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Saggistica La lezione di Pasolini
Ci manca il suo modo di leggere
il calcio. PPP fu un'ala, scattante, che imitava il doppio passo di Biavati,
campione del suo Bologna, la squadra amata, la squadra del cuore. Disse:
«I pomeriggi che ho passato a giocare a pallone sui Prati di Caparra
(giocavo anche sei-sette ore di seguito, ininterrottamente: ala destra,
allora, e i miei amici, qualche anno dopo, mi avrebbero
Pasolini andava allo stadio con Giorgio Bassani (tifoso della Spal), con Mario Soldati (tifoso della Juventus) e con Vittorio Sereni (tifoso dell'Inter). Ma il compagno di spalti più fedele è Paolo Volponi: «Ma sappi che tengo per te come per Coppi e per il Bologna». PPP definì, con una intuizione magistrale, il calcio un linguaggio, sottolineando: «Ci può essere un calcio come linguaggio fondamentalmente prosastico e un calcio come linguaggio fondamentalmente poetico. Per spiegarmi, farò - anticipando le conclusioni - alcuni esempi: Bulgarelli gioca un calcio in prosa: egli è un "prosatore realista"; Riva gioca un calcio in poesia: egli è un "poeta realista". Corso gioca un calcio in poesia: ma non è un "poeta realista": è un poeta un po' "maudit", extravagante. Rivera gioca un calcio in prosa: ma la sua è una prosa poetica, da "elzeviro". Anche Mazzola è un elzevirista, che potrebbe scrivere sul "Corriere della Sera": ma è più poeta di Rivera: ogni tanto egli interrompe la prosa e inventa lì per lì due versi folgoranti». E ancora: «Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del "goal". Ogni goal è sempre un'invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica. Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell'anno. In questo momento lo è Savoldi. Il calcio che esprime più goal è il calcio più poetico. Chi sono i migliori dribblatori del mondo e i migliori facitori di goal? I brasiliani. Dunque il loro calcio è un calcio di poesia: ed esso è infatti tutto impostato sul dribbling e sul goal». La lezione di Pasolini è attuale ancora oggi. E il suo modo di interpretare il calcio ci guida ne Le partite non finiscono mai. Grazie, PPP: per ogni tuo momento. NELL'IMMAGINE: La partita di calcio, di Carlo Carrà (1934, olio su tela)
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