"Pagine
corsare"
I
ricordi
Breve dialogo
tra Pasolini e Franco
Citti
tratto da: "PIER PAOLO
PASOLINI corpi e luoghi", prefazione di P.Volponi, a cura di M.Mancini
e G.Perrella, Theorema edizioni s.coop.r.l., Roma, 1981.
Spiaggia di Ostia.
Luglio 1966
Pasolini.
Il fatto
di aver fatto l'attore, per te, in fin dei conti è stato un bene
o un male? Sii sincero.
Franco Citti. Ne
abbiamo già parlato, io e te, del modo in cui si viene trattati.
Può essere un male, può essere un bene.
Pasolini. Hai avuto
più dolore o più soddisfazione?
Franco Citti. Per
me una soddisfazione, certamente. Ma dover combattere contro tutta questa
gente, giornalisti e altri, è stato brutto.
Pasolini. Si fanno
spesso dei grandi discorsi, generosi e nobili, sul fatto che io prendo
i miei attori dalla strada per poi abbandonarli, poveri disgraziati. Sento
spesso dire questo. Cosa ne pensi?
Franco Citti. Penso
di no. Posso dirlo. Non mi hai mai abbandonato, né me, né
Sergio, né…
Pasolini. Non come
amico, ma…
Franco Citti. Un
personaggio può servirti per un film, poi per un secondo, e non
più per quello successivo. Non per questo lo abbandoni. Sennò
quante volte mi avresti abbandonato! Non abbiamo più lavorato insieme
dopo Mamma Roma nel 63…
Pasolini. Dicono
che io rovini la vita di qualcuno, dopo avergli montato la testa, dato
delle speranze e delle ambizioni, poi la sua carriera finisce e la sua
vita è sconvolta.
Franco Citti. Io
credo che questa gente è "fanatica"… In effetti l'ho sempre pensato
che mi avevi abbandonato ma non l'ho mai detto.
Pasolini. Un piccolo
borghese ha un'idea della sua carriera, della vita, del domani, della provvidenza,
mentre un uomo come te, un uomo del popolo non ha queste piccole idee sul
proprio futuro.
Franco Citti. No,
vedi, gli altri si montano la testa. Dicono: ho fatto un film, ne farò
cento. Io, se ne avessi fatto la metà di uno, avrei voluto fare
questa metà. Non sono obbligato a questo. Tu hai fatto una cortesia
a me e io a te.
Pasolini. Non pensi
al futuro.
Franco Citti. Se
ci avessi pensato, oggi avrei parecchi milioni.
Pasolini. Tu sei
ciò che dice il Vangelo. Sei come i gigli nei campi e gli uccelli
nel cielo che non pensano mai al domani.
Franco Citti. Si,
domani non ci sono.
Pasolini. Forse la
caratteristica dei borghesi è di pensare sempre come le formiche
al domani. Mentre tu sei un poco cicala, canti e poi…
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