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La saggistica Un
film di Laura Betti
Recensioni e commenti Corriere della Sera, 1 settembre 2001
Si rivedono i suoi film e si riascolta anche il suo teatro, si risente parlare il corvo che annunciò la crisi ideologica, si parla di sviluppo e progresso, di omosessualità, di religione e dell’atrocità del dubbio, del marxismo e della famiglia. «E’ un Pasolini doppio, visto nella sua cupezza e nella sua solarità, mi è piaciuto moltissimo» dice Walter Veltroni. «E’ un Pasolini diurno e notturno» aggiunge l’onorevole Franco Grillini. Davanti alla regista svetta la Coppa Volpi vinta nel ’68 a Venezia per «Teorema», del «suo» Pasolini: «Una signora viaggia sempre con i suoi gioielli, io così passo alla Storia, voglio vedere le altre». Tutto per amore? «Il mio film non è un omaggio è una bomba che metto a coloro che pensano si possa vivere senza poesia. Sono stata zitta per 26 anni, da quando è morto, ma molte vendette mi covano dentro, non perdono niente che riguardi Pasolini che invece, pur linciato senza sosta, era schivo e generoso. Gli dicevano di tutto, poi correvano a intervistarlo. Gli omosessuali sono stati i primi a non raccogliere le sue parole». Non era facile stanare una personalità così multiforme. «Ma
nelle sue parole si respira una tale aria di necessità, una tale
forza di comunicazione del vero, che lui sta sempre avanti nel tempo con
la poesia. Oggi c’è uno spettro, nuovi poteri e governi che vogliono
eliminare la poesia, ma non ci riusciranno mai».
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