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La scomparsa di Enzo Siciliano È morto a Roma
Enzo Siciliano
9 giugno 2006 È
morto questa mattina all'alba, nella clinica romana Villa Mafalda, lo scrittore
e critico d'arte e del costume Enzo Siciliano. Aveva 72 anni.
Ieri, la notizia dell'aggravarsi delle condizioni dello scrittore si era sparsa tra gli invitati alla serata di presentazione dei finalisti del Premio Strega raggelando il clima di festa. Enzo Siciliano stava male da tempo ed era sottoposto a dialisi. Sembra che a provocare il decesso siano state le conseguenze dell'emorragia cerebrale che l'aveva colpito ieri pomeriggio. Con ogni probabilità l'emorragia cerebrale di ieri pomeriggio, arrivata senza che ci fossero stati segnali nelle ore precedenti, è in qualche modo legata a un analogo - ma di minore portata - episodio verificatosi sei, sette mesi fa e dal quale siciliano sembrava essersi del tutto ripreso. Tanto da proseguire nel suo lavoro di giornalista e scrittore. L'ex presidente Rai (fu a capo di viale Mazzini negli anni dal 1996 al 1998), era collaboratore della Repubblica e del settimanale L'espresso, e inoltre direttore della rivista Nuovi Argomenti. Nel suo ricco, e di elevato spessore, curriculum professionale anche la direzione dell'Enciclopedia Treccani del Cinema, un campo - quello della cinematografia - dove Siciliano era di sicuro un grande esperto. Ricopriva inoltre, tra le tante responsabilità che accompagnavano il suo lavoro quotidiano, la presidenza del Premio Viareggio. E il caso ha voluto che proprio questa mattina, alle 11, fosse in programma la sua partecipazione alla conferenza stampa di presentazione a Roma delle cinquine finaliste del Premio Viareggio Repaci. Intellettuale raffinato e grande conoscitore di musica classica, Siciliano è stato anche direttore del Gabinetto Viesseux di Firenze.
Della sua presidenza alla Rai si ricorda lo scontro con Michele Santoro (celebre la sua espressione "Michele chi?" che divenne titolo di un libro del giornalista). Tentò, fra l'altro, l'esperimento della lirica in prima serata, trasmettendo il Macbeth che apriva la stagione della Scala (è stato anche il periodo in cui la Rai ha trasmesso con maggiore frequenza i film di Pier Paolo Pasolini, a.m.). Complessivamente, furono diciotto mesi tutti in salita, tra difficoltà di rapporti all'interno e all'esterno dell'azienda Rai, in particolare col mondo della politica (continui gli scontri con l'allora presidente della Commissione di Vigilanza Francesco Storace), defezioni illustri (da Santoro a Baudo a Arbore) e crisi degli ascolti. Come disse Siciliano in un'intervista rilasciata in occasione del suo settantesimo compleanno, "accettai la Rai per amor di patria: mi chiamò il presidente della Camera e non seppi dir di no, ma non mancarono gli attacchi, specie dai giornali amici. Si ricominciò con la storia delle terrazze romane. Ma io ho soltanto un balconcino". La camera ardente per Enzo Siciliano, allestita nella sala della Protomoteca, in Campidoglio a Roma, sarà aperta dalle ore 15 alle 20 di venerdì e dalle 8 alle 11,30 di sabato, quando sono previsti i ricordi di Walter Veltroni, Alfredo Richelin, Giorgio Van Straten e Marco Defiat.
Il Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano ha inviato alla Famiglia Siciliano un messaggio di cordoglio
per la scomparsa dell'intellettuale. "Ho preso con profonda e commossa
tristezza la notizia della scomparsa di Enzo Siciliano cui mi legava una
lunga e affettuosa consuetudine personale e un'intensa amicizia, costruita
e coltivata dalla condivisione di passioni ideali e suggestioni culturali.
Raffinato intellettuale, scrittore e giornalista, musicologo, critico d'arte
e del costume, Enzo Siciliano è stato Presidente della Rai e Direttore
del Gabinetto Viesseux: esperienze prestigiose che hanno contribuito ad
aprire al grande pubblico il nostro straordinario patrimonio culturale.
Con le Sue radici romane, della Roma di Alberto Moravia, di Pier Paolo
Pasolini e di Elsa Morante, cui era profondamente legato, Enzo Siciliano
ha partecipato da protagonista a quel laboratorio di idee che ha segnato,
con una qualità riconosciuta in Europa e nel mondo, la vita artistica
e letteraria del nostro paese. Con sguardo critico e con uno stile narrativo
lucido e incisivo ha raccontato i fermenti di una Italia che cambiava e
le trasformazioni di una stagione politica e civile alla ricerca di nuovi
orizzonti e nuove prospettive. Insieme con mia moglie Clio pertecipiamo
al lutto che colpisce la cultura italiana e siamo vicini ai familiari con
sentimenti di affetto e solidale cordoglio".
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