"Pagine
corsare"
Teatro
Pasolini, un intellettuale
a teatro
Il
Suggeritore - Bollettino elettronico di Teatri
di Vita
Pasolini, un
intellettuale a teatro
Non era solo celebrazione:
dopo un 2005 ricco di convegni e libri per il trentennale, la produzione
editoriale su Pasolini non è cessata nel 2006, rilanciando anche
il suo intreccio con il teatro. Ecco i recenti contributi di Io vivo
nelle cose e Prove di drammaturgia, e un panorama delle pubblicazioni
degli ultimi mesi.
Il
2005 è stato il trentesimo anniversario della morte di Pier Paolo
Pasolini. Un anno zeppo di celebrazioni, convegni, incontri, manifestazioni,
rassegne e pubblicazioni. Qualcuno ha storto il naso. Come se ritornare
su un autore così potente come Pasolini fosse segno di moda... Il
trentennale ha solo moltiplicato per un anno ciò che in realtà
è presente da sempre, e cioè la necessità di un confronto
permanente con Pasolini, espressa da una società che vede ancor
oggi in lui quel lucido e scomodo pensatore e artista che, unico della
sua epoca, ha saputo leggere dentro le cose del suo e - questo è
il punto davvero sostanziale - del nostro tempo.
L'onda lunga del trentennale
è proseguita in questo 2006 agli sgoccioli. E proprio l'occasione
del trentunesimo anniversario del suo omicidio, avvenuto nel novembre del
1975, ci dà l'occasione di offrire una rapidissima panoramica fra
le principali pubblicazioni del 2005 e del 2006, a cominciare dalle due
uscite più recenti che riguardano, guarda caso, proprio il teatro.
È infatti uscito da poco il nuovo numero del semestrale di "inchieste
teatrali" Prove di drammaturgia (Università di Bologna -
Cimes - Dipartimento di Musica e Spettacolo; pp. 52; euro 4,50; info:
www.muspe.unibo.it)
interamente dedicato a Teatri corsari. Pasolini e Laura Betti: parole,
immagini, frammenti, a cura di Stefano Casi e Cristina Valenti. Si
tratta sostanzialmente della pubblicazione degli atti della giornata Teatri
corsari che il Centro La Soffitta di Bologna ha dedicato l'anno scorso
a Pasolini e Laura Betti: una maratona non stop tra interventi (tra cui
quelli di Jacqueline Risset, Mario Martone e del fratello dell'attrice
Sergio Trombetti) e rari documenti video e sonori. La pubblicazione documenta
la giornata (materiali compresi, messi a disposizione del Centro Studi
Archivio Pasolini di Bologna), ma non si ferma qui. Vengono infatti pubblicate
- tra le altre cose - anche alcune interviste di Laura Betti, il materiale
preparatorio di Giuseppe Bertolucci per la versione video di 'Na specie
de cadavere lunghissimo e un'intervista originale a Nelide Giammarco
a distanza di quasi 40 anni dal suo debutto teatrale proprio con Pasolini
e insieme a Laura Betti.
È
di pochi mesi l'uscita di un libro che all'interesse per i contenuti unisce
l'ottima cura editoriale, facendone una pubblicazione davvero bella: Io
vivo nelle cose. Appunti di viaggio da "Rooms" a Pasolini di Motus,
ovvero Enrico Casagrande e Daniela Nicolò (Ubulibri; pp. 184; euro
29; info: www.ubulibri.it). Note e
riflessione dei Motus, disegni e fotografie (tantissime), sguardi esterni
di critici e osservatori, si intrecciano e accavallano per accompagnare
l'importante salto di qualità che la compagnia - una delle più
rappresentative e note del teatro di ricerca degli ultimi anni - ha compiuto
proprio in un percorso che è partito dalla folgorante visione degli
alberghi americani, ha attraversato l'albergo 'sequestrato' di Jean Genet
(Splendid's) per approdare al doppio spettacolo pasoliniano. L'ultima
parte del libro, infatti, testimonia l'approccio di Casagrande e Nicolò
a Pasolini, basato su uno studio approfondito seguito da una sorta di 'distillazione'
che è infine giunta a due spettacoli: Come un cane senza padrone
e L'ospite.
Sempre
sul rapporto tra Pasolini e il teatro vanno ricordati altri due libri usciti
nel 2005. I teatri di Pasolini
di Stefano Casi (Ubulibri; pp. 320; euro 26; info: www.ubulibri.it),
con l'introduzione di Luca Ronconi, presenta una approfondita e sistematica
ricognizione sull'intera vita e opera di Pasolini attraverso il teatro,
e contiene numerose informazioni, oltre che interpretazioni delle sue opere,
arrivando a proporre una centralità del teatro in Pasolini e viceversa
una centralità di Pasolini nel nuovo teatro europeo a partire dagli
anni 60. Il libro si conclude con una panoramica delle messinscene italiane
delle sue opere teatrali. La tragedia contemporanea. Pirandello, Pasolini
e Testori di Tiberia de Matteis (Linea Grafica; pp. 240; euro 12; info:
www.unilibro.it)
analizza, come spiega il titolo, i tre autori (ma più della metà
del volume è dedicata a Pirandello) attraverso le loro opere. Ogni
capitolo prende in considerazione un'opera, da La sua gloria a Bestia
da stile, analizzandola secondo il concetto di 'tragedia', che per
quel che riguarda Pasolini viene definita come "tragedia autobiografica".
Sempre
nel 2005 hanno fatto la loro comparsa due studi di uno stesso autore, che
hanno segnato il dibattito su Pasolini. Si tratta di Sull'opera
mancata di Pasolini. Un autore irrisolto e il suo laboratorio (Carocci;
pp. 448; euro 29,80; info: www.carocci.it)
e Pasolini: gesto e maniera (Rubbettino; pp. 168; euro 10; info:
www.rubbettino.it),
entrambi di Antonio Tricomi. Le parole usate nei titoli di questi libri
sono forse un po' fuorvianti, perché l'autore non procede affatto,
come potrebbe sembrare, a una 'distruzione' di Pasolini, ma piuttosto alla
proposta di altre chiavi interpretative. Più che "mancata" l'opera
pasoliniana evidenziata da Tricomi è un'opera programmaticamente
non conclusa e votata all'incompiutezza, in una sorta di laboratorio permanente.
In questo senso l'autore propone di considerare Pasolini non come autore
di opere ma come autore - diciamo così - in cerca di opere. Il primo
volume propone una lettura dell'intera vicenda pasoliniana in questi termini,
mentre il secondo distilla i due poli espressi nel titolo: da una parte
l'opera come "gesto" e quindi la creazione come "performatività",
e dall'altra il manierismo come cifra stilistica strutturale di Pasolini.
Particolare
attenzione negli studiosi sta riscuotendo l'ultimo Pasolini, quello 'corsaro'
e 'luterano', quello del grande testamento artistico, intellettuale e politico,
costitituito dal romanzo incompiuto Petrolio. Proprio a quest'ultimo
è dedicato il libro fresco di stampa Progetto Petrolio a
cura di Paolo Salerno (Clueb; euro 15; info: www.clueb.com),
che raccoglie gli atti di una giornata di studi. Il romanzo è l'occasione
per mettere al centro delle analisi degli autori diversi temi che attraversano
il corpus pasoliniano per concentrarsi proprio in quest'ultima fatica,
i cui misteriosi bagliori continuano ad affascinare e inquietare. Di altro
segno il libro di Gianni D'Elia L'eresia
di Pasolini (Effigie; pp. 168; euro 17; info: www.effigiedizioni.it),
la cui uscita l'anno scorso ha suscitato ampi clamori. L'autore, infatti,
punta decisamente alla realizzazione di un ritratto di Pasolini come poeta
"incivile perché civile", campione di una "avanguardia della tradizione",
profeta scomodo di un'Italia corrotta, che ha lanciato nella sua opera
più matura (e soprattutto in Petrolio) precise denunce contro
apparati del potere politico e industriale.
Ma
se l'opera civile di Pasolini è quella oggi più pulsante,
anche altre creazioni continuano a far discutere. Luca Raimondi riporta
l'attenzione sui film della Trilogia della vita con il suo studio Nient'altro
che un sogno (Bastogi; pp. 102; euro 8; info: www.bastogi.it),
nel quale mette in stretto confronto la sceneggiatura con l'opera filmica
per rivelare i processi creativi del regista. Dal rapporto tra cinema e
sceneggiatura a quello tra cinema e arte nel volume Pasolini
e noi a cura di Laura Cherubini (Silvana; pp. 144; euro 22; info:
www.silvanaeditoriale.it).
Si tratta del catalogo di una mostra che si è svolta a Torino e
Roma tra il 2005 e il 2006. Il volume, riccamente illustrato, propone non
solo alcuni saggi ma anche le opere di cinque artisti che reinterpretano
il cinema di Pasolini: Fabio Mauri (con le celebri foto della proiezione
del Vangelo secondo Matteo sul corpo di Pasolini stesso), Tracey
Moffatt, Adam Chodzko, Grazia Toderi e Giulio Paolini.
Due
libri belli ed emozionanti, due approcci a Pasolini sotto forma più
di "passione" che di "ideologia" sono usciti l'anno scorso. Il primo è
Come
non ci si difende dai ricordi di Nico Naldini (Cargo; pp. 176;
euro 12; info: www.cargoedizioni.it).
Non c'è solo Pasolini ad affollare i ricordi persistenti e insistenti
nella memoria dell'autore, ma anche Parise, Comisso, Penna... Il libro
ripresenta tracce biografiche già pubblicate dal cugino di Pasolini
e qui riunite in un nuovo, emozionato omaggio. Da far leggere a chi voglia
un primo approccio a Pasolini, soprattutto ai giovani, è invece
Lo
specchio a colori di Francesca Romana Merli (Zona; pp. 176; euro
16,50; info: www.editricezona.it).
Appassionato e rigoroso, il libro è un bellissimo viaggio alla scoperta
della vita e dell'opera di Pasolini nel quale la gigantesca figura dell'artista
e intellettuale è costantemente riferita al bisogno di ricerca dell'autrice,
che diventa così un filtro, o meglio una compagna di viaggio nella
scoperta di un punto di riferimento.
Concludiamo
con altre due riviste che hanno dedicato un numero speciale a Pasolini.
La prima è "Quaderni di Cinemasud" (Laceno; pp. 296; euro 7). Il
numero di dicembre 2005 del semestrale ha raccolto numerosi interventi
e testimonianze, tra cui molte tracce campane di Pasolini (come il processo
di Benevento per I racconti di Canterbury), interviste varie (tra
cui una inedita a Pasolini), analisi e memorie. Da ricordare che proprio
Pasolini diede nel 1959 sostegno all'allora nascente rivista "Cinemasud",
di cui questo semestrale è continuazione. È invece uscito
quest'anno il numero speciale di "Poetiche" (Mucchi; pp. 102; euro 21;
info: www.mucchieditore.it),
che raccoglie gli atti del convegno su Pier Paolo Pasolini: strategie della
trasgressione. I vari interventi ricompongono in diversi tasselli complementari
la figura di Pasolini a partire dal concetto di trasgressione.
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