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"Pagine
corsare"
Teatro
Processo a Caravaggio
e Pasolini
di Gennaro Francione
Presso l'Angelo Mai occupato
laboratorio aperto di arti e culture
via degli Zingari 13 o via
Clementina 2 (ingresso per disabili)
nel cuore del rione Monti,
fermata metro B Cavour (Roma)
angelomai@fastwebnet.it

L’associazione culturale
HAMSTER CIRCUS e l'ADRAMELEK THEATER
presentano
il 27 e 28 aprile ore 21
presso la Chiesa Sconsacrata
PROCESSO A CARAVAGGIO
E PASOLINI
di Gennaro Francione
Regia di Chiara Pavoni
Aiuto regia: Cristiano Fioravanti
Aldo Cerasuolo: Caravaggio
- Fabrizio Rendina: Pasolini
Pierre Bresolin: avvocato
- Chiara Pavoni: giudicessa.
Musiche: Mauro Petrarca
- Costumi Irene Corda
Sinossi
Michelangelo Merisi da Caravaggio,
pictor praestantissimus.
Pier Paolo Pasolini, poeta
ed intellettuale.
Due storie, un'unica storia.
Dalla ricostruzione dei vari
processi sostenuti in vita emerge la condizione di due anime condannate
più per la loro sessualità che non per i delitti commessi.
Due storie, sullo sfondo di una città luce e tenebre del mondo:
Roma, città di Dio e del Demonio. Ancora oggi, la condotta
omosessuale e ribelle dei due geniali artisti costruisce il loro ritratto
più conosciuto ma la morale delle loro vite maledette è che
l'arte giammai è oscena e la vera morte non è nel non poter
più comunicare ma nel non essere compresi.
L'autore
Autore di decine di testi
e vincitore di numerosi premi letterari, Gennaro
Francione è un autore
eclettico. Giudice del Tribunale Penale di Roma e
Presidente dell'Unione Europea
dei Giudici Scrittori, Francione è un saggista e romanziere che
sa unire la precisione della ricerca storica alla poetica della narrazione.
Durata
60 min. circa
Un processo parallelo quello
a Caravaggio e Pasolini a descrivere, attraverso le vicende giudiziarie,
la vita e l'intimità di due artisti estremi.
Il processo alla loro sessualità
abnorme (bisessuale quella di Caravaggio,
fondamentalmente omosessuale
quella di Pasolini) è solo l'aspetto esterno
di una trasgressione
vista dal potere dominante e clericale come sovvertitrice di un ordine.
Da sempre l'artista fa paura
perché essere che non si lascia imbrigliare.
Ogni pretesto è buono
allora per attaccarlo, farlo soffrire, ammazzarlo.
La morte forzata, dolce
per veleno quella di Caravaggio, violenta quella di Pasolini, è
l'estremo tentativo di annullare l'artista dopo che tutte
le torture esistenziali
siano fallite.
I due personaggi nella pièce
procedono in parallelo per poi unirsi in un finale di commistione umana
oltre il tempo, lo spazio e la morale.
Un pensiero di Pierfrancesca
Metallo, avvocatessa e critica teatrale
Ancor più nel teatro
che nei testi più propriamente scientifici, il tormento le
ingiustizie della vita reale, con cui Francione si scontra giorno dopo
giorno nel suo lavoro, nel Processo a Caravaggio e Pasolini esplode in
un bisogno incontrollabile di sognare e di trasmettere - finalmente - le
emozioni dell'Uomo, in un contesto in cui la libertà di espressione
è autentica.
La scelta stessa dei personaggi
fa apparire nei due artisti processati le due anime di Francione. In lui
cogliamo l'intellettualismo e la pacatezza di Pasolini, ma soprattutto
la forza della pittura di Caravaggio nell'affermazione della verità
delle cose.
"Il mondo è cosparso
di dei, di santi, di eroi, nelle strade, negli stadi, nelle officine,
nelle osterie", diceva Guttuso.
Tutto è un soggetto
per Francione, anche le bestie di una fattoria... anche gli extracomunitari
che vendono i cd per strada...
L'attenzione per i problemi
concreti della vita reale e la conoscenza della realtà come
essa è - troppo spesso trascurata dal diritto -, è la sostanza
dell'Antiaccademia di Caravaggio e dell'Antiarte di Francione"
Per informazioni aggiornate
http://www.antiarte.it/adramelekteatro/arci_roma.htm
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