Pasolini nei blog

"Pagine corsare"
Pasolini nei blog

Laura Betti
di André Breton
dal blog "In sonno e in veglia"
"Nouveau Candide", 1962

Se non avete mai visto una tempesta in un bicchiere d'acqua (non nel senso figurato, ma in quello fisico del termine) cosa aspettate? Cosa aspettate per andare ad applaudire Laura Betti in quello che lei chiama, sicuramente per antifrasi, il suo Giro a vuoto? Lo scrigno delle spezie tutto nelle sue mani (...) Si direbbe che Rimbaud l'ha intravista quando ha parlato del «gaio veleno del convolvolo».

È così che tiene la scena della Comédie de Paris, avvoltolandosi nella più piccola eclisse di sé, nella luce d'eclisse che è lo sfondo delle sue metamorfosi. Alberto Moravia, che ha scritto per lei la seducente canzone Mi butto (...), ha tutte le ragioni di designarla come la pagina stessa del moderno, di cui accompagna lo charme alla sfrontatezza. Il suo repertorio e l'uso mimico che ne fanno il dono di far appassire quasi tutti gli altri. C'è tutto ciò che cova di meravigliosamente espressivo in una testa ben fatta di giovanissima leonessa che si oppone alla miseria specifica del nostro tempo rispondendogli con la provocazione e la sfida.

Se ognuna delle sue canzoni l'avvolge meravigliosamente, è perché fa corpo con lei, è perché la canzone è forgiata del fuoco stesso che l'abita. Lei ne è inseparabilmente l'ispiratrice e l'interprete. I parolieri modellano quello che diranno su un lampo dei suoi occhi, su una rosa nera che scivola vertiginosa dal suo ginocchio. L'irreprensibile adattamento dei testi italiani fatto da Jean Rougeu come la sobria e giusta regia di Filippo Crivelli assicurano a Giro a vuoto una unità organica che, rispetto agli spettacoli che ci sono offerti oggi, segna ai miei occhi il loro superamento.
 

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Laura Betti, di André Breton - "Nouveau Candide", 1962

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