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Saggistica Calpestare l'oblio
In questi giorni abbiamo assistito ad un piccolo miracolo, un feroce ed organizzato attacco da parte degli organi di informazione legati al potere politico (Il Giornale, Il Corriere della Sera, Libero, Il Foglio, La zanzara) contro un e-book di poesia, “Calpestare l’oblio”, liberamente scaricabile dal sito de “La Gru”, che consiste nell’unione di trenta poeti italiani “contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana”. I toni sono per lo più dileggiosi e volti ad operare una riduzione macchiettistica finalizzata allo sfottò nei confronti dei partecipanti, dipinti come una “corazzata Potëmkin” (Il Giornale) di vecchi ed “oscuri” (Libero) poeti nostalgici del ’68 e carichi di “odio” nei confronti di Silvio Berlusconi (Il Giornale, Il Foglio), e nei confronti dell’operazione in sé rinominata “Poeti contro Silvio” (Il Giornale). Alcune precisazioni. 1) I nomi
Domanda: le redazioni culturali dei quotidiani italiani di oggi hanno una pur vaga familiarità con la storia critica della poesia italiana degli ultimi quindici anni o la ignorano completamente? 2) Gli stili
Ridurre a genere anti-berlusconiano
un’antologia vasta e densa di autori e di percorsi, è solo
“Calpestare l’oblio” vuol dire anche che i nuovi poeti italiani non intendono più restare in silenzio di fronte allo sfacelo culturale del proprio Paese, sfacelo che se può essere definito sinteticamente “berlusconismo”, più propriamente è la Storia del trentennio dell’interruzione culturale e della colonizzazione televisiva della società italiana. 3) I temi
I poeti di “Calpestare l’oblio” reclamano il proprio diritto alla cittadinanza nella Polis del dibattito politico e culturale. I temi del pretesto antologico (La memoria della Resistenza, la resistenza della memoria) sono definiti dal giovane storico Luigi-Alberto Sanchi in apertura dell’e-book “Calpestare l’oblio”, introduzione la cui lettura avrebbe forse consentito ai giornalisti che si sono occupati in questi giorni del caso dei “poeti in rivolta”, una lettura più pertinente e consapevole dei fatti. 4) “Calpestare l’oblio” non è un lavoro antologico concluso, l’azione va avanti e tutti i poeti italiani sono invitati ad unirsi inviando alla redazione de “La Gru” un proprio testo poetico che sottoscriva il nostro atto di rivolta culturale e poetica contro l’ideologia italiana della separazione, contro l’oblio dello spettacolo, per la resistenza umanistica e della memoria repubblicana. Venerdì 8 gennaio 2010, dalle ore 18 sino a tarda notte, “Calpestare l’oblio” sarà un’assemblea di poeti ed intellettuali, con reading e concerto musicale, presso il locale “Beba do Samba”, nel quartiere San Lorenzo di Roma. In tale occasione sarà presentata l’antologia rinnovata e definitiva di “Calpestare l’oblio”.
L'8 gennaio
"Calpestare l'oblio" sarà un evento reale
Ma siamo oggi./ Gli individui
esistono solo morti./
La grande disfatta della
poesia italiana contemporanea inizia nel 1975: Eugenio Montale riceve il
Premio Nobel, Pier Paolo Pasolini viene barbaramente assassinato. Per l’ultima
volta, sebbene per due motivi sciaguratamente dissimili, i volti di due
poeti entreranno nelle case degli italiani. Per l’ultima volta la poesia
italiana darà il suo contributo iconografico al sistema culturale e identitario
nazionale. La seconda data chiave è il 1976: il movimento studentesco
si guarda negli occhi durante il secondo ed ultimo Festival del Parco al
Lambro di Milano, Telemilanocavo inizia a trasmettere via etere. Nel 1978,
mentre le Brigate Rosse rapiscono ed uccidono Aldo Moro, Silvio Berlusconi
acquisisce Telemilano. Ciò che segue è la storia del Trentennio (definizione
di Giampiero Marano, su «La Gru», ed anche un titolo di prossima uscita
di D’Elia) della interruzione culturale e della società dello spettacolo
italiana.
«Ma siamo oggi», à
la fin de la décadence berlusconiana, in un Paese culturalmente devastato
che ignora i propri poeti al punto da pensare che siano tutti morti. Invece
i poeti italiani esistono e resistono, nel sottobosco non rappresentato
della Storia nazionale. Le nuove leve fertili e tradite. Certo, siamo abituati
ad una destra che, consapevole dell’inconsistenza critica del proprio
avversario, cerca di vendersi come la cura al male da lei stessa procurato.
E siamo anche abituati ad una sinistra sempre pronta ad imitare quello
stesso male. Eccoci così di fronte al nuovo paradosso della storia ultima
nostra: il mecenatismo culturale dei berluscones.
Dall’egemonia al revisionismo il passo è breve. Ed ecco le opere di Baudelaire, Rimbaud e Pasolini rilette e diffuse di pubblicazione in meeting secondo una chiave clericale e conservatrice, in un processo inarrestabile di dequalificazione terminologica, appropriazione iconografica e manipolazione ideologica. Intruppare per disinnescare, o per inibire. Un tempo avremmo tutto ciò chiamato “questione culturale”, perché poesia (insegnavano Vittorini e Fortini, dalle pagine de «Il Politecnico») non è soltanto il piacere di leggere bei versi ma quello, anche, di comprendere un’azione estetica, e perciò filosofica, e perciò politica, agita sul corpo del mondo. Qualcuno dei nostri saprà ancora comprenderlo? Salviamo la poesia italiana dall’oblio dello spettacolo, e dall’abbraccio pesante dei suoi vecchi assassini.
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