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Pasolini nei blog Ho conosciuto Pasolini,
solo per qualche ora
Pier Paolo Pasolini... Mi rimane un ricordo di lui "Vivo", più di una foto: un suo foglio scritto con calligrafia decisa, che si inclina sulla destra, in alto, ben spaziata e righe orizzontali anch'esse, armoniose, con ampio spazio uniforme in verticale, un segno di equilibrio e dominio di sé; scarso lo sviluppo delle consonanti nella loro componente inferiore a denotare uno spirito non soffocato dalla sessualità e in espansione e riflessione attenta… Osservate la lettera riprodotta: tutti i punti sono sulle i, precisi ed estrosi, non ne manca uno ma ognuno è diverso, non ne ha dimenticato nessuno, neanche nella fretta di scrivere, nell'agitazione del momento. ![]() Era un periodo in cui la mia frequenza religiosa era al suo minimo e non ero riuscito a capire come potessi stare, da qualche tempo (fu comunque per poco tempo) con una ragazza che non perdeva una messa domenicale e le adunanze in parocchia. Io ero iscritto a fisica e lei a legge. Fisica e Legge sono separate da pochi metri, alla Sapienza, fatti di alberi, aiuole e sedili di marmo. Quanta distanza fra noi, io proletario abitavo ai confini di Primavalle, lei in un appartamento che a giudicare dell'atrio-giardino, dall'ingresso e la divisa del portiere che potevo osservare quando l'aspettavo, era leggermente diverso dagli scarsi 70 mq in cui noi stavamo in cinque: mamma, papà e le due sorelle più piccole. Mi chiamò per dirmi se volevo andare con lei ad un incontro con Pasolini, l'occasione era un dibattito, dopo che l'OCIC (Office catholique international du cinéma) lo aveva premiato per Teorema. Rimasi senza parole! Pasolini l'eretico, Pasolini che con precisa diagnosi aveva decretato la morte del proletariato, inglobato e imborghesito da modelli consumistici che fagocitavano ogni ideale, ogni cambiamento... Io non mi sentivo né di sinistra, con le sue sicurezze rivoluzionarie e incurante di Budapest, né, tantomeno di una destra a cui la storia non aveva insegnato nulla e che perdurava nella difesa strenua di un'immagine controversa… Uno che la pensava come me (o io come lui?). Da allora mi volli schierare in quella categoria, senza vessillo, di "libero pensatore". Entrammo nella sala già affollata, avevamo dei posti nelle prime file, non mi sentii imbarazzato della situazione di privilegio. Salutai un collega di corso, mi dichiarai sorpreso del suo interesse, lo conoscevo come ottimo atleta ma sapevo scarso l'impegno culturale (non so se mai completò i suoi studi; l'ho riconosciuto fra i candidati politici in qualche elezione… non ricordo quale). Aspettammo, non molto. "…Eccolo! Eccolo!". Ci girammo ad osservare la fonte del vociare concitato. Pasolini, seguito da un ragazzo alto e biondo, qualcuno riconobbe in lui un non ben identificato "… Angelo. Sì l'Angelo nel …" e mi sfuggì il titolo… Confusione di sedie spostate, atmosfera infuocata da invettive come "Con Pasolini ci si va solo a letto … non ci si parla" e altre ancora più dirette "… Frocio…". Pasolini mi passò vicino, stava dicendo qualcosa a chi lo accompagnava al tavolo, di poco sollevato dal pavimento, su un'ampia pedana. Il chiasso aumentò e le invettive pure, circondammo Pasolini con un cordone a difesa. Non parlò e scrisse il foglio sopra riportato. Ero vicino a lui. Pasolini mi chiese se potevo portare il foglio che aveva appena scritto a quel signore molto alto e con una corona di capelli su una testa tonda che sembrava capeggiare la contestazione… Così feci, o meglio, tentai di fare. Mi avvicinai "… Pasolini vorrebbe che leggesse questo…" mi dette una manata e ricevetti qualche spintone dai giovani che lo circondavano. Mi ritrovai con il foglio stracciato, solo un poco, mi ritirai con il messaggio rifiutato nelle mie mani. Carabinieri, confusione, l'incontro sospeso... In pochi rimanemmo con Pasolini, fuori della sala a parlare, parlare… parlare per un'ora (o forse più). Trascrivo il testo del foglio sopra riprodotto: "Naturalmente non scenderei mai a patti con lei. Ma con lei ci sono dei giovani che dimostrano di condividere le sue idee. È per loro che le chiedo di venire a patti: lasci procedere tranquillamente il dibattito per mezzora. Se dopo mezz'ora lei crede di poter dire che il dibattito non si svolge a un livello culturale, riprenda la sua gazzarra antidemocratica, e le cose andranno come devono andare, cioè comunque antidemocraticamente. Pier Paolo Pasolini" |
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