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La saggistica

"Pagine corsare"
Saggistica

Stanotte, nel dormiveglia...
di Pier Paolo Pasolini

Stanotte, nel dormiveglia, ho avuto una di quelle illuminazioni (che in psicologia si chiamano "allucinazioni ipnagogiche") per cui poi generalmente scrivo dei versi: la traduco ora invece in prosa. I monumenti, le cose antiche, fatte di pietra o legni o altre materie, le chiese, le torri, le facciate dei palazzi, tutto questo, reso antropomorfico e come divinizzato in una Figura unica e cosciente, si è accorto di non essere più amato, di sopravvivere. E allora ha deciso di uccidersi: un suicidio lento e senza clamore, ma inarrestabile. Ed ecco che tutto ciò che per secoli è sembrato "perenne", e lo è stato in effetti fino a due-tre anni fa, di colpo comincia a sgretolarsi, contemporaneamente. Come cioè percorso da una comune volontà, da uno spirito. Venezia agonizza, i sassi di Matera sono pieni di topi e serpenti, e crollano, migliaia di casali (stupendi) in Lombardia, in Toscana, in Sicilia, stanno diventando dei ruderi: affreschi, che sembravano incorruttibili fino a qualche anno fa, cominciano a mostrare lesioni inguaribili. Le cose sono assolute e rigorose come i bambini e ciò che esse decidono è definitivo e irreversibile. Se un bambino sente che non è amato e desiderato - si sente "in più" - incoscientemente decide di ammalarsi e morire. Così stanno facendo le cose del passato, pietre, legni, colori. E io nel mio sogno l'ho visto chiaramente, come in una visione. 
 
5 aprile 1969...
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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Stanotte, nel dormiveglia..., di Pier Paolo Pasolini

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