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La scomparsa di Enzo Siciliano Addio a Enzo Siciliano
Lo scrittore è deceduto stamattina intorno alle 7.30 a Villa Mafalda a Roma dove era stato ricoverato ieri pomeriggio a causa di una vasta emorragia cerebrale che i medici avevano subito giudicato "non operabile". Con ogni probabilità, nelle prossime ore sarà allestita una camera ardente in Campidoglio. Nato a Roma nel 1934, amico
di Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Siciliano è
stato, dagli anni '70 uno dei protagonisti della vita letteraria di Roma
e d'Italia. Critico d'arte e del costume, è stato direttore di Nuovi
Argomenti e collaboratore de 'l'Unità, l'Espresso (dove ereditò
la rubrica di critica cinematografica da Moravia), la Repubblica e del
supplemento Il venerdì.
Nel 1996 Siciliano fu nominato,a sorpresa, presidente della Rai, dove rimase un anno e mezzo, fino al gennaio '98. Con lui, l'8 luglio, vennero nominati Fiorenza Mursia, Federica Olivares, Liliana Cavani e Michele Scudiero. Direttore generale dell' epoca era Franco Iseppi. Nella sua gestione, Siciliano si scontrò con Michele Santoro (celebre la sua espressione 'Miche chi?' che divenne titolo di un libro del giornalista) e tentò, fra l'altro, l'esperimento della lirica in prima serata, trasmettendo il Macbeth che apriva la stagione della Scala. Furono, complessivamente, diciotto mesi tutti in salita, tra difficoltà di rapporti all' interno e all' esterno dell'azienda Rai, in particolare col mondo della politica (continui gli scontri con l'allora presidente della Commissione di Vigilanza, Francesco Storace), defezioni illustri (da Santoro a Baudo a Arbore) e crisi degli ascolti. Intellettuale raffinato e grande conoscitore di musica classica (curava sul tema una rubrica per il Venerdì, che nel numero in edicola oggi ospita una sua recensione di un album dedicato al compositore Giacinto Scelsi), Siciliano è stato anche direttore del Gabinetto Viesseux di Firenze.
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