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"Pagine
corsare"
Notizie
La speranza
"La Nuova Agenzia Radicale,
supplemento di Quaderni Radicali. Politica, notizie, attualità",
8 maggio 2005
È sempre attuale il
“processo” di Pier Paolo Pasolini,
apparso sul Corriere della Sera il 28 agosto 1975. Vuole processare i potenti
democristiani per una serie di reati. Purtroppo, quella “bandiera” di malcostume
fu portata avanti con altre aggregazioni e con molti favoreggiamenti.
La metastasi prese tutto
il corpo. Ed ecco i capi d’accusa:
“Dunque:
Indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione di denaro pubblico,
intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i banchieri, connivenza
con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione
con la Cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle
stragi di Milano, di Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole di incapacità
di punire gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia,
responsabilità della degradazione antropologica degli italiani (responsabilità,
questa, aggravata dalla sua totale inconsapevolezza), responsabilità
della condizione, come si usa dire, paurosa delle scuole, degli ospedali
e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono
‘selvaggio’ delle campagne … della stupidità delittuosa della televisone
… del decadimento della Chiesa e infine … distribuzione borbonica di cariche
pubbliche ad adulatori”.
Cosa scriverebbe oggi Pasolini?
Vedrebbe un mondo in corsa: di gente che si traghetta da una sponda all’altra
per riciclarsi. Vedrebbe quelli che hanno avuto cariche borboniche ancora
tronfi e senza il coraggio di restituire gli onori ottenuti diconorevolmente.
Oguno di noi potrebbe fare un lungo elenco.
Ma vedrebbe Pasolini anche
la speranza?
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