La saggistica

"Pagine corsare"
Saggistica

Nuovo cinema Racalmuto
tra sale e neve
Lorenzo Mondo, "La Stampa" - "Tuttolibri", 14 novembre 2009

Vent’anni fa, il 20 novembre, moriva Sciascia. L’Associazione «Amici di Leonardo Sciascia» ha per l’occasione edito una cartella, a cura di Francesco Izzo, che contiene otto incisioni, due testi di Roberto Roversi e Angelo Scandurra e una poesia dello scrittore, «Due cartoline dal mio paese», che pubblichiamo in anteprima. I versi ritrovati risalgono al 1952, una plaquette in 111 copie con disegni di Emilio Greco dal titolo «La Sicilia, il suo cuore». Lo scrittore di Racalmuto l’aveva inviata due anni dopo a Pier Paolo Pasolini, corredandola di una richiesta: «Il mio lavoro va molto a rilento. Ho scritto qualche verso - e qualche noticina per i giornali. Ti accludo anzi un “campione” delle mie ultime poesie: francamente, dimmi quel che ne pensi».

Questa poesia del «primo» Sciascia che, a esclusione degli empiti ribellistici, fanno pensare a Rocco Scotellaro, incuriosisce per la sua eccezionalità nella sua carriera di scrittore. Colpisce, in più, per l’intenso ma quasi ritroso attaccamento manifestato da quel maestro di scuola per Racalmuto, «il paese del sale, il mio paese / che frana...». Ma suscita in noi anche una particolare commozione perché, pubblicata oggi in esclusiva su La Stampa, riallacciano la sua figura a un giornale cui collaborò, con qualche intermittenza, dal 1972 al 1989, fino alla vigilia della morte. 

Amo in specie ricordare, oltre gli elzeviri di vario argomento, che a Sciascia piacque rinsanguare attraverso La Stampa, in ossequio alla diletta cultura francese, l’antica tradizione del feuilleton. E pubblicò a puntate, prima che uscisse in volume, La scomparsa di Majorana, un libro di forte implicazione morale, oltreché di congeniale resa pirandelliana. Ancora, dalla fucina del giornale (da certi documenti che gli feci allora pervenire) trasse ispirazione per il romanzo storico I pugnalatori, dove si tratta di una misteriosa setta che, antesignana della mafia odierna, agiva nella Palermo dell’Ottocento, dopo l’Unità. Ma, adunando i ricordi di una amichevole e fruttuosa frequentazione, e sulla scorta della poetica «cartoline», non si può fare a meno di citare uno dei suoi ultimi articoli, «Requiem per il cinema», pubblicato a piena pagina il 27 agosto 1989. 

Sciascia aveva appena visto Nuovo cinema Paradiso, di Giuseppe Tornatore, che gli sembrava esprimere, e quasi commemorare, una perduta nobiltà del cinema. Ma il film vale soltanto, per lo scrittore, come innesco di una rievocazione intensa di Racalmuto e della propria infanzia: quando in quel paese della Sicilia interna («isola nell’isola») si portava a valle la stessa «neve lontana» della poesia, per venderla a quattro soldi; quando arrivò, nel generale sbalordimento, la luce elettrica.

E infine, nel teatro comunale, la prima proiezione cinematografica. Sciascia racconta che anche lui, anticipatore ed emulo del ragazzo di Tornatore (una apparente contraddizione che si scioglie nel tempo della scrittura) assisteva allo spettacolo in una posizione privilegiata, accanto alla cabina dell’operatore: ricevendone in dono frantumi di pellicole, fotogrammi di dive famose. La magia del cinema, a chiusura del cerchio vitale, sembra aggiungersi alle lontane cartoline, quasi a rendere più vivide per lo scrittore le nevi di una volta. 
 

Due cartoline dal mio paese
di Leonardo Sciascia

Il paese del sale, il mio paese
che frana - sale e nebbia -
dall'altipiano a una valle di crete;
così povero che basta un venditore
d'abiti smessi - ridono appesi alle corde
i colori delle vesti femminili -
a far festa, o la tenda bianca
del venditore di torrone.
Il sale sulla piaga, queste pietre
bianche che s'ammucchiano
lungo i binari - il viaggiato
realza gli occhi dal giornale, chiede
il nome del paese - e poi in lunghi convogli e
scendono alle navi di Porto Empedocle;
il sale della terra - "e se il sale
diventa insipido
come gli si renderà il sapore?"
(E se diventa morte,
pianto di donne nere nelle strade,
fame negli occhi dei bambini?).

L'associazione "Amici di Leonardo Sciascia" ha organizzato a Firenze venerdì 23 ottobre 2009 alla Sala Ferri del Gabinetto Vieusseux, un incontro pubblico in occasione della presentazione dell'inedito. L'iniziativa si è inserita nell'ambito delle manifestazioni dell'anno sciasciano, inaugurato il 30 ottobre 2008 alla Biblioteca Marucelliana di Firenze. 

 

.






 

Nuovo cinema Racalmuto tra sale e neve, Lorenzo Mondo

Vai alla pagina principale