I ricordi - Sommario

"Pagine corsare"
I ricordi

da
Bruno Bruni
(1929-1997)
Il ragazzo e la civetta.
Percorsi di un allievo
dell’Academiuta di Pasolini
(Campanotto Editore, Udine 1993)


"IL TIMP DI UN FANTÀT"


.
... un titolo ti morde con zanne di ferro...
.
[...]
Liceo-Ginnasio Jacopo Stellini 
Piazza Umberto Udine 
con Nico in quarta Ginnasio lingua straniera 
inglese ottobre del Quarantatré 
una volta ci accompagna anche 
Pierpaolo che la guerra ha portato 
a Casarsa con Guido e Susanna la madre 
ed ora ci guarda vivere momenti 
che daranno senso e scopo 
alle nostre giovani inespresse qualità 
porgendoci lievi ma sicuri appoggi 
per camminare con meno fatica 
sulla lunga strada che è appena iniziata 
pochi giorni di scuola nelle aule 
cittadine all’ombra del Castello 
e poi stivali chiodati percuotono 
corridoi scale cacciando ogni segno 
di umano sapere con parole 
grida di selvaggia barbarie 
di sangue e morte
anche il treno ti porta nel mezzo 
di una guerra che ormai è qui
dal cielo scendono improvvisi 
uccelli di fuoco che ti passano sulla testa 
sgranando rosari di morte
tu bestemmi con la testa nell’erba 
le mani sulle orecchie per non sentire 
urla e fischi laceranti 
quando gli aerei se ne vanno 
risali sul treno e cerchi la cartella 
lasciata sul sedile come pegno 
per il ritorno ci guardiamo negli occhi 
ridendo e sfottendo la paura degli altri 
per dimenticare la propria 
la strada per Udine ormai è chiusa 
non vale la pena morire 
per un po’ di greco e di latino 
ma ecco che nasce una scuola 
S. Giovanni è Pierpaolo con Giovanna 
Riccardo Cesare che si inventano 
professori di latino greco italiano 
inglese matematica... cominciano così 
lezioni che mai più ascolterò 
nelle vere scuole
il greco è come un canto che Giovanna 
dispiega nella piccola stanza 
aprendo orizzonti di conoscenza 
che capisci di dover assolutamente 
raggiungere ed oltrepassare 
Pierpaolo ti porta per mano dolcemente 
attraverso le parole dei poeti 
che finalmente ti si svelano
e restano dentro dite generando 
originali capacità espressive 
che prima non esistevano 
o non credevi di possedere 
scuola di poesia
di rigore intellettuale di vita 
non regole declinazioni date 
nomi di fiumi a memoria ma
letture discussioni confronti 
la scuola non finiva mai 
al pomeriggio nei campi 
per le strade del paese in bicicletta 
sotto un portico continuavano 
le parole a creare solide basi 
per costruire la vita di ognuno 
nella diversità
[...]
Pierpaolo prende nelle sue mani 
il peso della nostra scolarità 
Riccardo continua con la matematica 
ma l’essere in pochi ci porta 
a intese profonde a scambi inavvertiti 
tanto è lieve e dolce e tenera 
la presenza che ci guida alla scoperta 
di noi degli altri delle cose delle luci 
dei colori del giorno della notte 
nasce in questi giorni
il bisogno di scrivere di esprimere 
di far sentire la tua voce di dentro 
oltre i confini angusti
della tua mente 
Nico Ovidio Fedele Nisiuti 
portiamo i nostri foglietti 
leggiamo parole che ci sembrano 
andare lontano
oltre la piccola stanza 
verso i campi le rogge le foglie
che le hanno fatte nascere in noi 
Pierpaolo ascolta con la testa appoggiata 
ad una mano lentamente si muove l’altra mano 
come per accompagnare le parole 
prima che si disperdano nell’aria 
nasce così IL STROLIGUT nell’aprile 
Quarantaquattro a San Vito da Primon 
e con lui viaggiano le nostre voci 
friulane ancora sussurranti ma orchestrate 
in un coro che già sa trarre
armonie e ritmi nuovi
da tradizioni antiche ma vive e presenti 
nel quotidiano vivere del nostro paese 
vivere ormai impedito
nelle case scoperchiate svuotate 
da una cieca furia che dal cielo 
ormai ogni giorno rovescia 
pioggia di ferro rovente 
il paese si è fatto deserto 
le campane non suonano più a mattutino 
la mia strada è vuota
portoni sbarrati stalle fredde 
orti e campi incolti 
la gente ogni tanto ritorna 
dai paesi vicini a guardare se ancora 
le vecchie mura resistono alla bufera 
[...]
a Versuta nasce l’Academiuta di Lenga Furlana 
l’ardilut esprime il tenero desiderio
di poesia che in questi cupi momenti 
è la nostra unica speranza
di vita
passano gli ultimi mesi di guerra 
ciascuno impegnato come può 
nella lotta per cacciare il tedesco 
arriva il trionfante aprile 
del Quarantacinque ed in armi torniamo
al paese ferito ma liberato per sempre 
al prezzo di giovane sangue 
Gino che abitava sotto casa mia 
ed Enrico falciati l’ultima notte 
a San Giovanni e non torna Guido 
dalle colline di Cividale 
assassinato per una contesa territoriale 
risolta col mitra
Pierpaolo annichilisce 
non può capire come si possa 
uccidere chi voleva soltanto 
che la nostra dolce terra friulana 
restasse alla sua gente
sotto i tralci di un vigneto 
un pomeriggio di sole 
si discute di Guido 
con Cesare Nico Rico de Rocco 
cerchiamo motivi ragioni 
che possano spiegare 
ciò che non si può capire 
ma troppa è la rabbia 
le parole non hanno senso 
Pierpaolo si alza dall’erba 
se ne va imprecando e maledicendo 
sgomenti ci guardiamo 
non ci può essere consolazione 
nemmeno a Versuta 
[...]
si prepara l’uscita
dello STROLIGUT che porterà 
il numero UNO sulla copertina 
e dentro il lavoro di questi mesi 
appena stampato Pierpaolo Nico ed io 
in bicicletta lo portiamo
ai santoni udinesi del CE FASTU 
in congresso a San Daniele
ci guardano con gentile sufficienza 
da castellani della lingua friulana 
come fossimo menestrelli 
venuti a divertire la corte 
ridiamo allegri pedalando al ritorno 
c’è ballo stasera in paese 
sulla piattaforma in piazza 
[...]
passano i giorni e le stagioni 
sui sassi del Tagliamento 
alla Rosa nuotare prendere il sole 
è come frequentare un circolo letterario
con Pierpaolo che scherzando e ridendo 
ti dà nuove dimensioni
e orizzonti da valicare
o a Versuta ad ascoltare il violino 
di Pina o a pulire gli affreschi 
appena scoperti sulle pareti della chiesetta 
o in mezzo ai campi
meditare su una tomba mammellonare 
è tutto un intrecciarsi
di stimoli di inviti 
a vivere in profondità 
il nostro tempo
inevitabile scoprire il filo rosso 
che corre lungo la storia 
inevitabile l’impegno per seguire 
quella traccia rinforzarla 
renderla sicura visibile a tutti 
San Giovanni diventa espressione 
di militanza di partecipazione di educazione 
con i manifesti di Pierpaolo 
sotto la Loggia
masticano fiele i benpensanti 
presto trovano l’occasione per eliminare 
dal paese la voce che sola 
diceva parole di verità e di speranza 
questa volta Pierpaolo
non può reggere alla canea 
che gli hanno scatenato 
un treno lo porterà a Roma 
per dargli un altro destino 
non voluto e non cercato 
l’Academiuta si sperde in singole 
vicende dove ciascuno 
percorre la sua strada 
con dentro qualcosa che non potrà 
svanire
[...]
ti vedi con Nico
a Venezia e allora sono lunghe camminate 
per calli e campielli
hai notizie di Pierpaolo 
e viene il giorno che in libreria 
comperi “Ragazzi di vita” 
hai quasi paura ad aprire quelle pagine 
leggi e scopri una realtà 
estranea un vivere disperato 
ma anche dolcezza coinvolgimento 
cristiana pietà
seguiranno altri libri 
grida stampate che ti raggiungono 
ti legano con i lacci della verità 
finalmente un anno al Lido
alla Mostra del Cinema una stretta di mano 
un ciao strozzato
alla prima di Accattone
in mezzo alla turba festivaliera 
e così altre volte
nello stesso luogo per Mamma Roma 
Il Vangelo in sala Volpi 
dopo la zuffa coi fascisti nel piazzale 
non ci saranno altre occasioni 
di incontro libri giornali radio televisione 
films racconteranno lo snodarsi 
di una vita sempre più straniata 
dai modelli che travolgono nella spazzatura 
questo nostro povero paese 
fino a quel Novembre
del millenovecentosettantacjnque 
quando sul solito giornale 
un titolo ti morde con zanne di ferro 
non credi non puoi credere 
che quelle nere parole 
siano la verità vorresti gettare 
il giornale comprarne un altro 
ma l’edicola è tutta ricoperta 
dalle stesse parole dalle stesse 
orrende fotografie che senza pietà 
si offrono ai passanti che non sanno 
non conoscono cosa oggi è andato perduto 
per sempre
nella vecchia glisiuta in mezzo ad una calca 
di gente venuta allo spettacolo
alzo il braccio col pugno chiuso 
senza lacrime senza parole 
ultimo saluto a chi è stato 
compagno di vita

Bruno Bruni
 

[Un grazie di cuore ad Annalisa Bruni, che ha gentilmente inoltrato alla curatrice di "Pagine corsare" il libro Il ragazzo e la civetta]
 

 


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dell’Academiuta di Pasolini, di Bruno Bruni

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