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I ricordi Discorso parlato
Pasolini è stato politico. Da "corsaro". Bene e male. Gli altri: o fanno gli intellettuali, o fanno i politici. Distintamente presupponendo l'unità che è, però, alle loro spalle. E' per questo che hanno autorevolezza. Bene e male. E basta. Pasolini "corsaro" non scriveva solo contro il potere, ma anche contro e per coloro che, all'opposizione del potere, sono il "futuro" potere. "Guardiamo con uno spavento / misto di ammirazione, o odio / chi osa dire qualcosa di opposto / all'opposizione istituita?". Anche questa era una domanda difficile. Il corsaro non è forse all'opposizione dell'opposizione? E' uno status difficile. Perché non è uno status. E' un movimento continuo, permanente della critica. E' doloroso. Il dolore, inutile
a sé, è utile se fa nascere "conoscenza". E non è
l'"infelicità" delle troppe coscienze felici. Pasolini non parlava
da "cittadino". Ma da corsaro. Era illegale, eslege, diverso, non-cittadino.
Ma compagno.
Gianni Scalia, Discorso parlato su Pasolini "corsaro", in "Salvo imprevisti", numero speciale dedicato a Pasolini, a. III, n. 1, 1976.
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