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Saggistica Pier Paolo Pasolini
escritor
Pese a todos los comprensibles y necesarios homenajes cargados de tintes hagiográficos, la figura del mayor intelectual italiano de la segunda mitad del siglo XX sigue siendo desconocida en su mayor parte, entre otras cosas por la gran atención dedicada a su obra fílmica, pilar importante que eclipsa por motivos prácticos, ¿cuántos libros se han publicado en España del poeta de Casarsa?, el resto de su actividad creativa.
Es en 1942 cuando los versos Fontana d’aga dal me pais abren una nueva vía en la poesía italiana contemporánea. Pasolini se revela a los convencionalismos fascistas desafiándolos, algo inédito o poco frecuente hasta entonces, con el uso elevado del dialecto -gran obstáculo para la uniformidad, el sueño de cualquier régimen totalitario- deseada por Benito Mussolini y sus secuaces. Al mismo tiempo el uso del dialecto significa enfrentarse a la iglesia, quien mediante el italiano pretendía dominar culturalmente al pueblo analfabeto. Este primer verso se verá acompañado de otros que configurarán Poesie a Casarsa, primer poemario del escritor. El libro recibe pocas reseñas y el importante aval del crítico Gianfranco Contini.
Los años de posguerra tienen la impronta de la tensión y la lucha por lo nuevo. Italia está cambiando y Pasolini se acerca al Partido Comunista; entre 1946 y 1949 el poeta escribirá varias obras narrativas que sólo verán su publicación años más tarde. La primera de ellas, Amado mio, tiene como base una gran potencia lírica y un trasfondo homosexual juvenil que no hacía aconsejable su publicación, mientras que Il sogno di una cosa, publicado en 1962, es la representación escrita de una eterna injusticia en clave progresista.
La energía que el autor de Accattone percibe entre la necesidad borgatara le impulsa a escribir dos obras cardinales de la narrativa italiana del novecientos: Ragazzi di vita (1955) y Una vita violenta (1959); el uso del dialecto romano en narrativa y, sobre todo, la cruda representación de las condiciones infrahumanas de los subproletarios causaron la polémica en el país transalpino y el poeta vio como su obra iba a los tribunales un siglo después del célebre caso de Madame Bovary. Si bien Pasolini no pudo decir Ragazzi di vita c’est moi, cabe recalcar otra vez la importancia de sus dos novelas.
La fortuna de nuestro protagonista, ansiada y esperada, no se agota con la narrativa. Su lírica rebosa una frescura comprometida que consolida su figura mediante obras como Le ceneri di Gramsci, libro caudal de mediados de los años cincuenta, L’usignolo de la chiesa cattolica y el excepcional La religione del mio tempo, personalísimo paseo poético por Roma, el tiempo histórico y las figuras que lo poblaron. En uno de sus versos Pasolini dice ma nei rifiuti del mondo nasce un nuovo mondo; él, marginado voluntario involuntario, cimentó su gloria y su magia a partir de estas premisas para ir más allá y buscar nuevas coordenadas que escaparan a la común. Su obra posterior es riquísima. Con los años sesenta llega el cine y la dimensión de Pasolini, mediante la adopción del lenguaje universal de la imagen, se agranda hasta límites inimaginables pocos años antes. Pero este nuevo trayecto vital merece otro artículo.
Pier Paolo Pasolini
scrittore
A dispetto di tutti i comprensibili e necessari omaggi carichi di tinte agiografiche, la figura del maggiore intellettuale italiano della seconda metà del secolo XX continua a essere in gran parte ignorata, tra l’altro per la grande attenzione riservata alla sua opera filmica, aspetto importante che eclissa per motivi pratici - quanti libri sono stati pubblicati in Spagna del poeta di Casarsa? - il resto della sua attività creativa.
È il 1942 quando i versi di Fontana d'aga dal me pais aprono una nuova via nella poesia italiana contemporanea. Pasolini si ribella ai convenzionalismi fascisti sfidandoli con qualcosa di inedito o poco frequente fino ad allora, con l'ampio uso del dialetto - grande ostacolo per l'uniformità, il sonno di qualunque regime totalitario desiderati da Benito Mussolini e dai suoi seguaci. Allo stesso tempo l'uso del dialetto significa affrontare la chiesa che pretendeva di dominare culturalmente, tramite l'italiano, un popolo analfabeta analfabeta. Questi primi versi saranno seguiti da altri che configureranno Poesie a Casarsa, primo volume di poesie dello scrittore. Il libro riceve poche citazioni ma l'importante avallo del critico Gianfranco Contini.
Gli anni del dopoguerra hanno l'impronta della tensione e la lotta per il nuovo. L'Italia sta cambiando e Pasolini si avvicina al Partito Comunista. Tra 1946 e 1949 il poeta scriverà varie opere narrative che vedranno solo più tardi la pubblicazione. La prima di esse, Amado mio, ha come base una gran potenza lirica e un fondo omosessuale giovanile che non ne rendeva consigliabile la pubblicazione, mentre Il sogno di una cosa, edito nel 1962, è la rappresentazione scritta di un'eterna ingiustizia in chiave progressista.
L'energia che l'autore di Accattone percepisce tra le necessità borgatare lo spinge a scrivere due opere cardini della narrativa italiana del novecento: Ragazzi di vita, 1955, e Una vita violenta (1959). L'uso del dialetto romano nella narrativa e, soprattutto, la cruda rappresentazione delle condizioni disumane dei sottoproletari furono cause di polemica in Italia e il poeta constatò come le sue opere venissero discusse nei tribunali un secolo dopo il celebre caso di Madame Bovary. Sebbene Pasolini non potesse dire Ragazzi di vita c'est moi, si può ribadire l'importanza dei suoi due romanzi.
La fortuna del nostro protagonista, desiderata e attesa, non si esaurisce con la narrativa. La sua lirica trabocca di una freschezza che consolida la sua figura mediante opere come Le ceneri di Gramsci, libro fondamentale della metà degli anni cinquanta, L'usignolo della chiesa cattolica e l'eccezionale La religione del mio tempo, personalissima passeggiata poetica attraverso Roma, il tempo storico e le figure che la popolarono. In uno dei suoi versi Pasolini dice ma nei rifiuti del mondo nasce un nuovo mondo; egli, emarginato volontario-involontario, fondò la sua gloria e la sua magia a partire da queste premesse per andare più in là e cercare nuove coordinate che esulassero dalla normalità. La sua opera successiva è ricchissima. Con gli anni sessanta arriva il cinema e la dimensione di Pasolini, mediante l'adozione del linguaggio universale dell'immagine, si ingrandisce fino a limiti inimmaginabili pochi anni prima. Ma questo nuovo tragitto vitale merita un altro articolo.
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