|
|
|
Teatro Pasolini a Corviale
Gianluca Bottoni ha inviato a "Pagine corsare" un comunicato e le foto di una bellissima serata a Corviale, scrivendo: «Corviale è un quartiere periferico di Roma che nasceva quando Pasolini moriva, edificando quel mostro che ancora oggi viene chiamato "serpentone" dove trovarono alloggio in condizioni disumanizzanti molti romani.(a riprova del fatto che come diceva Pasolini "sviluppo e progresso non vanno sempre di pari passo e non sono sinonimi")». E aggiunge: «La serata ha visto riadattato in forma acustica (con un pianoforte) lo spettacolo già presentato la scorsa estate su "La religione del mio tempo" che in questo caso è diventato "Pianoforte Per Pasolini". La biblioteca di Corviale magicamente si è riempita di gente... e insomma avere tutto quel pubblico e a quell'ora di domenica sera, per ascoltare un Pasolini in versi... beh, per noi è proprio una gran cosa che vorremmo far sapere...»
Municipio XV Arvalia-Portuense - G.B.Studio P.ianoforte P.er P.asolini
RELIGIONI DEL NOSTRO TEMPO
A cura di Gianluca Bottoni.
Domenica 25 novembre 2007,
ore 21.3O
Lo spettacolo ri-adattato per l’occasione locale, con musiche eseguite al pianoforte dal vivo e col nuovo titolo di P.IANOFORTE P.ER P.ASOLINI (Religioni del nostro tempo), rievoca attraverso le poesie di Pasolini le tappe in cui si dipanano i canoni sociali e estetici che dai tempi di una bellezza senza tempo come quello degli affreschi di Piero della Francesca (proprio ad Arezzo lo spettacolo aveva debuttato la scorsa estate), prende le distanze dalla semplicità campestre (le nostre repliche sono proseguite nell’alto Lazio a Soriano nel Cimino) per alienarsi nei format omologanti della società consumistica già dagli anni in cui il poeta friulano ci lasciava e che paradossalmente sono gli stessi in cui nasceva Corviale. Il pianoforte è diventato essenziale nel momento in cui abbiamo sentito la musica trarci in salvo laddove le immagini che proiettavamo non potevano più di tanto di fronte alle forme di uno sfrenato consumismo. Non a caso abbiamo collocato la replica nella giornata del non acquisto che commemora le vittime delle politiche orientate alla massimizzazione dei consumi: dalle popolazioni del Sud del mondo deboli di fronte alla globalizzazione dei mercati, all'ambiente deturpato da rifiuti e inquinamento, alla colonizzazione dell'immaginario a opera di pubblicitari che propongono modelli di vita irrealizzabili per la maggior parte della popolazione del mondo. Associazione culturale G.B.STUDIO
|
. |
|
|
|