In memoria di Enzo Siciliano
 


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"Pagine corsare"
La scomparsa di Enzo Siciliano

Morto a Roma Enzo Siciliano
Lo scrittore e critico aveva 72 anni.
Dal sodalizio con Pasolini e Moravia alla presidenza della Rai 
di Donatella Trotta, Il Mattino 10 giugno 2006

Una folla composta e commossa sfila da ieri pomeriggio nella camera ardente per Enzo Siciliano, aperta fino a stamane alle 11,30 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. È un fiume ininterrotto e sommesso di amici, intellettuali, esponenti del mondo della politica, del cinema, della televisione, dell’arte, del teatro a rendere così omaggio e l’estremo saluto allo scrittore e critico scomparso all’alba di ieri in una clinica romana, dove era stato ricoverato per una emorragia cerebrale. 

Siciliano, ammalato da tempo e sottoposto a dialisi, è stato assistito fino all’ultimo dalla moglie Flaminia Petrucci e dal figlio Francesco, attore teatrale e televisivo, raggiunti dall’altro figlio, il pittore Bernardo, che vive a New York. 

La doppia anima di Siciliano - intellettuale raffinato, ma capace anche di impegno politico militante - sembra aver messo d’accordo tutti, nel ricordo unanime che mette in luce, di volta in volta, sensibilità, onestà intellettuale e soprattutto il vuoto che lo scrittore, nato il 27 maggio 1934 a Roma ma di origini calabresi, ha lasciato. 

Il primo a entrare nella Sala della Protomoteca, seguito dal segretario Ds Piero Fassino, è stato il sindaco di Roma Walter Veltroni, che oggi alle 11 pronuncerà l’elogio funebre con Alfredo Reichlin, Giorgio Van Straten e Marco Defiati, prima dei funerali di Siciliano previsti nella chiesa degli Artisti a piazza del Popolo: «Era una persona a me molto cara, sensibile, colta, di una eleganza particolare», sottolinea Veltroni. Gli fa eco il ministro egli Esteri Massimo D’Alema: «Una grave perdita, era sempre attento e disponibile a comprendere le ragioni degli altri». Per la poetessa Maria Luisa Spaziani «era un intellettuale aperto all’Europa, in tempi in cui pochi lo erano», mentre il regista Bernardo Bertolucci, seduto in silenzio per un’ora accanto alla salma dell’amico conosciuto a 18 anni, definisce la sua passione per la cultura «trascinante e contagiosa, soprattutto per tanti giovani di qualità». Concordi altri cineasti: Marco Tullio Giordana («Dava il suo sapere ai giovani, amava scoprire talenti, era l’ultimo dei maestri»), Mimmo Calopresti, Francesco Rosi. E mentre si infittiscono i messaggi di cordoglio (dal Capo dello Stato ai presidenti di Camera e Senato Fausto Bertinotti e Franco Marini, dal vicepremier Francesco Rutelli a vari ministri, all’attuale presidente Rai, Claudio Petruccioli), sono in tanti ad avvicendarsi nella camera ardente per l’addio all’amico: Giosetta Fioroni, Serena Dandini, Alberto Arbasino, Carlo Freccero, Furio Colombo, Elisabetta Rasy, il gruppo dei più giovani (Eraldo Affinati, Edoardo Albinati, Lorenzo Pavolini, Luca Archibugi). Arrivano, tra tanti altri, anche Lucrezia Lante della Rovere e la madre Marina Ripa di Meana, il musicista Alessio Vlad e il sovrintendente del Polo museale romano Claudio Strinati, ex dirigenti Rai (Roberta Carlotto, Fabio Borrelli, Giovanni Salvi), l’economista Giorgio Ruffolo, molti politici. Elogiando lo spessore della sua versatilità Vittorio Sgarbi così tratteggia Siciliano: «Era un critico gentile, uno scrittore devoto agli scrittori, nella rara condizione di non sentirsi in competizione». 

 


Morto a Roma Enzo Siciliano, di Donatella Trotta
 

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