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Saggistica Pasolini e Internet
Tale interesse rappresenta oggi un elemento particolarmente rilevante, poiché proprio in Italia, in vita, Pasolini fu aspramente osteggiato, per non dire letteralmente perseguitato a causa della sua insostituibile funzione di critico feroce e impietoso della società, dei suoi costumi, delle sue deviazioni, in quel “paese orribilmente sporco”, come lui stesso lo definì e di cui ha dato testimonianza attraverso i numerosi saggi, di ancora bruciante attualità, che costituiscono parte del patrimonio di pensiero e di creatività che ci ha donato: si tratta in particolare dei suoi articoli apparsi sul più diffuso quotidiano italiano, il “Corriere della Sera”, raccolti nei volumi postumi Scritti corsari e Lettere luterane. La persecuzione giudiziaria, poi, fa storia a sé. Fu denunciato e poi processato per i più disparati motivi; sul piano personale, il caso più clamoroso riguarda un processo per tentata rapina ai danni di un benzinaio il quale denunciò di essere stato minacciato da Pasolini con una pistola caricata con pallottole d’oro… Non vi è alcuno dei suoi film per il quale Pasolini non sia stato prima censurato, poi denunciato, processato, spesso costretto a tagliare o a modificare qualche scena o qualche battuta. La stessa sorte subirono
i suoi romanzi, da Ragazzi di vita
in poi. Vennero istruiti contro di lui 33 processi in 28 anni, consecutivamente
dal 1949 al 1975 esclusi il ’54 e il ’57. Dopo la morte del regista, anche
il film Salò fu sequestrato
e sottoposto a un lungo procedimento giudiziario a carico del produttore
Alberto Grimaldi. Girato nel 1975, il film fu finalmente proiettato nelle
sale cinematografiche due anni dopo.
E ancora: il teatro si sta accostando con sempre maggiore frequenza alla produzione artistica pasoliniana, sia allestendo le opere scritte originariamente da Pasolini per la messa in scena, sia rappresentando nuovi lavori ispirati più in generale all’opera letteraria dello scrittore. In Italia Pasolini è l’autore più rappresentato dopo Goldoni e Pirandello. Pasolini è il primo grande artista di grande livello internazionale che possa essere qualificato “multimediale”, cioè adeguato alle tecnologie contemporanee della comunicazione, dell’informazione e dell’espressione. Ancor meglio, potrebbe essere definito “poeta multimediale”: ha avuto infatti la capacità, ma anche la volontà precisa, di affrontare e aggredire molte questioni di natura diversa tra loro, servendosi di una molteplicità di media, senza mai tradire la sua istintiva, profonda e costante ispirazione poetica. Le stesse affinità elettive tra Pasolini e il cinema sono state una necessaria conseguenza per un artista che non ha voluto privilegiare un unico campo espressivo, ma che ha fatto della pluralità comunicativa la sua principale condizione. Pasolini è stato uno sperimentatore di linguaggi diversi: parola e disegno, corporeità e sport, teatro e cinema, canzone e musica: tutte arti compenetrate in modi sempre originalmente informali, spesso molto raffinati. La crescita di interesse rispetto all’opera di questo grande artista non si limita al Paese che gli ha dato i natali, né si accontenta di ripercorrere le tappe della sua vita o di commemorarne ritualmente la morte. In Italia è in corso una significativa serie di iniziative da parte del Comune di Roma, città di elezione di Pier Paolo Pasolini, e da alcuni mesi si stanno svolgendo in tutto il Paese manifestazioni in piccoli centri a cura di associazioni e amministrazioni locali, all’insegna di un omaggio e di un ricordo non rituale di Pasolini che consiste soprattutto nella riproposizione delle sue opere e in pubbliche sessioni di lettura delle sue poesie. In Europa, Pasolini è particolarmente apprezzato in Francia (Parigi ha dedicato una settimana di rievocazioni pasoliniane in maggio e ha programmato altre manifestazioni culturali che si stanno svolgendo proprio in questi giorni) e in Spagna, Paese in cui l’entusiasmante impegno culturale espresso dal Círculo de Bellas Artes di Madrid è una significativa testimonianza del crescente interesse degli spagnoli per l’opera di questo grande intellettuale. Penso che una tale rinnovata attenzione costituisca un elemento molto positivo. Attraverso le analisi e le critiche pasoliniane, infatti, disponiamo tutti di uno strumento insostituibile per interrogarci sulle storture e gli errori di un mondo che si è avviato su un percorso molto preoccupante, quello, anzitutto, della cancellazione della memoria storica. E quello della caduta sempre più accelerata e vischiosa nella ideologia aberrante del consumismo, che Pasolini definiva con queste parole: “una nuova forma totalitaria - in quanto del tutto totalizzante, in quanto alienante fino al limite estremo della degradazione antropologica, o genocidio - quindi la sua permissività è falsa: è la maschera della peggiore repressione mai esercitata dal potere sulle masse dei cittadini.” Un consumismo generato da un neo-capitalismo che conduce inesorabilmente alla decadenza del patrimonio culturale e di valori della stessa civiltà occidentale, alla omologazione di tutto un popolo, e a quella in senso acritico degli intellettuali che tendono sempre più spesso a essere soltanto strumenti funzionali al potere. Oggi, l'insieme dell’informazione, della comunicazione e anche della creatività sta trasferendosi su Internet, uno spazio dove non ci sono frontiere, dove - nel bene e nel male - tutto è trasparente, dove non si viene giudicati per la religione che si professa o per il colore della pelle. La natura democratica di Internet rende per la prima volta possibile a tutti l’accesso a dati scientifici o addirittura agli strumenti che li producono; nei campi della medicina, della legge e della finanza, Internet dà accessibilità a informazioni che prima erano riservate agli specialisti di questi campi. Prima si scriveva su un supporto personale e la comunicazione era sempre tra persona e persona (chi scriveva una lettera, un libro, un articolo e chi lo leggeva). Ora si comunica su una specie di supporto universale dove tutti possono scrivere, leggere quello che gli altri annotano, controbattere, dialogare esprimendo i propri commenti, le proprie opinioni su una pluralità di temi. Tutto ciò diventa come una specie di memoria collettiva, dove si può cercare tra milioni di siti web ciò che ci interessa conoscere o far conoscere. La presenza di Pasolini e del suo messaggio su quella “Rete delle Reti” che è Internet (oltre un milione di siti nel mondo riportano notizie su di lui, un terzo di essi risultano promossi e gestiti in Italia) è un aspetto rilevante da considerare attentamente e sul quale riflettere. Una tale, notevole mole di siti Internet su Pasolini pone un quesito rispetto al giudizio che l’artista stesso avrebbe potuto esprimere su un tale proliferare di attenzione nei suoi confronti (soprattutto dopo tanto ostracismo subìto); in più, su un’attenzione che gli è riservata tramite lo straordinario mezzo di comunicazione utilizzato - Internet, appunto - che costituisce almeno finora quanto di meno addomesticabile esista in tema di comunicazione di massa. Internet ignora i confini tra gli Stati e la censura: ci hanno tentato, ma, almeno fino ad ora, l'unica censura che uno Stato potrebbe esercitare sarebbe quella di tagliare i cavi telefonici… Vi è anche un particolare aspetto linguistico che può fare plausibilmente credere che Pasolini avrebbe apprezzato Internet. Nonostante Internet sia costretta a usare l'inglese come lingua franca questo non rappresenta una egemonia anglosassone sulla rete. Le culture locali e i dialetti che prima di Internet erano assediati dalle lingue e dalle culture egemoni, ora possono godere di una visibilità mondiale: qualunque persona interessata può far rivivere quella culture. Da questo punto di vista Internet è un nuovo gigantesco passo avanti dell'umanità dopo l'invenzione della scrittura e della stampa, poiché permette la conservazione di tutti i patrimoni culturali, anche i più particolari e dimenticati. Pasolini è stato, tra l’altro, poeta dialettale: ha utilizzato e ricreato il friulano, la lingua materna dell’infanzia e della giovinezza e quella del suo primo libro pubblicato (Poesie a Casarsa, 1942). Ecco perché Pasolini, oltre ad apprezzare Internet, magari se ne sarebbe servito. Pasolini si è sempre dichiarato poeta della realtà. Nelle sue opere, sia letterarie sia cinematografiche, ha inteso esprimere e rappresentare la realtà in cui era immerso. Ciò è quanto lui stesso ha ripetutamente ribadito. Ma vi è un aspetto dell’espressione artistica di Pasolini che egli stesso non respinge, anzi esalta. Ed è la presenza del mito. In Edipo re, in Medea, ma anche nel Vangelo secondo Matteo - per rimanere alle sue opere cinematografiche - Pasolini si ispira inequivocabilmente a storie e situazioni che contengono tutti gli elementi del mito, cioè della classica narrazione simbolica. Il mito è d’altronde la più ricca fonte di informazioni della storia umana, può svelare misteri o dare risposte a molti interrogativi: come sono nati l’universo e l’uomo, come hanno avuto origine gli astri e la terra, le piante e gli animali, come si sono formate le società civili con l’aiuto degli eroi o dei veggenti... In questo senso il mito può diventare un modo per ordinare e conoscere la propria realtà. Anche l’elemento del sogno - un fenomeno caratterizzato da un’esperienza sensoriale di immagini, di suoni apparentemente reali - ricorre spesso nelle opere del Pasolini scrittore e regista cinematografico. Si pensi per esempio al sogno di Accattone o a quello dello stesso Pasolini nei panni dell’allievo di Giotto nel Decameron: lo stesso personaggio che nella fase finale del film riflette a voce alta e dice: “Perché realizzare un’opera, quando è così bello sognarla soltanto?”. Detto tutto questo, non mi pare azzardato pensare che la passione di Pasolini per il reale, ma anche per il mito e per il sogno, lo avrebbe verosimilmente avvicinato, affascinandolo, anche alla realtà virtuale. D’altronde, non è altrettanto vero che il “suo” reale, Pasolini lo ha sacralizzato utilizzando magistralmente il mondo (quello del mito), che può essere considerato come l’antecedente culturale della virtualità? Il cinema e la stampa, di cui Pasolini è stato il più abile “corsaro”, non rappresentava il mondo virtuale con cui egli propagandava la riscoperta dei corpi, delle idee, dei luoghi? Le nuove tecnologie possono diventare strumenti di liberazione, di riduzione delle disuguaglianze e di rivalorizzazione del reale, se usate con libertà, creatività e senso artistico. Ipotizzare un interesse di Pasolini per la realtà virtuale, quindi, non è un’ipotesi incongrua. Al contrario, può essere vista come la più radicale, scandalosa e paradossale estremizzazione dell’essenza stessa del pensiero pasoliniano. Questa presenza di Pasolini su Internet si manifesta in una grande quantità di siti nei quali si parla di lui e delle sue opere. È sufficiente scorrere gli elenchi forniti dai motori di ricerca per rendersene conto. Spesso la qualità non corrisponde alla quantità dei casi in cui Pasolini viene evocato: in alcune circostanze, infatti, vi è soltanto una passeggera citazione. Molte pagine pasoliniane si limitano a una esposizione della sua biografia, più o meno approfondita. In una occasione tale biografia appare in dialetto friulano, a conferma di quanto detto prima. In altri siti sono pubblicati brani tratti da sue opere, con prevalenza dei testi poetici, spesso si tratta di trascrizione di poesie in dialetto friulano. Molti siti - soprattutto quelli delle numerose riviste on line e quelli che si occupano di vendita di libri o di film - contengono spesso recensioni del “prodotto” che offrono. Così come vengono proposti numerosi riassunti, commenti e recensioni di singole produzioni pasoliniane da siti che si occupano genericamente di letteratura o di storia del cinema. Nella quasi totalità i contributi alla conoscenza o all’approfondimento sono di privati, ma vi sono anche esempi di siti istituzionali (in particolare università) che riservano attenzione a Pasolini o a commenti sia pure parziali della sua sconfinata produzione artistica. “Pagine corsare” è il sito Internet che ho creato e che aggiorno frequentemente, è dedicato a Pier Paolo Pasolini, alla sua vita e alle sue opere. È il lavoro più completo ed esaustivo tra quelli attualmente esistenti sulla Rete. Oltre alla biografia, ha numerose sezioni dedicate alla narrativa, alla poesia, alla saggistica; al cinema e al teatro; all’ideologia pasoliniana. Contiene un consistente capitolo sui procedimenti giudiziari (in particolare, il processo emblematico al film La ricotta per “vilipendio alla religione di Stato” e quello a Pino Pelosi, l’assassino di Pasolini). Vi è una sala d’ascolto virtuale e un’altra sezione molto estesa in cui gli internauti scrivono loro saggi, poesie, omaggi destinati a Pier Paolo Pasolini o alle sue opere. Mette a disposizione di chiunque voglia leggerle pagine in italiano, spagnolo, francese, inglese, tedesco, portoghese. È dunque raggiungibile e leggibile in tutto il mondo. Data la vastità della documentazione, il sito è dotato anche di un motore di ricerca interno; entro il prossimo 2 novembre, trentesimo anniversario della morte del poeta, avrà anche un forum di discussione nel quale i visitatori del sito potranno dialogare tra loro su tutti gli aspetti della personalità e della produzione artistica di Pasolini. I visitatori di “Pagine corsare” risultano provenienti da una sessantina di Paesi distribuiti in tutti e cinque i continenti; Italia, Spagna, Francia, Usa, Brasile, Germania, Perù, Svizzera e Regno unito sono, nell’ordine, i Paesi dai quali proviene la maggior parte delle persone che visitano il sito, ma vi sono anche molti visitatori dai Paesi dell’America latina (in particolare Argentina e Uruguay), dall’Australia, dall’Asia (Cina, Giappone e Hong Kong in testa), dall’Africa (Senegal e Sudafrica). ”Pagine corsare” è stato ideato e realizzato nel 1997 (con la collaborazione determinante - a distanza e via Internet - di un giovane studente, Massimiliano Valente, che ha lasciato poi a me la gestione totale del sito e dei suoi contenuti l’anno successivo). È strutturato, come già accennato, in sezioni riguardanti tutte le attività artistiche svolte da Pier Paolo Pasolini. Vi si trovano scritti dello stesso Pasolini e vi appaiono recensioni e saggi critici in gran parte scritti dai due co-autori o dai visitatori del sito, e ripresi anche dalla carta stampata (libri, quotidiani, periodici). Il sito pasoliniano, a pochi mesi dalla sua apparizione su Internet nel ‘97, consisteva di 499 pagine, 568 immagini, 31 brani sonori, 11 contributi scritti da visitatori del sito. Attualmente le pagine pasoliniane, i cui contenuti sono aggiornati con frequenza, contiene circa 1400 pagine, le immagini sono oltre 2300, i brani sonori e filmati 120, i contributi dei visitatori oltre 250. Con Internet, la parola scritta ha ritrovato il predominio assoluto anche su altri elementi qualificanti quali i brani recitati dallo stesso Pasolini, le dichiarazioni di alcuni amici del poeta, da Laura Betti a Paolo Volponi, da Enzo Siciliano a Bernardo Bertolucci, le musiche dai film, le bellissime canzoni con testi dello stesso Pasolini... Una delle caratteristiche peculiari della rete è l’interattività, cioè il dialogo ad armi pari, in cui nessuno abbia privilegi e tutti fruiscano dello stesso diritto di parola (proprio questo è il terreno su cui deve muoversi chi vuol fare comunicazione nella rete). E allora, molti tra coloro che visitano “Pagine corsare” scrivono anche testi per il sito. Come accennato, oltre duecentocinquanta sono i contributi scritti dagli internauti (alcuni hanno inviato per la pubblicazione anche loro tesi di laurea su aspetti legati alle opere di Pasolini) e vi sono stati scambi di opinioni tra persone che probabilmente in nessun altro modo avrebbero avuto occasione di conoscersi (caso limite è quello di Regina e Piero, che si sono incontrati su “Pagine corsare” e da qualche anno hanno felicemente messo su famiglia… il nome del loro primo figlio maschio è naturalmente Pier Paolo). L’interattività è dunque una caratteristica fondamentale del sistema di comunicazione di Internet: ci offre possibilità interessanti di dialogo, di scambio, di informazioni che, se non sostituiscono mai altri modi di metterci in relazione con altri (il telefono, la “carta stampata”, la lettera, l’incontro personale...), hanno però loro modalità caratteristiche, una loro identità, una loro valenza, un loro specifico linguaggio. Un importante contributo a “Pagine corsare” è stato ora fornito dal Círculo de Bellas Artes di Madrid, che, oltre alle splendide iniziative che continueranno fino alla fine di ottobre 2005, ha arricchito le pagine pasolinane su Internet consentendo l’ulteriore pubblicazione di oltre un centinaio di scritti, in spagnolo e italiano, comprendenti poesie, brani di narrativa e saggi sulla cultura, sull’arte, sulla politica e sulla società, oltre a un gran numero di fotografie di Pasolini ritratto nella sua vita privata o sul set dei suoi film e a parecchi disegni dello stesso artista. Approfitto di questa occasione per ringraziare di cuore il Círculo de Bellas Artes per l’invito che mi ha rivolto a visitare una mostra tanto prestigiosa, estendendo i ringraziamenti anche all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, al Centro Studi Pasolini della Cineteca di Bologna, al Gabinetto Vieusseux di Firenze e naturalmente ad Alessandro Ryker, curatore della mostra stessa, che mi ha inoltrato il materiale relativo alla mostra e proposto la pubblicazione del “sito nel sito” dedicato a Madrid e a Palabra de corsario. Non sappiamo ancora con certezza - e forse non sapremo mai - da chi e come Pasolini fu realmente assassinato, e anche l’inchiesta avviata dalla Procura di Roma dopo le ritrattazioni (maggio 2005) di Pino Pelosi (che fu processato nel 1975 e ha scontato gli anni di reclusione inflittigli) è stata chiusa proprio nei giorni scorsi dai magistrati inquirenti. Ma sappiamo che la mano di Pelosi eseguiva una sorta di mandato implicito che proveniva da un corpo sociale, quello italiano, malato, ieri come oggi, che ha rappresentato lo sfondo di odio, di destabilizzazione, di autoritarismo, di corruzione che ha propiziato l’omicidio. Anni in cui, per mano di un terrorismo autoctono (e forse non solo), hanno perso la vita magistrati, poliziotti, giornalisti, cittadini comuni. Pasolini scriveva negli anni Settanta: “In Italia è ormai indiscutibile la sostanziale continuità fra il regime fascista ed i partiti, che ne hanno ereditato - e per certi aspetti sapientemente perfezionato - il sistema totalitario e tentacolare (mafioso) - di gestione del potere, introducendo l’uso della corruttela generalizzata e un bieco diabolico patto - fattuale se non istituzionale - con la grande criminalità organizzata per la spartizione del Paese.” In conclusione, la presenza massiccia di Pasolini su Internet è, a mio parere, l’espressione più avanzata, più attuale e meno convenzionale di una necessità profonda di conoscere la sua lezione, il suo pensiero, il suo agire, il suo modo scandaloso di essere un ribelle, un giacobino, nei confronti di tutto ciò che rappresentasse “l’istituzionalizzazione” in tutti i suoi aspetti; e manifesta anche la volontà di rievocare la sua straordinaria attitudine didattica e pedagogica, che può certamente farne un maestro anche per le nuove generazioni. Quella morte, qualunque siano state le sue reali modalità, ebbe in ogni caso un grande peso politico: cancellare l’unica voce, alta e rivoluzionaria, che era in grado di farsi sentire in Italia. Una voce che proponeva un comunismo in prima persona, una critica dissidente e una contestazione del sistema di potere democristiano allora dominante in Italia (“il nuovo fascismo”, lo definiva Pasolini), una voce che rivolgeva un monito anche a gran parte della sinistra che si era arresa alla nuova ideologia consumistica. Se le mani omicide che hanno
messo fine ai suoi giorni non ci avessero sottratto inopinatamente la profondità
del suo pensiero e della sua poesia impoverendoci un po’ tutti, mi piace
dunque pensare che per esprimersi Pier Paolo Pasolini avrebbe scelto di
ricorrere - oltre che alla parola, allo scritto, al cinema, al teatro,
alla pittura e alla musica - anche a Internet. Forse, se Pasolini non fosse
stato barbaramente assassinato, oggi, età permettendo, avremmo potuto
leggere i suoi commenti corsari proprio sulla Rete delle Reti.
[Appendice - Breve storia dei mezzi di comunicazione] Telegraficamente, ecco come si è arrivati a una rete di comunicazione qual è Internet. Alcune centinaia di migliaia di anni fa degli uomini, rifugiatisi nelle grotte per sfuggire alle belve ed alle intemperie, utilizzando delle semplici selci - o al massimo delle tinture estratte da vegetali - rappresentarono alcune scene della loro vita con dei graffiti sulle pareti delle caverne. Ancora oggi possiamo ammirare quelle primitive opere d'arte, oppure quei primitivi tentativi di comunicare. Papiri scritti su pelle di pecora sono stati ritrovati nelle tombe dei Faraoni. Solo nel VI secolo d. C. vi sono, in Cina, i primi esempi di xilografia effettuata con matrici lignee, e ben dieci secoli dopo appaiono i primi caratteri in argilla, sempre in Cina (e un secolo dopo in Corea). Tra il 1452 ed il 1456 un orafo tedesco di Magonza, assieme ad alcuni amici, cura la stampa della famosa “Bibbia a 42 linee” utilizzando un sistema rivoluzionario di stampa. L'orafo, di nome Johann Gutemberg, aveva inventato il sistema di stampa a caratteri mobili. La stampa svincolò il libro e lo liberò. Il libro, a sua volta, tentò di liberare l'uomo. Ma la voglia dell'uomo di comunicare era ben lungi dall'essere liberata fino in fondo, anche se ci vollero ben quattrocento anni per consentire a Morse di realizzare la prima trasmissione di informazioni attraverso fili conduttori per mezzo dell'elettricità. Nel 1844 nasceva la linea telegrafica Washington-Baltimora. Furono sufficienti poi solo 34 anni per consentire a Bell, proseguendo gli studi di Meucci, di costruire, nel 1878, il primo impianto telefonico nella città di New Haven (Connecticut). Meno di tre lustri saranno sufficienti a Marconi per trasmettere, utilizzando il codice Morse, la lettera S a un apparecchio piazzato a un chilometro e mezzo di distanza dal suo e collegato a questo soltanto grazie a onde elettromagnetiche. Nel 1895 nasce la prima, rudimentale radio. Sempre in questo periodo si sperimenta la trasmissione di immagini a distanza, e pochi anni dopo si cominciano a utilizzare dei tubi a raggi catodici per rappresentare le immagini trasmesse. Alla fine degli anni '40, al termine della Prima Guerra Mondiale, si diffonde la televisione. Arriviamo così ai giorni nostri. Il telefono dopo quasi 150 anni dalla sua invenzione è capillarmente diffuso a livello mondiale, la radio tuttora rimane il medium più seguito in assoluto, e la televisione, a soli cinquanta anni dalla sua diffusione a livello di massa è divenuta uno dei fondamentali sistemi per fare informazione. Il processo che dal papiro ha portato alla stampa, alla radio e alla televisione e infine a Internet - un processo che viene comunemente definito “progresso” - si muove con velocità sempre crescente e con ritmi sempre più pressanti. Internet, che esiste da oltre 30 anni, era stato creato per fornire una struttura autosufficiente ai centri nevralgici degli Usa nell'ipotesi di una Terza guerra mondiale. Tra i primi nodi in rete c'erano il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e la Stanford University. Nel 1973 si aprirono i primi nodi internazionali in Norvegia e Gran Bretagna. Il 1983 è l'anno storico del Net. Alcuni ricercatori della University of California inventarono il TCP/IP, un protocollo di trasmissione ispirata al linguaggio macchina Unix che permette di viaggiare indifferentemente in qualsiasi network, sia con i terminali universitari ad altissima velocità sia con i modem più lenti del grande pubblico. Questa interconnessione globale ha preso il nome di Internet. Oggi dunque Internet è un network di network, uno spazio virtuale che collega e interconnette migliaia di nodi operativi e di centri nevralgici - senza un vero e proprio centro -, intorno ai quali a loro volta ruotano comunità scientifiche internazionali, strutture governative o commerciali, centri di ricerca, avanguardie artistiche e semplici cittadini. Alla fine del 2005 vi saranno 765 milioni di utenti nel mondo, con una crescita rapidissima in Asia e meno veloce nel Centro America e nel continente africano. Con Internet è possibile raggiungere più di un miliardo di documenti; sono registrati oltre 18 milioni di domini e i computer host (cioè quelli che costituiscono la vera e propria “ragnatela” delle connessioni) sono 80 milioni.
Vedi anche una riduzione in lingua spagnola, inserito del libro-catalogo della mostra di Madrid |
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