I ricordi - Sommario

"Pagine corsare"
I ricordi
Lamento per la morte
di Pasolini
testo e musica di Giovanna Marini
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Persi le forze mie persi l'ingegno
la morte mi è venuta a visitare
«e leva le gambe tue da questo regno»
persi le forze mie persi l'ingegno.

Le undici le volte che l'ho visto
gli vidi in faccia la mia gioventù
o Cristo me l'hai fatto un bel disgusto
le undici volte che l'ho visto.

Le undici e un quarto mi sento ferito
davanti agli occhi ho le mani spezzate
la lingua mi diceva «è andata è andata»
le undici e un quarto mi sento ferito.

Le undici e mezza mi sento morire
la lingua mi cercava le parole
e tutto mi diceva che non giova
le undici e mezza mi sento morire.

Mezzanotte m'ho da confessare
cerco perdono dalla madre mia
e questo è un dovere che ho da fare
mezzanotte m'ho da confessare.

Ma quella notte volevo parlare
la pioggia il fango e l'auto per scappare
solo a morire lì vicino al mare
ma quella notte volevo parlare
non può non può, può più parlare.

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Scritta nel dicembre 1975, la canzone si riferisce alla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, assassinato la notte tra il 1° e il 2 novembre 1975. Il testo prende lo spunto da un canto religioso extraliturgico, L'orazione di San Donato registrato il 7 febbraio 1965 a Zaccheo, frazione di Castellalto, Teramo, da Cesare Bermani. 

Giovanna Marini (Roma, 1937) si diploma nel 1961 in chitarra al conservatorio di Santa Cecilia. In seguito si perfeziona con Andrés Segovia all'Accademia Chigiana di Siena e studia composizione con Carlo Pinelli. Mentre suona liuto e arciliuto nell'orchestra rinascimentale Concentus Fidesque Antiqui, nel 1961 partecipa alla fondazione del Folkstudio di Roma con Giancarlo Cesaroni e Harold Bradley, cantando con Maria Teresa Bulciolu canzoni popolari dell'Italia centrale e meridionale. Nel 1963 Roberto Leydi le sente e chiede loro di entrare a fare parte del Nuovo Canzoniere Italiano; insieme, il 3 aprile 1964, partecipano alla Casa della Cultura di Milano alla prima rassegna della canzone popolare e di protesta vecchia e nuova «L'Altra Italia» e incidono poi, per i Dischi del Sole, alcune raccolte. Nel 1966 partecipa a Ci ragiono e canto, lo spettacolo del Nuovo Canzoniere Italiano con la regia di Dario Fo: suo è il ricco e complesso tessuto musicale dello spettacolo. A fianco dell'intensa attività di spettacoli politici, la Marini inizia poi in Puglia le proprie ricerche sul campo di materiali popolari, dalle quali trarrà spunti e idee per l'apprendimento dei modi contadini, iniziando quei suoi studi sull'emizzione vocale che poi insegnerà alla Scuola di musica popolare del Testaccio a Roma e all'Università di Parigi. 
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I ricordi - Lamento per la morte di Pasolini, di Giovanna Marini

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