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"Pagine
corsare"
Saggistica
L'Arcano di Pasolini
di Jack Hirschman
Mi lasciate vivere? No.
Sono continuamente richiamato,
risvegliato dalla mia vita
e misi chiede di eseguire
acrobazie per voi nel mondo
della morte che avete creato
dalle cose.
Sono 20 anni da questo
Giorno dei Morti
che la Lollobrigida, uscendo
dalla sua macchina,
avrebbe esclamato: Ma chi
è guer fijo de mignotta
che ha scaricato `sta monnezza
sotto casa mia?
Me so detto appena l'ho
visto: pareva un sacco di stracci.
E invece era n 'omo. Morto.
"
II braccio distorto insanguinato,
capelli impiastrati di sangue,
braccia annerite di lividi
e arrossate di sangue;
dita della mano sinistra
fratturate e tagliate,
mascella sinistra fratturata,
naso schiacciato e piegato;
orecchie tagliate a metà,
quella sinistra girata,
ferite sulle spalle,
torace, lombi;
profonda lacerazione sulla
nuca,
ampio livido sui testicoli,
10 costole e lo sterno rotti,
fegato lacerato, cuore scoppiato.
Avrebbe potuto essere anche
qui, in un luogo inesistente, in questo luogo
[inesistente
che conosco così bene,
questa New York di nulla facente,
facendo nulla, o, anche,
per tutti gli opportunisti,
nulla da fare
nei luoghi che riattraverso
solitario, vecchio e
infelice come nella mia
adolescenza
per le strade e giù
negli scantinati dei club,
quella vita di muscoli rivoltata
come un guanto,
di pustole e orecchie sporche,
ma adesso immensamente più
solo
dacchè la produzione
di cose è divenuta
una consunzione che tutto
consuma, cosicché ora
il nudo segno del dollaro
è stampato
su tutto e su tutti
splendendo d'oscurità
dagli abissi dell'avidità
dalla quale lui ci mise
in guardia con innocenza indifesa
(come tutti da questa parte)
paradossalmente indecente,
lui che aveva persino "imparato
a far l'amore senza amore
e senza rimorso"
- quei due uccelli neri
del cervello
che eternamente predano
sul suo corpo laggiù,
dall' alto della cima del
tetto.
La paura è veramente
qui adesso, infinita in occhi
che si distolgono. E pressata
nelle orecchie. "Mi stanno
torturando in quell'edificio
laggiù e nessuno
sente le mie urla!" Un mendicante
suonatore di chitarra
di nome Pastrami sulla banchina
della stazione dice
che hanno spazzato via tutti
i senzatetto. Sul treno
occhi rivolti in basso,
leggono notizie morte, mani stringono giornali
mentre un uomo sta in piedi
con una vergogna impressionante, mendicando.
Tuttavia malgrado questo
mucchio di gusci sordi e conchiglie,
di suoni e immagini, tazze
vuote,
la proiezione si apre lentamente,
lo stile
avanza le sue richieste,
la fatica e la linfa vitale dell'emozione
defluiscono: sono qui, nel
centro città, Nona Avenue
nella tenebra delle tenebre,
il giro della puttana,
lo stesso palpabile pericolo
e corruzione,
affari da strada, finestrino
della macchina aperto, come caricammo su
quella, guidammo sino allo
scantinato dove
la gang aspettava, e dopo
che la puttana
ci fece un pompino, coprimmo
quella stramba
di sputi, ci tenemmo la
grana
e rincorremmo quella pompinara
urlante mezzo nuda
per tutto il quartiere.
E adesso sono qui
che assumo la posizione
di quello
morto da vent'anni
ma come se mai assassinato,
bastonato a morte, investito,
abbandonato come spazzatura,
come un'intera generazione
storpiato:
Egli è. Io continuo
ad agitare
iI prepuzio.
In un momento tranquillo.
Adesso lo riavete.
Lui scoperto vivo.
I suoi civici zigomi,
il taglio del nastro
della fama, lo sputo.
Strappar via le tette
di ieri e spiaccicarle nella
bocca
della fame.
Adamo ruggirebbe.
Animali lo accompagnano all'inferno.
Bruciano di vivida fiamma.
Baciano la spalla
del suo fardello di borse
e gli zaini
zeppi di tempo.
Alla maniera dei Greci.
Riconosco un provocatore
ogni volta
che ammiro la grandezza.
Continua a scrivere la sua
bocca.
Era una stella luminosa
e dopo che lo fecero fuori
il Giorno dei Morti
rimase appoggiato a un osso
e una fiamma schizzò
fuori
dal cazzo della fame.
Questa è la 34esima
Strada il circolo
dei lavoratori nell'andirivieni
della città sotterranea
che indossano
le facce rimaste dopo che
la Faccia è stata
scippata e depositata a
Tecnocittà
la necropoli segreta Questa
è la 23esima
Strada dove cadde dove dorme
coi senzatetto della metropolitana
sfuggiti
ai recenti arresti nei tunnel
Questa è la 14esima
Strada Coincidenze
Con Il Treno L nient'altro
che il ricordo
della stanchezza del sudore
e la sporcizia nelle quali egli
morì fango e fango
chiamarono colui
di cui facciamo l'apoteosi
Questa è Quarta Strada Ovest
Coincidenza Per Tutti i
Treni Al Livello
Superiore sognando di boschi,
i sentieri,
qui la notte all'interno
si èdefinitivamente arresa,
stanno alzando quella bandiera,
la dispiegano,
la stampano sui soldi, il
segno che
viene fuori nei più
maledetti gesti di
pittura Questo è
un treno F diretto a Brooklyn
avanti c'è posto,
grazie, occhi con
palpebre così pesanti,
angoscia che preme su tutto,
il quotidiano sbatacchiare
dentro questo serpente
nella Mela della quale scriverò
quando uscirò.
Contavano qualcosa, gli
ebrei neri
su palchi improvvisati nell'oscurità
dell'incrocio tra l'8a e la 42esima
Strada, la sola dimostrazione
pubblica in
centro? Questa è
York Street. La prossima sarà
J Street. Lasciare libera
la porta.
.
2.
Il solo modo adesso: sgombrare,
prepararsi per un ascolto
come da un oracolo di Delfi
o Didona, "un segno della
cabala
che indica Zeus",
bonaccia, stasi
che si fa asfissiante adesso.
Va male? Male. Potrebbe
andare peggio? Molto.
Quanto ci vuole prima della
Rivoluzione?
Silenzio.
È il tempo-cosa,
la marcia
del puro far soldi per i
soldi,
la sorta di fascismo che
lui aveva preannunciato
stava per nascere nel gembo
senza
madre
.
Ascoltando te che mi ascolti
di nuovo.
Sì. Tu.
.
Mi concentro su quelle scintille
civili, disobbedienze più
discrete
delle stelle nel cielo.
Quando pensai
(ma non era pensiero pensai
e "sensazione" neanche è
del tutto esatto):
.
padre, fu un tutt'uno: Pasolini,
mio padre e, alla radice
della mia penna,
mio figlio David che mi
parlava nei
luoghi più profondi
del mio corpo
poi nel luogo più
profondo in assoluto.
.
E questi sono i vivi non
i morti.
Che stanno spalancati. Sacrificati.
Le labbra e il significato
della parola stessa.
Reincarnati senza sosta,
quel
momento follemente umano
che il fascismo ha
.
cercato di deportare, esiliare,
maledire, atterrare,
colpire alle palle, assassinare
in ognuno di noi
e seppellire sotto tutta
la spazzatura scaricata su di noi,
quel momento monumentale
in cui la natura, l'io
.
e la storia si sollevano
insieme
a voce altissima,
come un'unica voce, come
nella splendente fusione
alla fine del suo Belle
Bandiere,
o nel coro che canta Kalinka
e che tocca
per sempre il cuore di quella
stella dentro che è in ognuno.
.
3.
Un addio nel linguaggio
dei treni.
Lungo il fiume camminano
alberi.
Sui rami bambini scoppiano
in fiamme.
Come ti sei procurato un
occhio così sfolgorante da poter gettare
una simile pelle di solitudine
intorno al mio sangue
e alle mie ossa? Il giorno
di Halloween e quello d'Ognissanti
si stanno avvicinando; rimescola
il calderone col
bastone tra le tue gambe
e lascia che le urla
e la voce chioccia e i lamenti
della vecchia strega
risuonino nel ciuf e nel
gong come nella
sera imbarlumida di Casarsa.
.
i treni al ritmo di non
è finito... non c'è più
non è finito... non
c'è più che portano addii inzuppati
nel pianto; e con diavoli
danzanti e santi e ladri
e il Cristo su trampoli
lungo la strada,
il suo significato prende
piede, come la negazione
della negazione, a un livello
più alto
perché egli visse
così incentrato nella croce delle provocazioni
necessarie per smascherare
l'infezione nelle radici del neo-capitalismo,
il circolo delle ossessioni,
il circolo di merda,
la merda blu nelle ossa
del fascismo,
e rivelare e prevedere la
fame
e la condizione di senzatetto
di sempre più milioni di sottoproletari,
gli attacchi agli immigrati,
come i giovani morti per
overdose e suicidio e gelo
sono martiri di uno stato
di cose,
una consunzione che tutto
consuma
nauseante nel suo spargere
nulla e vuoto
le sue radici razziste,
la sua rovina morale.
.
Un ragazzino dei bassifondi
cammina lungo i binari prende a calci una lattina,
guarda le sue scarpe rotte,
guarda fisso in lontananza.
È venuto da una tavola
dove squarci di vuoto crescono
giorno dopo giorno - spazi
tra parole senza morso.
Cerca di ascoltare per il
ricordo
di quel cittadino del mondo
senza fissa dimora.
.
Anche Totò è
sulla strada, sorridendo piangendo in dialetto.
Passeri e falchi circondano
un cumulo di spazzatura
dove ragazzini affamati
frugano per mangiare.
Le cartacce della vita presso
il mare.
Le vere carte di questi
giorni.
Criminali perchè
poveri, vicini a nullità, rifugiati
della Jugoslavia che chiedono
l'elemosina alle macchine ferme ai semafori;
africani illegali con merce
ai loro piedi
al mercato, occhi che gettano
sguardi da questa
e da quella parte, in guardia
per i poliziotti;
ex studenti ammucchiati
in un alloggio abusivo d'inverno,
guance incavate e barba
sfatta, carnagione smunta,
occhi affossati;
puttane post-albanesi che
entrano ed escono da porte,
o giù da vicoli stretti
come un cazzo.
.
Camminando per strada.
La sua mano dentro di me.
È semplice.
Sta sfregando la pancia
che nessuno può vedere.
Sono gravido di fame e di
splendore.
Studio. Sogno.
Non dimenticarmi.
.
Bocca, adesso vicino al
mare, copriti di queste
parole; allora la canzone
si ergerà in alto
e sarà adornata dagli
uccelli marini al crepuscolo.
Essi fanno giravolte e si
tuffano, si tuffano tutti, scendendo
in quegli occhi dove le
immagini si annidano
e non conoscono fine al
turbinio.
.
Spugne noi siamo, assorbendo
ogni cosa
vivendo delle frattaglie
di questi tempi di avanzi.
Portami un tumore, ci soffierò
dentro così i suoi
bacilli saranno curati della loro ossessione
di uccidere, così
che il corpo possa andare per la sua strada
senza paura di ciò
che è fisico.
.
Perché avevo un amico
del cuore una volta.
Amici ne ho molti adesso.
Ma una volta avevo un amico
del cuore.
.
Lascia che i feti scoppino
in fioritura
e le foglie scoppino in
fiamme
mentre camminiamo, a Pa',
attraverso i 20
anni che in un singolo giorno
racchiudono i 20,
lungo una strada ingombra
di
vanità, sì,
ma le lettere!
vanità, sì,
ma le parole, gli amori,
i corpi che si gettano
fuori dalla vanità
della carne
nella lotta,
per l'orecchio che finalmente
abbia finito di essere sordo,
per il cuore che smetta
di morire del suo essere solo un muscolo.
.
Per venire a questa facenda
della nascita
stando qui al bordo della
sporgenza del tuo mento
monumentale adesso lungo
la costa che sale da Salerno
a Napoli e... (ma che non
trasformerò in
geografia mitica...)
"chi sentì che il
cosmo una notte d'estate sollevava
un'erezione per il dio infecondo
dei vivi
che venne su di te, su tutti
i ragazzi... come un politico
senza cultura, una cultura
senza vergogna..."
- tu -
padre filiale
.
Strisce di sole attraverso
la tua forma.
Che sempre arrivano ad un
luogo inesistente con saliva.
Chi fornica con la tenebra
attraverso il mio cadavere?
.
Non può essere quel
treno, quello che sempre arriva
e mai riparte. "Non sai
quanto diede a questa società,
quanti
liberò crollando
lui stesso superbamente
in contraddizioni". Anche
se
il mistero delle cose è
sempre meno misterioso,
e nella tecnologia di oggi
la lavagna
della storia è programmata
per essere cancellata,
stai, a Pa',
padre filiale
stai.
.
Alla fine lo guardiamo attraverso
un telescopio
ma non mentre veniva assassinato,
brutalizzato, sbudellato, cestinato,
un altro pezzo di merda
umana in un'epoca che non risparmia
né il migliore né
il peggiore;
non essere Chi cazzo era
Pasolini, e chi se ne frega?
non essere quell'indifferenza
che incrocia i deserti
negli occhi umani in un
istante;
e neanche l'innocenza riluttante,
confusa, fascinosamente
letale dell'immemore sotto
ogni cosa...
.
Svegliati, sto dormendo
sulla tua spalla, indosso
il mio migliore pigiama,
sono con te. Non andare, rimani,
stai, potrei dire,
ma le mie labbra sono rapide
a farlo
e a perdersi in te,
e le mie braccia sono monconi
come la mente
davanti all'albero gloriosamente
semplice
tu riversi in me un fiume
di scintillanti
foglie in cui ti sei trasformato
nel cuore dell'autunno
quasi con sfida
e quando guardo di nuovo
i miei occhi
stanno fissando fuori di
me
da tutti i luoghi nella
tua morte che
queste parole hanno baciato
cosicché non c'è
né tu né io
ma una sistole/diastole
di assenza di respiro
morente per incarnarsi di
nuovo.
.
[2000]
Trad. di Mariella
Setzu
da Jack Hirschmann, Arcani,
Multimedia Edizioni
VEDI:
Poesie
Civili - Jack Hirschman per "Sud"
L'Arcano
di Pasolini - di
Jack Hirschman
L’arcano
dei giorni dei morti. Poesia per Pasolini,
di Jack Hirschman
Pier
Paolo Pasolini, “The New Youth”, CC Marimbo – Berkeley,
California 2005
Arcani,
di Jack Hirschman, Multimedia Ediz.
Jack
Hirschman a Milano, 7 novembre 2005, di
Andrea
Di Cesare
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