...
|
|
|
Saggistica "Intellettuale" (installazione)
.
Bologna,
anni '70. Città di convivenza di realtà antitetiche e pronta
a tutte le esperienze avanguardistiche. Il 31 maggio del 1975, nel corso
delle attività inaugurali della Galleria d'Arte Moderna di Bologna,
ha luogo la performance Intellettuale ideata dal regista Fabio Mauri.
Pasolini si siede su una sedia e, di fronte a un pubblico allibito, si
fa proiettare sul torace, fasciato da una camicia bianca, il proprio Vangelo
secondo Matteo. A testimonianza di questa performance, le preziose
immagini del fotografo bolognese Antonio Masotti.
Documenti che raccontano il regista/poeta senza volto, attraversato da un raggio di luce che proietta sul suo petto, all'altezza del cuore, la ribellione solenne del Cristo Irazoqui e la straziata pietà della Vergine Susanna Pasolini. Lo stesso ideatore della performance, Mauri, dichiara di trovarsi a disagio, e a lungo fatica a discuterne: "Mi ha impedito di parlarne distesamente l'eccesso di identità dell'azione stessa. Ideata in laboratorio, si resta sbigottiti dall'evidenza di ciò cui si assiste, colpiti dalle sue evidenti implicazioni. La proiezione provoca un effetto singolare: possiede la precisione tecnica di una radiografia dello spirito. Comporta anche dell'altro: l'imposizione di una passione che l'autore subisce, per cui sembra rispondere corporalmente di quanto ha concepito".
Ma la situazione agisce nei due sensi, e Pasolini contemporaneamente offre il proprio corpo alla pellicola, incarna in sé quella scrittura della realtà che il cinema per lui è sempre stato. In una lettera a Sandro Penna, scritta nel febbraio del 1970, Pasolini parla di una "poesia vissuta" che conterebbe di più della "poesia scritta". Nella performance di Mauri ci sono tracce di questa poesia vissuta di cui Pasolini è stato indubbiamente il maggior interprete nell'Italia dal dopoguerra a oggi. * * *
Nel 1939, a Bologna, conosce Pier Paolo Pasolini, con cui fonderà nel 1942 la rivista d'arte e letteratura "Il Setaccio". Nel 1959 collaboreranno nuovamente, questa volta per la rivista "Officina", di cui Mauri sarà segretario di redazione. Nell'anno della morte di Pasolini, il poeta sarà protagonista della performance Intellettuale (1975), ideata da Mauri. A partire dal 1956 l'artista opera nelle fila dell'avanguardia italiana. Pittura, mostre, conferenze, performance o teatro si costituiscono in Mauri come atti di un unico "luogo" espressivo. Fabio Mauri, artista figurativo e drammaturgo (di lui si ricorda L’isola e Il benessere, scritto in collaborazione con Franco Brusati), è uno dei personaggi più appartati del percorso qui disegnato, ma balza prepotentemente in primo piano per una scelta precisa: quella di connettere la dimensione della performance allo spazio della Storia. Resta in ciò indimenticabile l’utilizzo del corpo come schermo ne Il vangelo di/su Pier Paolo Pasolini, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna poco prima dell’assassinio dello scrittore; ma ancor più centrale è Che cos’è il fascismo, straordinaria performance didattica presentata negli Stabilimenti Safa Palatino di Roma nel 1971, in coincidenza con un momento di grande tensione politica e sociale. La performance, ambientata lugubremente negli spazi che avevano visto i trionfi del cinema "romano" del Regime, ricostruisce il raduno a Firenze della Gioventù Italiana del Littorio e della Hitlerjugend (1939), a cui l’autore aveva partecipato con Pasolini discettando della centralità della poesia ermetica, e lo rivisita in una serie di tableaux terribili che ben illustrano la situazione di una generazione alienata a se stessa dalla retorica magniloquente del regime, tra acquiescenza e scatti di rivolta.
L’attività artistica di Mauri cambia direzione nel 1956, in seguito all’incontro con l’opera di Burri. Mauri inizia a produrre disegni, collage e Schermi, gettando le basi del suo percorso. Nel 1971 inizia la serie delle performance ideologiche e continua la sperimentazione di vari linguaggi espressivi, rimanendo tuttavia fedele al percorso avviato e, soprattutto, al concetto che ne guida la produzione: lo schermo. Nel 1994 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma gli dedica una grande retrospettiva. Una storia a parte quella di Intellettuale, la performance che Fabio Mauri ideò in occasione dell’inaugurazione della GAM di Bologna. Fa un certo effetto vedere al centro dello spazio espositivo della Calcografia una sedia con una camicia bianca su cui è proiettato Il Vangelo secondo Matteo. Allora, in quel 31 maggio 1975 - pochi mesi prima del suo assassinio - su una sedia simile era seduto Pasolini in persona, come testimoniano le bellissime fotografie di Antonio Masotti. Mauri andava sperimentando da un po’ la velocità della luce, acuto interprete del linguaggio nato dall’impatto della proiezione dei film su oggetti e persone, da cui nasceva una sorta di “ibridazione ideolinguistica”. La novità di Intellettuale sta nell’aver usato come schermo lo stesso autore del film che veniva proiettato. Nelle intenzioni dell’artista
che ne era l’ideatore, Fabio Mauri, quest’azione voleva
La performance è descritta in Fabio Mauri, Opere e azioni 1954-1994, catalogo della mostra, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Cossu, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 21 giugno-5 ottobre 1994. Editoriale Giorgio Mondadori, Roma 1994. VEDI ANCHE:
|
. |
![]()
|
|
|