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Il teatro Il volume sul teatro di Pier Paolo
Pasolini
Nell'intervista che apre il volume, Luca Ronconi individua le caratteristiche del teatro pasoliniano, sottolineandone i caratteri marcatamente autobiografico e antiborghese. Tra le opere pasoliniane vi sono le
sei tragedie più note:
Ma il bellissimo volume dell'edizione diretta da Walter Siti comprende anche inediti pasoliniani, come le sue prime opere "friulane" (La sua gloria, Edipo all'alba, I Turcs tal Friul, I fanciulli e gli elfi, La poesia o la gioia, Un pesciolino, Vivo e Coscienza, Italie magique, Nel '46!, Progetto di uno spettacolo sullo spettacolo), oltre alle Appendici a Orgia, Pilade, Affabulazione, Porcile e Bestia da stile. Infine, questa edizione presenta le traduzioni di Pasolini dell'Orestiade, di Antigone e de Il vantone. Le note e notizie sui testi, a cura di Walter Siti e di Silvia De Laude, concludono l'opera (1268 pagine). * * * Da www.italica.rai.it a cura di Francesco Troiano Nella pubblicazione dell’opera omnia di Pier Paolo Pasolini (certamente uno degli eventi di maggior rilievo del panorama culturale nostrano dell’ultimo decennio), ormai avviata alla conclusione nella splendida collana de "I Meridiani", la comparsa del tomo dedicato al "Teatro" acquista una particolare rilevanza. Se è vero, infatti, che dell’artista bolognese è più apprezzata la produzione poetica, maggiormente nota l’attività di romanziere e cineasta, pure il corpus delle sue opere teatrali occupa un posto non secondario nel secondo Novecento letterario italiano. Pasolini scrive per il palcoscenico segnatamente nel corso degli anni ‘60, il decennio nel quale pure s’accosta al cinema mosso dal medesimo intendimento: individuare nuove e più dirette forme d’intervento sulla contemporaneità, superare l’irrilevanza sociale del letterato-umanista costretto nel letto di Procuste della scrittura. Guidato dalla convinzione che "la realtà non può essere detta, ma solo rappresentata", egli dà vita a testi di grande complessità e difficile rappresentazione, le cui caratteristiche vengono ben individuate da Luca Ronconi - nella bella intervista che apre il volume - laddove egli ne sottolinea il carattere marcatamente autobiografico e la netta coloritura antiborghese. Le sei tragedie che costituiscono il nucleo di codesto segmento del lavoro pasoliniano, tutte ideate e stese nel 1966, s’incaricano di dar conto di quanto detto: in "Pilade" s’inscena lo scontro tra le ragioni del politico e quelle dell’intellettuale, in "Orgia" compaiono la diversità e l’opposizione uomo-donna, "Affabulazione" tratta dei rapporti fra padre e figlio, "Porcile" affronta la terribilità del potere, "Calderon" oscilla fra sogno e realtà, "Bestia da stile" propone una mesta riflessione sull’inutilità di spender l’esistenza per la poesia. L’impronta gramsciana, che vuole collegati il pessimismo della ragione all’ottimismo della volontà, circola per queste pagine: incupite, tuttavia, da quella straziante consapevolezza d’una finale vittoria del male che produrrà "Salò", e condurrà il Nostro ad una morte somigliante ad una sacra rappresentazione. [Si veda anche la sezione "Teatro" di Pagine corsare.] VEDI ANCHE: Romanzi e racconti - La saggistica - Il cinema - La poesia |
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