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Teatro SCARTAFACCIO, LITURGIE
PASOLINIANE
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IL PROGRAMMA COMPLETO DEL FESTIVAL PIER PAOLO PASOLINI
* * * PERSONAGGI e INTERPRETI Pier Paolo Pasolini, FEDERICO
FRIGNANI
SAX TENORE, MARIO BIONDI Il mimo, il giullare,
il clown bianco, LUIGI PUCA
REGIA
Induzione di ancoraggi percettivi,
FILIPPO TUZIO
* * *
SCARTAFACCIO,
Liturgie pasoliniane
I STAZIONE:
DON NICOLA, MARKUS Penombra con luce bianca e ghiaccia, odore di incenso che si sprigiona da un incensiere che volteggia sulla testa degli spettatori come all'inaugurazione dell'anno liturgico nella cattedrale dedicata a San Jago de Compostela, San Giacomo - Jacobus - da Campostela nella città spagnola di Santiago, in Galizia. Cori gregoriani e, al centro della scena, una panca. Sulla sx del palco c'è don Nicola, scarpe da ginnastica quasi consunte, jeans, camicia nera e in contrasto, il clergyman, bianco naturalmente. Ha una stola color vinaccia da confessione e un breviario che ogni tanto, consulta. Don Nicola arresta l'oscillazione dell'incensiere. Si intuisce che sta attendendo qualcuno. Poco dopo dalla dx del palco entra un uomo, Markus, a testa bassa, è in completo azzurro scuro, camicia bianca e cravatta in tono. Appena si vedono, si vanno incontro. Don Nicola gli tende la mano sorridendo… Markus è indeciso
ma si avvicina;
Don Nicola lo consola mano sulla spalla. Buio e subito dopo: a crescere luce bianca e ghiaccia. Alcune note di canto gregoriano rimaste in sottofondo sfumano, si avverte ancora l'odore di incenso che si sprigiona dall'incensiere ormai bloccato. DON NICOLA: (Pacato) bentornato amico mio… scusami… abbiamo terminato giusto ora l'inaugurazione dell'anno liturgico del nostro santo patrono… San Jago de Compostela. Noi, monaci benedettini rispettiamo la tradizione e onoriamo l'antica leggenda del congiungimento delle anime dei morti ai raggi del sole per attraversare… l'oceano. (Poi, quasi assente)… qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomè… MARKUS: (Perso)… mah!… DON NICOLA: Non dire nulla,
è già molto che tu sia qui, ora.
MARKUS: …Nicola, scusa il mio imbarazzo... mah... DON NICOLA: Non preoccuparti questo è il luogo più sicuro del mondo. Le pareti come vedi, sono di roccia! MARKUS: Grazie. Sai, ho dimenticato
ogni vecchia incomprensione. Spero solo che il tuo impegno religioso, perdoni
anche le mie leggerezze.
DON NICOLA: Markus, tu stai parlando di cose passate, di istinti assopiti… Io non ricordo ciò che è degno d'essere scordato. La tua giovane immagine bella di un tempo, si è trasformata certo… ma i tuoi occhi specchiano ancora la luce del sole. Abbi fede. MARKUS: Amico mio, una sola tua parola vale più del bacio della persona che si ama. Il tempo… il tempo è passato, ma quei miei sentimenti sono tornati più prepotenti di prima, ed io mi sto distruggendo… DON NICOLA: Non in questo modo. Devi badare alla tua condotta. Saresti più forte e più sicuro di te stesso se avessi il coraggio di parlare onestamente… a tua moglie, a tuo figlio! MARKUS: Non ora! Non sono pronto, non me la sento! Sii indulgente. La mia coscienza non è tranquilla. Ti sto chiedendo un'assoluzione per continuare a vivere accanto alla mia donna… DON NICOLA: Che cosa intendi dire? MARKUS: Ti sto chiedendo un aiuto fraterno… di comprensione. I vincoli familiari mi stanno soffocando e mettono a dura prova il nostro rapporto. DON NICOLA: Sei sempre stato un cavallo brado… correvi libero per la tua strada d'artista, ma poi ti sei lasciato imbrigliare. Il meglio è nemico del bene. Non ti lascerò al tuo destino... MARKUS: L'altra sera, mentre portavo in villa il cane, un giovane con un sol sguardo fisso, ha risvegliato quei turbamenti… DON NICOLA: Mio Dio, cosa
sarà mai successo!? E' stato solo uno sguardo!
MARKUS: L'ho rivisto invece,…
era con la ragazza.
DON NICOLA: No! No! Per l’amor
del cielo, no! (accenna ad una benedizione)
MARKUS: Certo. È un quartiere affascinante… (abbozza un sorriso) ci crescono perfino… i fiori del male! Sai, adesso l’unico respiro che trovo è nelle letture di Pasolini, danno sfogo alla mia anima,… ossigeno alla mia esistenza. DON NICOLA: Sono quei corpi
senza anima… nelle tenebre, descritti in ragazzi di vita e in una vita
violenta, e tutti quei corpi… giovani, scolpiti… che ti turbano?
BUIO.
II STAZIONE:
RAGAZZO di VITA, RAGAZZA di VITA (come Anna Magnani in Mamma Roma), MARKUS Luce diffusa sul palco,
con sfumature arancio-rosate-azzurre.
RAGAZZO: (Tenendo, all'inizio, per la camicetta la ragazza) tu, a da stà co me! Li devi da lascià perde sti mocciosetti… devi da fa quello che te dico io! Te lo voi mette in testa! RAGAZZA: (Dimenandosi e poi, col muso) ma si nun te la pianti… vedi dove te lo metto! Si libera. RAGAZZO: (Andandole dietro e sempre più infuriato)…a matta! Ma te la voi piantà? Arriva Markus e si frappone tra i due: prende per un braccio la ragazza. RAGAZZA: (A Markus)… aòh, mo te ce metti pure te in mezzo? (Liberando il suo braccio)… e lassame perde, impiccete de le cornaccia tue! Che me le so sbrigà da sola le cose mie… MARKUS: Ma che ti succede…
RAGAZZA: Mo sé messo in testa che nun devo da vedè l'amichi mia… m'ha sequestrata! Ho da esse la sua bajadera! RAGAZZO: A dottò, questa è matta… ne dice de cazzate… (poi rivolto alla ragazza)… dimme un po', a bella! Ma te puzza avé quarche sordo de più in saccoccia? E allora statte bona, viè co' me! Co' quello che te do te faccio ride pe' na settimana. RAGAZZA: Ma dove me voi portà? RAGAZZO: Te porto da Frustone. RAGAZZA: Fino a Fiumicino? RAGAZZO: E mica è in America! RAGAZZA: Ma che me fai fa da Frustone? RAGAZZO: E annamo! Co la moto ce mettemo dieci minuti! Markus osserva il ragazzotto con interesse. La ragazza si sta allontanando masticando una gomma che si è messa in bocca dopo la litigata e, allontanandosi, si sistema la gonna e si tira su il seno. RAGAZZO: (Il ragazzo sorpreso che Markus lo sta guardando) a dottò, che jè dicevo, questa è matta! Nun je piaceno li sordi!… (ora è il ragazzo che osserva l'uomo, poi all'improvviso)… ma tu… quanto me dai? MARKUS: Mah… (preso in contropiede e deglutendo)… ma che sai fare? RAGAZZO: Tutto… tutto quello che te piace! MARKUS: Ma… dove? Io non ospito. RAGAZZO: Sei sposato? MARKUS: Si… RAGAZZO: In maghina… ce l’avrai na maghina!? Markus resta allibito dalla sfrontatezza cinica di quel ragazzo. BUIO. Palco vuoto, buio, attraversato solo da luce azzurrognola di taglio. (QUESTA POESIA SARÀ LETTA DALL'ATTORE CHE INTERPRETA Pier Paolo seduto sul bordo centrale del proscenio: poesia che denuncia la sua omosessualità).
BUIO.
III STAZIONE:
Pier Paolo Pasolini viene
condannato per lo scandalo dell'uscita del libro Ragazzi di Vita,
ha la prima caduta letteraria con il divieto di diffusione per offesa al
pubblico senso del pudore.
MIMO, RAGAZZO di VITA, MARKUS Un faretto con luce arancio-rossa inquadra il fondo palco dove è la chaise-longue. Sdraiato si riconosce Markus che sta riposando e ogni tanto si muove nel sonno. Le fantasie erotiche di Markus si concretizzano in sogni animati, dove i gesti mimici e la danza intorno al ragazzo di vita con jeans strappati e rigonfi, camicetta aperta e nudità adolescenziali, evidenziano la floridezza della vita. Markus si identifica nel mimo fallicoforme, come i bronzetti pompeiani in onore a Priapo. Il movimento crea confusioni esistenziali, tutta la scena è accompagnata da suoni antichi, da siringhe di Pan, da suoni vari di strumenti etnici. MARKUS nel sogno ha questa visione: è una visione di condanna; viene condannato da sua moglie. I personaggi seguenti sono gli incubi di Markus: MARKUS, LA MOGLIE, IL BULLO/IL MARITO, IL RAGAZZO DI VITA/IL FIGLIO Lo spot di luce arancione-rossastra, illumina la chaise-longue dove è sdraiato Markus; è vestito, si è solo assopito. I tre personaggi, quasi come fantasmi, illuminati da una luce ghiaccia, e con tre veli chiari, leggeri, che dalla testa coprono il torso, gli parlano; sono i rimorsi della sua coscienza, i suoi incubi: LA MOGLIE: (Con voce nuvola e prolungata) la mia bellezza è la mia cultura. Ti ho amato… perché hai il fascino dell'intellettuale. Ero consapevole che molte persone si sarebbero potute innamorare di te… (poi con riso isterico) ma sono gelosa, si, gelosa, gelosa di te!!! (Poi si acquieta) hai distrutto la mia esistenza… (poi urla)… mi fai schifo! (Poi cambia voce e diventa l'amica, con voce aria vorticosa, ironicamente sorridente)…sono, uhm!… Faccio l'attrice, cioè vorrei fare l'attrice… ma anche la segretaria, la suggeritrice, la commessa, la spia, la viscida spia, si! Lo dirò… lo dirò a tua moglie! Cazzaro, ma che dico… sei un frocio! (Esce correndo). IL BULLO: (Con voce fuoco
e scoppiettante, velato di sordida cattiveria) ma che cazzo volevi
da me eh…. dimme… che cazzo volevi…
(Esce correndo). RAGAZZO di VITA: (Con
voce terra, sasso, cupa) a dottò… allora?…
(Esce correndo). BUIO. Musica. Ritorna la luce di prima e entra la famiglia borghese. Questi personaggi, in questa scena senza veli in testa, sono gli incubi di Markus, sono sue proiezioni psicologiche e le battute saranno recitate in sovrapposizione le une con le altre: LA MOGLIE, IL MARITO, IL FIGLIO IL MARITO: Amore mio, farfallina cara, perché sei sempre così chiusa, così depressa? Non dirmi che ha a che fare con la mancata pubblicazione… LA MOGLIE: (Come un'erinni)
Che stai dicendo!?
IL MARITO: Ma mi spieghi
se sto a casa, chi ti paga le bollette, le multe, il tuo shopping… gli
studi di nostro figlio… Il mio lavoro ci fa campare tutti, capito?!
IL FIGLIO: Papà la
moto si è rotta e questa sera devo uscire, mi hanno chiesto duecento
euro per la moto, ma questa sera mi servono…
IL MARITO: (Ha un'espressione da interdetto)… LA MOGLIE: Che ti sei sposato
a fare se non puoi neanche sostenere queste spese!
IL MARITO: Non mi sono mai
considerato un investimento… per nessuno…
BUIO. Queste battute, recitate in sovrapposizione, debbono creare confusione, caos. Markus è sempre seduto sulla chaise-longue. Luce arancio-rossa solo sulla chaise-longue dove c'è Markus. Di scatto, come in preda ad un orrendo incubo, si stringe la testa tra le mani… MARKUS: (Con un urlo bestiale) bastaaaaa!!! BUIO.
IV STAZIONE:
VENGONO PROIETTATE ALCUNE DIAPOSITIVE DEI QUADRI DI MAFAI E MORANDI In un presupposto incontro immaginario Pier Paolo Pasolini incontra la madre per confessargli la sua omosessualità, dichiarandole il suo amore per lei. PIER PAOLO, SUSANNA Due spot a occhio di bue, circondano di luce azzurra i due personaggi, in piedi, uno a dx e l'altro a sx del palco. I loro sguardi sono dritti in platea e mai si incontreranno. Prima si accende uno spot, poi l'altro… quindi rimarranno accesi fino alla fine. PIER PAOLO: Ho 25 anni… il
mio aspetto continua ad essere quello di un adolescente... Se la mia eterna
adolescenza è una malattia, è certo una malattia molto bella…
SUSANNA: Lui era il più
piccolo, il mio Guido, era tutto per me.
PIER PAOLO: Tu sei la sola
al mondo che sa, del mio cuore,
SUSANNA: Il dolore, il mio dolore di madre non mi ha mai concesso un pensiero per vostro padre… che mi amava, lo so! Mi desiderava …come non mai. Figlio mio, figlio mio adorato, ti amo, stammi vicino. PIER PAOLO: Ti devo dire
ciò che è orrendo conoscere:
SUSANNA: E la notte in giro… come… come un gattaccio in cerca d'amore… PIER PAOLO: Sei insostituibile. Per questo è dannata alla solitudine la vita che mi hai data. SUSANNA: Nella tua stanza
ho trovato uno scritto che parla di me:… (prende dalla tasca un foglietto
e legge)… una luce, una luce di bene… è questa luce che mi redime
il troppo amore nella disperazione…..
PIER PAOLO: E non voglio
esser solo. Ho un'infinita fame d'amore,
SUSANNA: Di notte andavi verso il mare con Federico, andavi per l'oscura galleria dei viali della pineta di Torvajanica la notte, al confine della città, battuta dalle anime perdute, sporchi crocefissi senza spine… PIER PAOLO: Ho passato l'infanzia
schiavo di questo senso alto, irrimediabile, di un impegno immenso. Era
l'unico modo per sentire la vita,
SUSANNA: Sto male… il dolore per tutto, mi annienta. Questa notte ho avuto un sogno: osservavi il tuo corpo… massacrato. L'osservavi, col sereno coraggio d'uno scienziato. Eppure, sembrava che provavi odio, e invece scrivevi dei versi pieni di puntuale amore. Ti amo figlio, figlio mio! PIER PAOLO: Sopravviviamo:
ed è la confusione, di una vita rinata fuori dalla ragione. Ti supplico,
ah, ti supplico: non voler morire.
BUIO. IL CLOWN BIANCO Spot di luci azzurre-ghiacce e psichedeliche. Fumi cinematografici. Il clown bianco con una maschera da commedia dell'arte, possibilmente la maschera bianca neutra, è solo con i suoi movimenti da guitto. In testa ha un cappello da saltimbanco ed è avvolto da un mantello bianco. In questo modo ricorda una crisalide che, allo schiudersi, avrà un'altra identità. La sua danza ricorda un ballo medioevale. L'azione mimica deve far intuire che da un unico corpo si dipana un'altra esistenza: è lo sdoppiamento di Pier Paolo con la madre… poi, a concludere, si fonde nell'anima della madre… e il clown bianco non avrà più né la maschera né il mantello bianco. BUIO.
V STAZIONE:
Markus si identifica con le problematiche di Pier Paolo Pasolini e si investe di quelle problematiche, si carica delle problematiche dell'esistenza di Pier Paolo in un processo di identificazione. PIER PAOLO Alcune note di Mozart e poi Beethoven accompagneranno l'apparizione del giovane Pier Paolo Pasolini. A palco buio, due spots azzurri, dall'alto e dal basso, illuminano: Il giovane Pier Paolo è in piedi, dietro a lui c’ è la panca, ha una camicia bianca e una cravatta nera, con pantaloni anni '40 neri. Prende, molto lentamente, dal taschino della camicia i suoi occhiali con montatura nera e l'inforca. Poi, si siede sulla panca. BUIO. MARKUS, PIER PAOLO Una luce arancio disegna in terra un sentiero. Markus sta passeggiando da solo con un libro in mano, sta leggendo "Il glicine". Questa poesia sarà letta a due voci con Pier Paolo, che apparirà sempre "avvolto" da una luce trascendente tendente al ghiaccio assoluto. MARKUS: Eccolo, era morto?La luce su Markus sfuma e dal centro scena appare, illuminato da luce azzurra… PIER PAOLO: …Io ero morto,La luce azzurra si fonde con la luce ghiaccia. PIER PAOLO: …Com'è dolce questa tinta del cadavereBuio su Pier Paolo e la luce arancio-rossa evidenzia… MARKUS: Maledetti i miei sensi,Spot di luce ghiaccia azzurrognola su… PIER PAOLO: Maledico i sensi di quei vivi,Spot di luce arancio-rossa su… MARKUS: Maledico quei cuori, che tanto amo,BUIO. VI STAZIONE:
VENGONO PROIETTATE ALCUNE DIAPOSITIVE DEI QUADRI DI GUTTUSO E ROSAI Chi meglio della madre Susanna può consolarlo, in un momento così tragico della famiglia Pasolini: la morte del fratello Guido… SUSANNA A palco buio, un controluce, spots azzurri, dall'alto e dal basso illuminano la madre del poeta, seduta ad un tavolino-scrittoio mentre è intenta a scrivere al figlio. SUSANNA: (È intenta
a scrivere a voce alta)… febbraio… dolcissimo Pier Paolo, ho ancora
negli occhi il giorno che accompagnasti tuo fratello Guido alla stazione.
Partiva come comunista, e nel libro scavato nascondeva la pistola di papà.
BUIO.
VII STAZIONE:
È il crollo, la caduta della sua esistenza, dei suoi valori. PIER PAOLO
Un faretto con luce ghiaccio-azzurra, inquadra il fondo palco dove è la chaise-longue. Sdraiato si riconosce Pier Paolo nudo. Di scatto, ansimando e sudato, come in preda ad un orrendo incubo, si mette seduto e si stringe la testa tra le mani. PIER PAOLO: (Angoscia
disperata, urlata) No, no! Non ce la faccio più!
BUIO.
VIII STAZIONE:
PIER PAOLO, MARKUS PIER PAOLO: Non potevo amare…
di quell'amore che trascende l'essere e riempie l'anima. Ma nel contempo
ero affamato d'amore.
MARKUS: Avrei potuto amarla…
di quell'amore che trascende l'essere e riempie l'anima. Ma non sono per
una vita monotona, non mi dà nulla… solo morte: morte dell'anima.
PIER PAOLO: Quando scrivo è per difendermi e lottare, compromettendomi, rinunciando a ogni antica mia dignità: appare così, indifeso quel mio cuore elegiaco di cui ho vergogna, e stanca e vitale riflette la mia lingua una fantasia di figlio, che non sarà mai padre… MARKUS: Questo essere sbattuto fuori di casa, questo dover andar via… mi ha fatto perdere la compagnia di poeti dalle facce nude, aride, di divine capre… con le fronti dure dei padri padani, nelle cui magre file contano soltanto le pure relazioni di passione e pensiero… trascinato via… dalle nostre meschine vicende. PIER PAOLO: Eppure a volte,
mi sembra che nulla abbia la stupenda purezza di questo sentimento. Meglio
la morte che rinunciarvi!
MARKUS: L'amore, i sentimenti
d'amore…
“Pier Paolo… che in forma di glicineBUIO. II GONG IL GIULLARE Sul palco si compie un corteo funebre e surreale (la bara sembra precedere la sfilata ma non si vede): tutti i personaggi vi partecipano ad esclusione di Pier Paolo e Markus. Il giullare con in testa il cappello con i buboli, gira intorno ai personaggi del corteo che avranno i veli neri sulla testa, disegna degli otto col suo movimento, ha toni e espressioni canzonatorie (e comiche) riguardo alla situazione. Ha in mano il bastone colorato, col teschio cappelluto con i campanelli. I tre personaggi sono preceduti da un suonatore di sax-tenore che accorda note dixy. IL GIULLARE: Eccoci, signori eccoci! Piangete su piangete… o ridete se questo vi fa… piangere! Due son le mani, due son i piedi, ma come l'avete ridotto, né mani e né piedi ci sono… (risata sguaiata) Ahhhh, ahhhhh, ahhhhh, Uhhhahhhh, uhhhahhh, uhhhahhhhhh!… Io non son stato, ma tu sei stato. Se lo Stato è stato, io non son stato… (poi, con posizione giullaresca)… ma allora… chi è stato?… Una macchina ho portato a riparar, ma il mio nome (sospensione)… nessun lo sa…Uhahhh ah ah ah ahhhhhh! Ed ora, (con voce dimessa)… piangete… che a Casarsa dobbiamo andar… La processione esce. BUIO.
IX STAZIONE:
PIER PAOLO, MARKUS Due spot a occhio di bue, circondano di luce azzurra Pier Paolo e arancio-rossa Markus. I due personaggi, in piedi, uno a dx e l'altro a sx del palco. I loro sguardi sono dritti in platea e mai si incontreranno. Questa battuta sarà letta dall'attore che interpreta Pier Paolo, seduto sul bordo di destra del palco: PIER PAOLO: E io qui, con questa scheggia immateriale(Spot di luce arancio-rossa su…) MARKUS: Ma è ridicolo, non posso straziarmi qui
PIER PAOLO: E ora, per un misero glicineBUIO. X STAZIONE:
Stessa illuminazione della scena precedente. LA MOGLIE La donna nell'appartamento, trova un foglietto piegato in terra; è uno scritto del marito, forse gli è caduto dalla tasca e non se ne è accorto. LA MOGLIE: (Raccogliendo
il foglietto) ma che cosa è?… (poi leggendolo)… hanno voluto
mettere a nudo la mia realtà, i miei sogni… Dicono che in questo
modo è possibile perdermi, farmi dimenticare! Ma chi è che
mi perde?
La donna esce di scena muovendo la testa in segno di disapprovazione. Poi entra il figlio con il cellulare nella mano sx e nella dx un legnetto di liquirizia. Vedendo il foglio in terra, lo raccoglie: IL FIGLIO: (a voce alta)… Ora non si getta più la carta nel sacco della mondezza, vero?… (mastica il legnetto di liquirizia Amarelli e poi legge il foglietto)… Hanno voluto mettere a nudo la mia realtà… (ironico sorride)… È quel cazzaro di mio padre… (mastica il legnetto di liquirizia Amarelli e poi fa il numero del cellulare del suo amico)... Ciao Daniel! Ma perché dicevi che ci aspettano in quattro se noi siamo due… No, ti dico no, non possooo no….mi dovresti venire a prendere… la moto è rotta, sfasciata, distrutta… certo che non glie l'ho detto come è ridotta… (mastica il legnetto di liquirizia Amarelli) … è che sto masticando un legnetto di liquirizia… No, quel cazzaro di mio padre non c'è; quello quando serve non c'è mai. Ha ragione mia madre, è meglio perderlo che acquistarlo quello! A che ora vieni? E no senti, s'è dimenticato di lasciarmi i soldi….. si, ok, ok li chiedo a lei, almeno quella sì che capisce! No, li compro io… Ma dai, e chi sono le altre due? Uhaw, non ci credo… tutte per noi? Una scatola può bastare?…. Ok, sensibili! Si dai, e poi al Blue Lagoon… Stasera cannoni! Ciao, t'aspetto… sbrigati! (ripone il cellulare in tasca e poi legge il foglietto)… Povera vita mai certa… (appallottola il foglietto nella mano)… Che cazzate!… (lo getta violentemente in terra e poi continua a masticare il legnetto di liquirizia Amarelli) BUIO.
XI STAZIONE:
PIER PAOLO, MARKUS Luce ghiaccia azzurrognola a spot su un ipotetico punto, come a illuminare l'assenza. Pier Paolo Pasolini, dichiarando la sua libertà di pensiero, di parola, di costumi firma la sua condanna a morte. Questa battuta sarà letta dall'attore che interpreta Pier Paolo, seduto sul bordo sx del palco: PIER PAOLO: L'amore, non
represso, che mi invade, l'amore di mia madre, non dà posto a ipocrisia
e viltà! Né ho ragione per essere diverso, non conosco il
vostro Dio, io sono ateo: prigione solo del mio amore, per il resto… libero,
in ogni mio giudizio, libero in ogni mia passione. Io sono un uomo libero!
Candido cibo della libertà è il pianto: ebbene, piangerò.
So che così dicendo firmo la mia condanna…
Dissolvenza: la luce da azzurrognola passa al ghiaccio quindi all'arancione e poi al rosso per illuminare la presenza di: MARKUS: Tu che brutale ritorni,
non ringiovanito,
BUIO.
XII STAZIONE:
Alcuni flash di agenzia sulla morte, o meglio, l'omicidio, di Pier Paolo Pasolini saranno pronunciati a più voci dagli attori che, vestiti di nero, si alternano. Luce diffusa azzurrognola tipo tubo catodico televisivo. VOCE MASCHILE - Massimo - : 2 novembre 1975, il poeta Pier Paolo Pasolini è morto in un tragico incidente all'idroscalo di Ostia… VOCE FEMMINILE - Tiziana - : Nella notte tra il 1° e il 2 novembre, lo scrittore Pier Paolo Pasolini è stato ucciso da un ragazzo di vita… VOCE MASCHILE - Massimo - : Il regista Pier Paolo Pasolini è stato ucciso da una banda di ragazzi di strada… VOCE FEMMINILE - Tiziana - : Pier Paolo Pasolini, autore di "Ragazzi di Vita" è stato ucciso da un complotto politico… VOCE MASCHILE - Massimo - : Pier Paolo Pasolini è stato ucciso. È accaduto stanotte a Ostia, a duecento metri dal mare. La scena del delitto è uno sterrato deserto su cui sorgono delle squallide casupole abusive, quasi baracche… DON NICOLA: Non siamo noi
che stabiliamo se un autore è immortale o è morto, è
il pubblico. E il pubblico legge Pasolini, dunque Pasolini è vivo.
Ho sentito, di Pasolini, una lettura che non dimenticherò mai. Sulla
sua tomba, a Casarsa. Quando penso a un autore amato dopo morto, mi viene
in mente quella lettura. Era il 2 novembre, Pasolini era morto da qualche
anno. Vado a trovarlo, è sepolto qui, non lontano da casa mia. La
sua tomba sta subito dopo il cancello del cimitero, a sinistra. Mi aggiro
per il cimitero (così contadino, pieno di fiori e di ramarri) quando
sento un vocìo segreto, un bisbiglìo: mi volto e vedo che
davanti alla tomba di Pier Paolo è seduto su uno sgabello un ragazzo
sui 25 anni, ha in mano un libro aperto… sta leggendo tutta intera la poesia
di Pasolini "Supplica a mia madre" quella in cui Pier Paolo esprime,
con insospettata chiarezza, l'origine della sua omosessualità, che
stava nel rapporto “sacro” col corpo della madre: il corpo della madre
era intoccabile, e per conseguenza ogni corpo femminile. Lì Pier
Paolo parlava per sé e per quelli come lui. Il ragazzo che leggeva,
leggeva per sé e per quelli come lui. La “durata” di un autore dipende
da questo: dalla capacità di quell'autore di “essere gli altri”.
Volete sapere perché oggi, soprattutto oggi, ai giovani di vent'anni
piace Pier Paolo? Perché scrivono le sue frasi nei diari, perché
leggono i suoi libri? Perché i genitori non hanno tempo per loro,
per spiegar loro niente della vita. E loro hanno bisogno di spiegazioni,
di idee, di provocazioni. Trovano tutto questo nelle parole di Pier Paolo.
Trovano la profondità del suo sguardo sulle cose, trovano la verità
della vita. Chiedetelo, chiedetelo ai ragazzi…
XIII STAZIONE:
MORAVIA: MARITO / IL REGISTA / LA MOGLIE / SUSANNA: Lettura da leggio di una parte della “ORAZIONE FUNEBRE” di Alberto Moravia a Pier Paolo Pasolini poi, l'altro attore va tra il pubblico per poi, alla fine dell'intreccio, tornare dietro le quinte. Il mimo è affianco al leggio, a terra, chiuso su se stesso, decisamente triste in uno stato di sconforto plausibile. MORAVIA: IL MARITO:
MORAVIA: IL REGISTA:
MORAVIA: LA MOGLIE:
MORAVIA: SUSANNA:
MORAVIA: IL REGISTA:
BUIO.
XIV STAZIONE:
MARKUS, SILVIO PARRELLO Due spots a occhio di bue, circondano, avvolgono, di luce i due personaggi, in piedi, uno a dx e l'altro a sx del palco. Luce azzurra su Silvio ; luce arancio rossa su Markus I loro sguardi sono dritti in platea e mai si incontreranno. Prima si accende uno spot, poi l'altro… quindi rimarranno accesi fino alla fine. Il cambiamento di vita e l'impegno politico metteranno "forse" un equilibrio al turbamento di Markus, che teatralmente sarà reso da una simbolica "stretta di mano". MARKUS: Per essere felici
basta desiderare con disperato ardore l'amore…e la verità?… E' solo
la pazienza che porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(pausa) La morte non èSpot di luce azzurro ghiaccia su: SILVIO PARRELLO: "I piloni"III GONG Fine. VEDI ANCHE:
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