Saggistica
 


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998 
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"Pagine corsare"
Saggistica

Idroscalo di Ostia 1997
di Angela Molteni

Un pianto senza lacrime, un urlo muto, 
un cuore rattrappito dalla percezione della morte.
Sono arrivata anch'io fino a te, Pier Paolo, quasi
stupita di potere ancora respirare, pensare, vivere.

Un'onda si frange sulla spiaggia. Di continuo la vita
ha inizio in quel vicino mare senza suoni;
solo la spuma bianca canta la tua gentilezza.
E tu sei qui, presente, in questo tremendo luogo

melmoso, umido, dall'erba ancora verde, molle 
per il pianto di un cielo privo di colori, 
senza piccole lucciole né grandi stelle cadenti
che riscaldino le tue insultate membra.

Da questa palude, da questi immondi rifiuti,
da questa sperduta strada, da questo nulla
giungo ai tuoi piedi, mi accosto al cemento
degradato, corroso, simbolo dell'oblio, 

ultimo visibile oltraggio alle tue civili sofferenze.
Ho terrore di ogni mio respiro, dinanzi a te 
dimenticato e spoglio; ho timore di un 
atto d'amore che nessuno intende,

né può capire... Solo la giovinezza enormemente 
giovane del compagno che è qui, il suo cuore puro
tremano, comprendono; in perfetta sintonia sono i pensieri
di due poveri esseri smarriti, ora, davanti al ricordo, 

alla irreparabile perdita. Non piangere: mai scorderemo 
con i nostri forti pensieri l'opera tua, il tuo sorriso; 
ti canteremo senza sosta con voci umili e costanti;
tutti gli uomini del mondo dovranno conoscere la tua 

grandezza di calpestato e odiato, di perseguitato e deriso.
Siamo qui per dare e avere conforto, perché tu ci indichi la strada
difficile e tortuosa. Tu, morto disadorno, cammina al nostro fianco,
prendici per mano, procediamo con passo uniforme, leggero.

La tua passione e il lampo delle nostre vite non sono che brividi. 

 


Idroscalo di Ostia 1997, di Angela Molteni
 

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