In memoria di Enzo Siciliano
 


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"Pagine corsare"
La scomparsa di Enzo Siciliano

Addio al mio eclettico maestro
Alain Elkann, La Stampa 10 giugno 2006

Enzo Siciliano con Alberto Moravia e Indro Montanelli è stato per me un maestro, un uomo che con intelligenza, talento, rigore, passione e anche divertimento ha saputo guidarmi nel mondo della letteratura, della musica, del cinema, dell'impegno civile. Insegnava con il suo esempio, facendo capire che chi vive di idee e di creatività deve lavorare ogni giorno con impegno come un semplice artigiano. Deve saper difendere le sue idee, i suoi amici, andare incontro a sconfitte e a vittorie come tappe di un percorso che è la vita di un intellettuale. 

Siciliano urlava, era furibondo quando si sentiva tradito perché non sopportava l'ingiustizia, si offendeva e taceva se un suo amico scrittore lo deludeva con un romanzo, ma era pronto a perdonarlo e a entusiasmarsi se poco dopo ne riconosceva il talento in uno scritto successivo. Enzo era innamorato di sua moglie Flaminia, protettivo verso i figli Francesco e Bernardo, le nuore, i nipoti, e le sua famiglia si estendeva agli amici che potevano essere indifferentemente potenti e famosissimi personaggi pubblici o esordienti sconosciuti. 

Quello che contava per lui era il talento: scoprire nuovi scrittori e lanciarli sulle pagine della rivista Nuovi Argomenti che aveva diretto con Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e Leonardo Sciascia e che continuava a dirigere con Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Furio Colombo e Arnaldo Colasanti. Con Siciliano scompare una voce che sapeva esprimersi in mondo eclettico sui più svariati argomenti: dalla filosofia alla politica, dalla musica alla letteratura. Scompare con lui un uomo generoso e onesto che non accettava la cattiveria, un timido con dei guizzi imprevedibili. Era un romano con delle radici calabresi che guardava il mondo come un cosmopolita. 

È stato per tutta la vita un difensore attento e strenuo della vita italiana ma nello stesso tempo suggeriva agli editori di tradurre scrittori stranieri che lo affascinavano. Nel corso della sua vita ha rivestito importanti cariche istituzionali, è stato l'amico, il confidente di molti grandi uomini e donne ma non se ne è mai vantato, aveva troppo pudore e troppa ironia. Enzo Siciliano è stato soprattutto un artista, un uomo terribilmente sensibile che si commuoveva con facilità perché capiva visceralmente l'anima delle persone e le loro opere. Trascorreva ore alla scrivania, dove scriveva con la penna stilografica, la macchina da scrivere, e da ultimo il computer. 

In poltrona leggeva tutto e di tutto, telefonava agli amici e anche ai nemici e si sfogava con Flaminia. Nell'uomo ormai affermato e di successo restava sempre qualcosa di un ragazzo intimorito dalla prematura scomparsa di suo padre. Ci ha lasciato comunque con un ultimo guizzo, una grande curiosità, un romanzo ancora inedito di cui conosciamo soltanto il titolo, La vita obliqua. Per fortuna gli artisti continuano a vivere attraverso le loro opere. Non potremo dimenticare né lui né i suoi libri.

 


Addio al mio eclettico maestro, di Alain Elkann
 

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