In memoria di Enzo Siciliano
 


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"Pagine corsare"
La scomparsa di Enzo Siciliano

Enzo Siciliano: profilo di un intellettuale
dsonline.it, 9 giugno 2006

Critico letterario, saggista e narratore, Enzo Siciliano è nato a Roma il 27 maggio 1934. Amico di Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Siciliano è stato, a partire dagli anni '70, uno dei protagonisti della vita letteraria di Roma e d'Italia. Direttore della rivista “Nuovi argomenti” insieme a Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Attilio Bertolucci e Leonardo Sciascia, Siciliano ha continuato la condirezione con Arnaldo Colasanti, Furio Colombo, Raffaele La Capria e Dacia Maraini. 

Il suo esordio narrativo risale al 1963 con Racconti ambigui, a cui segue nel 1966 il romanzo La coppia, da cui ha anche tratto una versione cinematografica con la sua regia, presentata al Festival di Venezia nel 1969. Nel 1971 escono i racconti dal titolo Dietro di me. Sin dall'inizio la scrittura “creativa” di Siciliano s'intreccia strettamente con la sua riflessione critica, tanto da rendere spesso difficile una precisa distinzione tra il narratore e il saggista. 

Dal suo impegno come critico sono nati saggi come Prima della poesia (1965) e Autobiografia letteraria (1970): una nuova forma saggistico-narrativa in cui si sovrappongono i piani della biografia e della letteratura di uno scrittore fino a divenire un suggestivo e originale diario letterario. L'arte narrativa ritorna nel 1973 con Rosa pazza e disperata e con La notte matrigna (1975). 

Nel 1977 Siciliano dedica un volume al musicista Puccini, attraverso una moderna e documentata lettura di fonti inedite come le sue lettere. Ancora sulla base di testi inediti è la sua Vita di Pasolini del 1978, un modo per ricordare l'amico scomparso e dare uno spaccato della vita italiana dagli anni '50 agli anni '70. 

Nel 1980 Siciliano pubblica il romanzo La principessa e l'antiquario, che l'anno seguente vince il Premio Viareggio. È poi la volta di Diamante (1984), Cuore e fantasmi (1990), Carta blu (1992) e Ondina di Acqualoreto. Nel 1986 Siciliano pubblica il primo volume dell'antologia (in tre volumi) La letteratura italiana (da Francesco D'Assisi a Ludovico Ariosto). 

Intensa anche l'attività teatrale specie negli anni '60; si segnalano, tra gli altri, Tazza (1966), Due atti in forma di chiave, La mamma com'è e La tempesta del 1967. Seguono poi Vita e morte di Cola di Rienzo (1973), Tournée (1984), La guerra di Carnevale e Quaresima (1985), La parola tagliata in bocca (1985), Concerto per Medea (1985), Jacopone (1986), La vittima (1986), La casa scoppiata (1987), Singoli (1989), Cielo altissimo e confuso e Atlantico del 1991, Ciano: cella 27 (1993) (da cui è stata tratta un'opera teatrale che ha debuttato ieri a Torino per la regia di Marco Tullio Giordana), Scuola romana (1994), I bei momenti (1997). 

Dal 1994 al 1995 ha collaborato con la casa editrice Giunti, dirigendo la collana “Novecento italiano”. Nel 1996 Siciliano è stato nominato, a sorpresa, presidente della Rai, dove è rimasto un anno e mezzo, fino al gennaio '98. Nella sua gestione, Siciliano si è scontrato con Michele Santoro (celebre la sua espressione 'Miche chi?' divenuta titolo di un libro del giornalista) e ha tentato, fra l'altro, l'esperimento della lirica in prima serata, trasmettendo il Macbeth dell'apertura della stagione della Scala. 

Sono stati, complessivamente, 18 mesi tutti in salita, tra difficoltà di rapporti all'interno e all'esterno dell'azienda Rai, in particolare col mondo della politica (continui gli scontri con l'allora presidente della Commissione di Vigilanza, Francesco Storace), defezioni illustri (da Baudo ad Arbore) e crisi degli ascolti. 

Dal 2000 ha diretto l'Enciclopedia Treccani del Cinema e, dal febbraio 2004, è stato presidente della Commissione scientifica delle Scuderie del Quirinale e presidente del Premio Viareggio. Intellettuale raffinato e grande conoscitore di musica classica (curava sul tema una rubrica per il Venerdì di Repubblica), Siciliano è stato direttore del Gabinetto Viesseux di Firenze e della nuova serie della rivista quadrimestrale pubblicata dall'istituto, “l'Antologia Viesseux”. 

Siciliano era anche giornalista. Tra le collaborazioni a quotidiani e periodici si segnalano: "Paragone”, “Tuttolibri”, “Il Tempo”, “Il Corriere della Sera”, “l'Unità”, l’“Espresso” (dove ereditò la rubrica di critica cinematografica da Moravia), “La Repubblica” e il supplemento “Il venerdì”. 

 


Enzo Siciliano: profilo di un intellettuale, dsonline.it, 9 giugno 2006
 

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