"Pagine
corsare"
Saggistica
Come dei gamberi
di Maso Notarianni
Peace
Reporter, aprile 2008
"L’Italia sta marcendo
in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo,
moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire
a questa marcescenza è, ora, il fascismo.
Essere laici, liberali, non
significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere
la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparente- mente funziona,
con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare
il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi
per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi
allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di
una società.
Non esiste solo il potere
che si esercita nelle decisioni, ma anche un potere meno visibile che consiste
nel fatto che certe decisioni non sono neanche proposte, perché
difficili da gestire o perché metterebbero in questione interessi
molto stabili.
La grande differenza tra
i valori proclamati e i valori reali della società, l’omologazione,
fanno pensare veramente a una società totalitaria. Quello che importerà
nel futuro sarà il comportamento della più grande forza mai
conosciuta: la massa omologata dei consumatori, la stragrande maggioranza
degli esseri umani, non più l’ingegno delle élites culturali
o l’attività dei politici.
L'identikit di questo volto
ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti
"moderati", dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente
autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi:
la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun
uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore;
e quanto all'edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare
tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Dunque questo
nuovo Potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una «mutazione»
della classe dominante, è in realtà - se proprio vogliamo
conservare la vecchia terminologia - una forma "totale" di fascismo. Ma
questo Potere ha anche "omologato" culturalmente l’Italia: si tratta dunque
di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l'imposizione
dell'edonismo e della joie de vivre.
Una visione apocalittica,
certamente, la mia. Ma se accanto ad essa e all’angoscia che la produce,
non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè
che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente
non sarei qui, tra voi, a parlare".
Queste cose, Pier Paolo Pasolini
le scriveva nei primi anni Sessanta.
Oggi, c'è poco da
aggiungere, anche se grandi risultati sono stati ottenuti da chi Pasolini
combatteva. La Costituzione è diventata uno straccio. Abbiamo permesso
ai chi ci governava di fare la guerra. In Jugoslavia, in Iraq, in Afghanistan.
Chi prova a sostenere che la pace, l'uguaglianza dei diritti e dei doveri
e la diversità sono - devono essere! - valori fondanti in una società
che vuole dirsi civile viene preso per pazzo.
Invece di fare passi avanti,
insomma, siamo corsi all'indietro, come gamberi che scappano dall'ignoto.
E chi avrebbe potuto e dovuto capire quanto fosse pericoloso lasciare che
saltassero tutti i paletti della civiltà dei diritti, cominciata
a costruire a prezzi altissimi nel '900, non ha capito. O forse ha capito
benissimo ma ha lasciato fare, e a volte anzi aiutato. Per comodità,
per sete di potere. O perché, come Pasolini aveva capito, dal potere
è stato corrotto.
Ma, come Pasolini, siamo
ancora qui. Tra voi, a parlare. Perché pensiamo, anche noi, che
la possibilità di lottare contro tutto questo esista.
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INVITO
ALLA LETTURA:
BRANI
DI PIER PAOLO PASOLINI
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DA
OTTOBRE 1998
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