Teatro
 


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"Pagine corsare"
Teatro

’Na specie de cadavere lunghissimo
di Giuseppe Bertolucci e Fabrizio Gifuni
A Roma, Teatro Valle
Nuova Agenzia Radicale
Sonia Arlacchi - 27 novembre 2005

A trenta anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Bertolucci e Fabrizio Gifuni (nella foto a destra) propongono al Teatro Valle “’Na specie de cadavere lunghissimo”, uno degli spettacoli più amati della scorsa stagione teatrale.

L’attore, noto grazie a film bellissimi come “La meglio gioventù” e “Un amore”, recita in platea (un bar con tavolini e sedie) la parte di Pasolini e del suo assassino. A essere sotto i riflettori sono le ultime opere del regista (i materiali sono tratti tra gli altri da “Scritti corsari” e “Lettere luterane”) nelle quali forte è la denuncia contro la società italiana degli anni ‘70, trasformatasi a causa di uno “sviluppo” esasperato.

Gifuni, con un accento settentrionale, ci guarda negli occhi e ci sfiora, manifestando la disperazione dovuta ai nostri volti irriconoscibili. Sono gli spettatori, seduti tranquillamente al bar, il mostro che Pasolini non poteva più sopportare. Bravo Gifuni a farci sentire complici della morte di uno dei nostri più lucidi “padri” del Novecento.

Infatti l’attore, spogliatosi dai panni del poeta ormai moribondo, diventa il suo alter-ego, il suo assassino. Tutti sanno quanto il giovane Pelosi, l’unico imputato per l’omicidio efferato di Pasolini, sia stato immediatamente riconosciuto come un personaggio degno di “Accattone” o “La ricotta”.
Ma il borgataro “riccetto” questa volta ha posto una fine definitiva alle tante possibili opere d’arte del regista italiano. E Gifuni segue con ansia e macabra vitalità i pensieri (espressi da vibranti endecasillabi romaneschi di Giorgio Somalvico) e i movimenti dell’assassino che, quasi con un’innocente leggerezza, si macchia di una colpa grandissima.

Ma, ricordando le stesse parole accusatorie usate da Pasolini-Gifuni nella prima parte dello spettacolo, siamo tutti noi, i figli dello “sviluppo”, complici di avere posto fine alla vita di Pasolini.

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Titolo: “’Na specie de cadavere lunghissimo”
Regia: Giuseppe Bertolucci
Materiali per la drammaturgia: “Scritti corsari”, “Lettere luterane”, “Siamo tutti in pericolo” (intervista di Furio Colombo a P.P.P. dell’1/11/1975), “La nuova forma della meglio gioventù”, “Abbozzo di sceneggiatura per un film su San Paolo” di Pier Paolo Pasolini, “Il pecora” di Giorgio Somalvico
Interprete: Fabrizio Gifuni
Produzione: Teatro delle Briciole, Teatro Stabile di Innovazione, Solares Fondazione Culturale

 


’Na specie de cadavere lunghissimo, di Giuseppe Bertolucci e Fabrizio Gifuni
 

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