I ricordi - Sommario

."Pagine corsare"
I ricordi



        A Pier Paolo Pasolini

               Ucciso per conto della menzogna
               di Stato cadesti, ferito a morte,
               misero corpo giacente e straziato:
               chi mai meritò tale crudeltà?
               E la torva nullità degli inutili
               benpensanti si vide sottovoce 
               gioire: moristi milioni di volte. 

               Misterioso poeta; altero incanto
               d'un uomo che vedeva il nostro mondo
               immerso nel buio della sofferenza,
               sradicato d'ogni significato,
               pallido suol di luce e di delitto:
               dove sei mai? Chi fu che ti rapì?
               Non esiste più quel volto tuo scarno
               recante impressa quella sofferenza
               contadina, retaggio secolare
               di un mondo che ora il nostro disconosce. 

               Trascino questo crepuscolo a scrivere
               di un uom che morì prima ch'io nascessi;
               snodo parole ma non so perché,
               quali viluppi di fraterno affetto
               soli a scavalcare pavidi il tempo.
               Trascino la mia vita triste e stanca
               or per un momento via dal clamore
               delle voci sparse, inutili e stridule
               metafore di quel sordo silenzio
               che dovunque fuor mi sembra di udire. 

               Ed ecco a te giungo, poeta: a renderti
               mesto omaggio, per quel poco che posso,
               con le mie parole, orpelli malfermi,
               e con la mia ribelle solitudine,
               retaggio che qui forse ci accomuna
               in un immobile e triste silenzio.
               E dunque addio per sempre, poeta. Addio. 
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 I ricordi, A Pier Paolo Pasolini, di Simone Giuliano

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