Oppongo al cordoglio un
certo manierismo.
Di tradizioni recenti son
piene le Sette Chiesuole.
Canoni e tropi a disposizione
rimpiazzano le commozioni;
e basta deciderlo, l'umore
necessario è pronto
con tutti i suoi caratteri
(di difesa dietro il lessico,
esso, eslege, desueto)
chi è al potere altresì
ha le sue figure
entro cui comodamente sostituire
al logos il nulla;
dietro una cattedra, un
tavolo da lavoro,
col doppiopetto: perché
il tempo è lontano.
Così si consola la morte,
e chi ha la cattiva creanza
di farsi piangere; ridotto
a tronconi: cosa inammissibile
in un uomo serio, che si
occupa di agricoltura!
Come poi se fossimo nel
'44.
Io sono l'Alfa e l'Omega,
colui che è, che era e che viene; l'Onnipotente;
fidando su ciò, l'onorevole
Rumor, Pocopotente
ma Potente, comunque,
si dissocia dai telespettatori
dei bar
e parla ai piccoli borghesi
in famiglia che si saziano
di indignazione del tutto
lessicalmente estranea al popolo.
Attilio Valè: presente!
52 anni, abitava a Mairano
di Noviglio.
Era separato da otto anni
dalla moglie;
era un bell'uomo alto circa
un metro e ottanta:
commerciava in bestiame
Io, Giovanni, vostro fratello,
che partecipa con voi alla
stessa tribolazione
al regno e alla perseveranza
di Gesù,
mi trovai relegato nell'isola
chiamata Patmos
a causa del Vangelo di Dio
e delle testimonianze che rendevo a Gesù.
L'Autorità dello Stato
moderato non contempla la realtà dei sensali.
Pietro Dendena (presente!)
45 anni,
abitava a Lodi in un nuovo
edificio di Via Italia 11
con la moglie Luisa Corbellini,
la figlia Franca, 17 anni,
che frequenta il corso di
segretariato d'azienda,
e il figlio Paolo, 10 anni,
alunno di quinta elementare.
Di professione mediatore,
frequentava regolarmente
il mercato di Piazza Fontana
non mi meraviglierei da
letterato schizoide
che comparisse tale e quale
in un olio del Prado
né che avesse un debole
per l'Inter;
ci son portichetti a Lodi,
tetramente settentrionali -
contro un cielo buio, con
nuvole basse -
micragna dei tempi degli
Antenati, odor di vacche!
L'è il dì di mort (tutti
presenti).
Quanto a Paolo Gerli, 77
anni (presente)
ci son portichetti a Lodi
a sesto acuto,
e le piccole osterie micragnose
sanno di vestiti bagnati
riscaldati dalla stufa
abitava con la moglie in
un bellissimo palazzo di Via Savaré, 1,
dove si era trasferito nel
1954
possidente di non pochi
terreni agricoli,
curava in proprio il commercio
dei prodotti della sua terra.
I vicini di casa, loro,
lo ricordano come un signore
gioviale e esuberante.
Usava regolarmente la bicicletta.
Aveva avuto dal matrimonio
tre figlie tutte sposate.
Or, ecco, fui rapito in
estasi, nel giorno del Signore
e udii dietro a me una voce
potente, come di tromba
Eugenio Corsini, 55 anni,
presente!
abitava dall'epoca delle
nozze in Via Procopio 8,
padre di due figli ormai
sposati,
commerciava in olii lubrificanti
per macchine agricole.
La moglie non aveva smesso
di lavorare.
Non si cantarono serenate
in quel 1940;
dal 1940 si era lavorato
giudiziosamente, a casa a far la calza.
Si erano frequentate scuole
in vista di futuri risparmi;
niente grilli per la testa,
che nessuno avesse niente da ridire;
la Morale come una cosa
passata di donna in donna;
poco riso negli occhi, e
gran risate al momento giusto: a Natale.
Io mi voltai per vedere
la voce che parlava
e appena voltato vidi sette
candelabri d'oro
Carlo Luigi Perego, 74 anni,
risiedeva a Usmate Velate
e in mezzo ai candelabri
Uno che assomigliava al Figlio dell'Uomo
in Via Stazione 21
vestito di una lunga veste
lascia la moglie e due figli
sposati
che hanno proseguito la
sua attività di assicuratore
e cinto d'una fascia d'oro
sul petto
Era venuto a Milano per
rivedere i vecchi amici
e per sbrigare alcune faccende
relative all'attività dei figli
Il suo capo e i suoi capelli
erano bianchi come lana
i suoi piedi erano simili
a rame ardente arroventato in una fornace
(così disse chi li raccolse
sotto il bancone)
Aveva presieduto, in qualitÃ
di coraggioso combattente del '15-18
la locale sezione dell'associazione
dei combattenti. Presente!
Carlo Garavaglia, 67 anni,
presente!
Alla morte della moglie
era andato a abitare con la figlia sposata
la sua voce era come il
rumore delle grandi acque
a Corsico in Via XX Settembre
19.
Nella destra teneva sette
stelle.
Era stato macellaio
dalla sua bocca usciva un'acuta
spada a due tagli
percepiva attualmente una
pensione di 18 mila lire.
La sua faccia era come il
sole.
Tentava di realizzare qualche
guadagno extra facendo il mediatore.
Carlo Gaiani, presente,
57 anni,
abitava con la moglie alla
cascina Salesiana
Era perito agrario
ed aveva condotto con successo
l'azienda agricola
che conduceva come affittuario,
fino ad alcuni anni addietro.
Ora l'azienda era in decadenza.
Lavorava personalmente la
terra con un solo lavorante.
Si era recato alla Banca
dell'Agricoltura
per concludere la vendita
delle ultime 14 vacche.
Saragat taccio, ma ne parla
l'«Observer». (2)
Oreste Sangalli, 49 anni:
«Presente!»
affittuario della cascina
Ronchetto in via Merula 13 a Milano
mettiamo la sordina alla
tromba di quell'Uno
lascia la moglie e due ragazzi,
Franco di 13 e Claudio di 11
fare d'ogni erba un fascio
degli estremisti
si era recato al mercato
di Piazza Fontana
va bene per i giornali indipendenti
(dalla Verità )
come tutti i venerdì in
compagnia di Luigi Meloni
ma un presidente della Repubblica!
Si erano momentaneamente
lasciati a Porta Ticinese
Non si può predicare moderazione
e si erano dati appuntamento
a Piazza Fontana
in un paese dove è appunto
la moderazione che va male
Hanno trovato entrambi la
morte
e dove non si può essere
moderati senza essere banali
poco dopo essersi ritrovati.
Luigi Meloni, 57 anni presente:
commerciante di bestiame
abitava a Corsico in Via Cavour
con la moglie e il figlio
Mario, studente di 18 anni.
Possiede qualche piccola
proprietà immobiliare.
Era venuto a Milano con
la vettura del Sangalli.
E quando l'ebbi veduto io
caddi ai suoi piedi come morto.
Ma egli pose sopra di me
la sua destra e disse:
Non temere, io sono il Primo
e l'Ultimo.
Io sono il Medio, parvero
dire Rumor e i suoi colleghi.
Non si può essere medi,
qui, senza essere privi d'immaginazione.
Io sono il Primo e l'Ultimo,
il Vivente.
Giulio China, 57 anni, presente!!
Era uno dei più importanti
commercianti di bestiame di Novara,
ove possedeva due cascine.
Lascia la moglie e due figlie sposate.
Ho subìto la morte, ma
ecco, ora vivo nei secoli dei secoli
(a differenza di Giulio
China)
e tengo le chiavi della
morte e dell'inferno.
Mario Pasi, cinquant'anni:
presente,
abitava con la moglie in
un bell'appartamento di Via Mercalli 16.
Ah antichi portichetti a
sesto acuto, grigi, scrostati,
sotto cui l'ombra è così
fredda che par di essere in Germania
e i negozietti di mercerie
stringono il cuore, e ancor più
se vi si vendono anche caramelle,
in scatole di cartone
Ma ci son anche palazzi
di metallo e vetro
che danno sui parchi
Non aveva figli. Geometra,
si era dedicato all'amministrazione
di fondi e stabili.
Era stato ufficiale di cavalleria.
Scrivi dunque le cose che
hai vedute,
e le presenti e quelle che
verranno dopo di esse:
l'Italia è in crisi, e
la stessa crisi che soffro io
(inadattabilità alle nuove
operazioni bancarie)
la soffrono alla loro bestial
maniera i fascisti:
le ultime 14 vacche! Le
ultime 14 vacche!
Ecco il senso misterioso
delle sette stelle;
ché se sette erano magre,
le altre sette erano ancor grassottelle.
Carlo Silva, 71 anni, abitava
in Corso Lodi 108,
con la moglie e un figlio,
impiegato alla «Dubied».
Aveva un secondo figlio
sposato.
Aveva fatto il mediatore
per tutta la vita
ma una lieve forma di paralisi
lo aveva costretto
a muoversi con l'ausilio
di un bastone.
Percepiva una esigua pensione,
ma non aveva rinunciato
a recarsi ogni venerdì
al settimanale convegno coi vecchi colleghi.
Bisogna andare da loro,
stupidi come vipere, e dir loro:
Siamo fratelli: possediamo
le ultime quattordici vacche:
la nostra azienda è in
rovina,
lavoriamo con le nostre
mani la terra
aiutati da un solo lavorante.
Non siamo più in grado
di abitare in questo Paese
che se ne va per le strade
nuove della storia
che hai veduto nella mia
destra
e dei sette candelabri d'oro;
Gerolamo Papetti, 79 anni,
abitava alla cascina Ghisolfa
di Rho
di cui era proprietario.
Aveva perso la moglie alcuni
anni addietro.
Lascia tre figli, uno dei
quali, Giocondo,
lo aveva accompagnato a
Milano
ed è rimasto ferito in
seguito allo scoppio.
Le sette stelle sono i sette
Angeli delle sette Chiese
e i sette candelabri sono
le sette Chiese.
Beh, non ho intenzione di
scrivere l'intero Apocalisse:
ormai basta solo progettarlo;
e così le idee, basta enunciarle:
realizzarle è superfluo.
In piena epoca industriale,
coltiviamo dunque la terra
con le nostre mani, e un solo lavorante.
Andremo dunque presto a
vendere le nostre ultime 14 vacche
ai Vicini nel 1970 avanti
Cristo.
No, davvero non si può,
l'ecolalie neanche notarili
vomitate su noi dai nostri
coetanei al Governo
sono intollerabili. Caro
Moravia, caro Antonioni,
andiamo di là .
Poi venni a casa.
La porta che dava sul corridoio
della camera di mia madre
era aperta: da ciò arguii
la sua inquietudine.
Essa ha ottant'anni, l'etÃ
di Gerolamo Papetti:
e penso a ciò che deve
ancora soffrire.
Da letterato che fa della
letteratura
dichiaro la mia solidarietÃ
a «Potere Operaio»
e a tutti gli altri groupuscules
di estrema sinistra,
Saragat non doveva fare
un fascio di quell'erba:
e dunque sugli scudi Tolin.
Le sette Chiese sono su
di noi, le zozze.
Scende la notte dello choc:
il Naviglio va sottoterra
Tu ti suiciderai
se avevi tutto da guadagnare
e nulla da perdere (3)
e quindi non sei un fascista
di sinistra, che, poverino,
coi suoi ideali estremistici
ora così tragicamente frustrati,
è divenuto mio caro fratello,
e vorrei abbracciarlo forte;
tu ti ucciderai, fascista
pazzo,
e il tuo suicidio non servirÃ
ad altro
che a dare una disgraziata
traccia alla Polizia.
In attesa di essere vendute,
queste nostre ultime 14 vacche
pascolano crepuscolari a
Patmos
dove ci si limita a scrivere,
dell'Apocalisse, il solo prologo.
Ma approfondiamo
(che altro non si fa a Patmos,
senza giungere mai a conclusioni
diverse da quelle previste,
il deprimente disprezzo
per la borghesia, ivi compresi
i morti di cui sopra, tutti
onorabilmente vissuti infino alla fine)
proseguendo, proseguendo
eroicamente,
dopo aver steso un velo
sulla sconfitta dei giovani
A Efeso a Pergamo a Smirne
a Tiatira a Sardi a Filadelfia e a Laodicea
vivono i lettori che disprezzano
i buoni sentimenti
e sanno, sanno bene del
binomio Autorità -Banalità ,
ma ciò non esclude che
anche tra loro
i buoni sentimenti siano
poi del tutto screditati, anzi, anzi!
Ma le conclusioni di ogni
approfondimento sono prevedibili, ripeto.
L'ultimo odor di stalla
e di farina
e la stoffa che fuma nelle
osterie con la latrina all'aperto
dove va gente che se la
intende sull'onorabilitÃ
e vi fa del razzismo romanico
unisce intellettuali di
sinistra e fascisti a un unico culto
in via di estinzione: allontanando
nel cosmo il punto di vista (4)
essi appaiono tutti raccolti
a imprecare allo stesso tabernacolo;
la porta della storia è
una Porta Stretta
infilarsi dentro costa una
spaventosa fatica
c'è chi rinuncia e dÃ
in giro il culo
e chi non ci rinuncia, ma
male, e tiri fuori il cric dal portabagagli,
e chi vuole entrarci a tutti
i costi, a gomitate ma con dignità ;
ma son tutti là , davanti
a quella Porta.
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(1) Questi versi sono stati
scritti tra il 13 e il 14 dicembre; prima che si sapesse del suicidio dell'anarchico
Pinelli.
(2) Ricordo di nuovo al
lettore che questi versi sono stati scritti solo il giorno dopo i fatti
di cui si parla.
(3) Prevedendo in questi
versi un suicidio, pensavo, con assurda ingenuità , che il colpevole che
si sarebbe suicidato sarebbe stato un fascista.
(4) Come nella Commedia
pappo coesiste notoriamente con pulcro.
[da Pier Paolo Pasolini,
Bestemmia,
Garzanti 1993 - Già in "Nuovi argomenti", dicembre 1969]
-------------------
Nota 1
Nel titolo è richiamata
l'Apocalisse: nella tradizione cristiana, quelli dell'Apocalisse sono gli
scritti, canonici o apocrifi, che contengono le rivelazioni (secondo l'etimologia
greca apokalypsis, rivelazione), relative al destino finale dell'umanità ,
fatte da Gesù Cristo al suo servo Giovanni. L'Apocalisse è l'ultima parte
del Nuovo Testamento, tradizionalmente attribuita all'apostolo Giovanni.
Comprende sette lettere, indirizzate a sette chiese dell'Asia minore, in
cui sono esposte le visioni avute da Giovanni nell'isola di Patmos. Il
numero è simbolico, perché rappresenta tutte le chiese, con le loro eresie
e deviazioni morali. Ogni lettera ha un'impostazione analoga: Cristo è
sempre in scena (ora con 7 stelle nella destra e posto tra 7 candelabri
d'oro, ora con un libro dai 7 sigilli nella mano) per giudicare le comunitÃ
e promettere loro la vittoria su Satana.
L'autore, alla fine del I
secolo, intendeva incoraggiare le comunità a resistere alle persecuzioni
imperiali e rafforzare la fede dei lettori, mostrando loro che il regno
di Dio, già cominciato, stava per infrangere l'ultima e potente resistenza
del diavolo, nemico sconfitto. L'Apocalisse profetizzava quindi il piano
salvifico di Dio, la vittoria della chiesa e l'annientamento finale dei
suoi nemici con una simbologia drammatica di numeri, colori e bestie enormi
(caratteristica è la bestia con sette teste e dieci corna che viene dal
mare a rappresentare il potere romano invasore). Il cristianesimo orientale
fu avverso per molto tempo a questo genere apocalittico, mentre l'occidente
lo accolse con grande fortuna cercando nel misterioso simbolismo delle
visioni e del linguaggio figurato i segni profetici della storia cristiana.
Nota 2
12 dicembre 1969: un ordigno
contenente sette chili di tritolo esplode alle 16,37, nella sede della
Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio
delle vittime è di 17 morti e 86 feriti. Nei giorni successivi alla strage,
solo a Milano, sono 84 le persone fermate tra anarchici, militanti di estrema
sinistra e due appartenenti a formazioni di destra. Il primo ad essere
convocato è Giuseppe Pinelli, chiamato in questura lo stesso giorno dell'esplosione.
Dopo tre giorni di interrogatorio non viene contestata, a Pinelli, alcuna
imputazione eppure non viene rilasciato. Ad interrogarlo è il commissario
Luigi Calabresi il quale guida l'inchiesta sulla strage.
Giuseppe Pinelli: ferroviere
anarchico. Fermato poche ore dopo la strage del 12 dicembre 1969 a piazza
Fontana, Pinelli viene interrogato per tre giorni e alla sera del terzo
giorno viene trovato morto nel cortile della questura, dopo essere precipitato
dalla finestra della stanza dell'interrogatorio che si trovava al quarto
piano. La versione ufficiale parla di suicidio, gli inquirenti cercarono
di far credere che Pinelli si fosse tolto la vita perché coinvolto nell'attentato.
All'epoca, il democristiano
Mariano Rumor era presidente del consiglio di un governo monocolore democristiano;
il socialdemocratico Giuseppe Saragat era presidente della repubblica.
* * *
Sulla vicenda Pinelli si
vedano anche le pagine di:
- Reti
Invisibili
- Intervista
a Licia Pinelli
- Testimonianza
di Pasquale Valitutti
- Il
Dossier su piazza Fontana del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
[Pagina aggiornata giugno
2007]
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