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La saggistica
Bruno Bruni ai tempi dell'Academiuta (indicato dalla freccia) Venerdì 12 aprile
2002, alle ore 18.00
Frammenti
Dalla presentazione di Giuseppe Mariuz: "Le poesie di Bruno Bruni che vengono qui presentate proseguono idealmente la raccolta Nastri della memoria, che assieme a Il timp di un fantàt (Il tempo di un ragazzo) – rievocante la mitica stagione casarsese e la figura del 'maestro' Pier Paolo Pasolini - costituiscono l’approdo poetico della maturità e sono specularmente raffrontabili con la scarna ma significativa produzione giovanile. Inquieta e fremente quella nelle ansie adolescenziali, posata e riflessiva questa nel bilancio dell’esistenza. Entrambe pervase da un senso di morte, pur nella dinamica di forti pulsioni ideali volte a costruire una qualità della vita per l’intera società. Una morte che nei primi scritti veniva scoperta con angoscia nel mondo esterno (Sì la muart! / i la sint tal me cuarp / pognet ta la çera, / i la sint ta li fuejs blancis / da li acassis / q’a planzin al seil vissin. - Sì la morte! La sento nel mio corpo steso a terra, la sento nelle foglie bianche delle acacie che piangono al cielo vicino -), e negli ultimi viene invece interiorizzata coscientemente, aleggiando nelle cose (… come l’aquilone / che stasera aggrovigliato e lacero / giacerà nelle polvere del solaio). Nel mezzo delle due fasi poetiche, che ne hanno costituito la premessa necessaria e il coronamento, una vita messa a frutto in lavoro, impegno e ideali, affetti e sentimenti profondi, assieme alla rivelazione di altre significative espressioni artistiche, come attestano le splendide fotografie che accompagnano questi versi. [...] Ancor più accentuato, rispetto alla precedente produzione poetica, si fa il bilancio di vita, ove entrano gli affetti familiari, gli amici, i compagni di strada nelle scelte sociopolitiche e culturali. Il calore dei rapporti umani è prevalente e imprescindibile ma si frammischia talora con nuove barriere e con la sofferta constatazione di nuova diffusa indifferenza del mondo che corre intorno. Bruno analizza anche se stesso, si guarda indietro, ripercorre scelte passate, scopre errori, capisce come lui stesso si è costruito giorno per giorno. Il suo viaggio, annota in una poesia che si scarnifica di ogni ammanto metaforico e diventa pensiero, quasi testamento, non è stato invano". Hanno promosso l'iniziativa:
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