"Pagine
corsare"
I
ricordi
A
Pier Paolo Pasolini
Immagini
sovrapposte
dolcezza
e purezza e diversità
Accattone
e Stella
il
Trullo Testaccio Pietralata,
la
nostra mente che torna
alle
sere di estate di qualche anno fa
paura
ed odio
oasi
di amore e di favole
Roma
invitante e mitica,
dopo
il film
ci
riguarderemo negli occhi
per
paura di incontrare quel volto
antico
e diverso
e
insolito medievale tenebroso,
per
incontrare ancora una volta
il
pazzo di Ponte Milvio
che
si tuffa nel Tevere
con
le telecamere puntate,
per
giudicare il più forte alla lotta
fra
Lello e Carletto
dietro
il cinema Lux
(‘come
sa di pianto la tua voce’),
per
cercare ancora
il
sogno di una cosa.
E’
la tentazione di far silenzio
che
ci tenta e ci vince,
con
gli occhi fissi all’ultima tragedia
chiusi
a chiave nelle nostre case
distolti
dal Gesù di Zeffirelli
dalla
madonna playmate di Playboy
dalla
visita del papa in Groelandia
dall’avvento
di questa nuova era.
Dietro
casa
l’umanità
la
diversità dentro di noi
la
storia
la
carità e la miseria
la
passione
il
delirio degli anni settanta
gli
occhi che bruciano nella notte
il
fascino della Stazione Termini
il
miscelarsi delle razze
le
nostre corse in auto
alla
ricerca di un focheraccio,
la
rivolta
la
nuova ignoranza e la paura
lo
scherno e le risate
il
mistero
la
culla delle civiltà
l’angoscia
delle immagini
di
un racconto di sangue,
la
figura ormai esanime
della
nostra anima maledetta.
Massimo
Buratti
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