La saggistica

Pier Paolo Pasolini
La saggistica

Pier Paolo Pasolini
tra letteratura impura e politica
di Uberto Scardino


So che il titolo di questo breve articolo potrà far insorgere alcuni, soprattutto per quanto riguarda l'aggiunta della parola "politica", di fianco alla locuzione "letteratura impura", ma già moltissimi anni fa ebbi modo di far dissentire, anche alcuni tra i pasoliniani più convinti, quando sottoposi loro le mie tesi, sull'intellettuale in questione con un articolo dal titolo "Meditazione e spiritualità nelle opere più recenti di P.P.Pasolini". Ebbene oggi queste mie tesi, trovano conforto e una spinta alla comparazione, con il libro pubblicato da Carla Benedetti "Pasolini contro Calvino: per una letteratura impura". La lettura e l'analisi comparative, mi permettono di confrontare ed approfondire alcuni concetti che ritengo abbiano una comunanza. Intanto la Benedetti registra in Pasolini un atteggiamento di rottura nei confronti delle strutture estetiche e di quelle di genere, il che vuol dire interrogarsi sul modo di scrivere, quale senso abbia qualsiasi scelta venga compiuta in fatto di stile e organizzazione del dire, innanzitutto poetico, non escludendo l'aprirsi di nuove strade letterarie, che nel periodo in cui visse Pasolini potevano apparire anche improbabili e che contengono molti itinerari i quali allora rischiavano di far apparire gli autori poco originali, dando l'impressione di forzare tutto con una operazione di sincretismo, volta a garantire la compresenza di scritture eterogenee, senza privilegiarne una in particolare. In quel mio articolo anzidetto, facevo riferimento ad una ricerca da parte di Pasolini, di una parola unica e padroneggiante la realtà come la parola epica, dove il tempo è fermo e dove non esiste il dramma della scelta e di un bisogno di originalità. Secondo l'interpretazione della Benedetti, nel nostro letterato in questione, sussiste una coesistenza tra la parola artistica e la parola sottomessa a fini pratici. Un tipo di scrittura che ha connessioni salde con il sacro in un certo senso, perché esso si avvale contemporaneamente di una parola esteticamente alta o profonda e di un fine pratico, per il raggiungimento di una elevazione spirituale, attraverso quindi una meditazione profonda, che potremmo parafrasare con gli ossimori "pensiero e azione" oppure "ora et labora" intesi qui con il massimo ampliamento di significato, per cui la preghiera non sarà solo intesa come atto unicamente liturgico e il lavoro unicamente come strumento per guadagnarsi il pane per vivere, ma semmai una meditazione profonda o una spiritualità alta, intesa laicamente, abbinata ad un agire pratico che potrebbe benissimo, essere rappresentata odiernamente dal pensiero marxista. E per un miglior raggiungimento di ciò, non si esclude niente del patrimonio conoscitivo fondato nei secoli, stratificandosi e commistionandosi. Ieri e oggi, arcaico e moderno si fondono e la parola epica appunto che è innanzi tutto la parola fondata sulla storia, è il risultato di questa pluralità, espressa in un codice semplificante e netto. È il frutto di un empirismo eretico, di una raccolta dei dati conoscitivi con il metodo di una collezione scientifica e libera, non subordinata alle ideologie, ma aperta ad un confronto con esse, critica e non dogmatica. Siamo, come è evidente, in un ambito filosofico pur conservando ancora codici letterari ormai impuri, come la forma della lettera in "Lettere luterane", in cui viene  rilanciata l'arte della parola oltre la sua cornice istituzionale, verso ciò che sta fuori di quel gioco che è ormai diventata la letteratura, cioè nel mondo della vita pratica quotidiana, in poche parole, della politica. Pasolini si trasforma in un letterato che sermocina non dalla cattedra, ma da una quotidianità che si trasforma rapidamente, da cui trae dati, li confronta, li studia, li elabora con i dati del passato, per trovare una via d'uscita equilibrata e confacente alla ricerca, forse, di una nuova letteratura, coerente con i tempi, ma anche che collochi il letterato in quanto uomo e gli uomini, nella loro giusta dimensione.

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Bibliografia
 

La saggistica - Pasolini tra letteratura impura e politica, di U. Scardino

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