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Il teatro Riflessioni, approfondimenti, resoconti 2001-2005
Premio Speciale Scenario
Pasolini è stato ammazzato,
non c’è più, e soprattutto non c’è oggi nessuno che
come lui abbia la capacità di analizzare la realtà, di farne
arte e messaggio civile, di dire la verità o di dire e fare ciò
che serve per attivare le coscienze.
Da una parte una documentazione storica, quella tratta dal libro Pasolini: cronaca giudiziaria, persecuzione, morte: atti processuali veri, di alcuni dei processi (33) che Pasolini ha subito in vita. I personaggi che gli si rivolgeranno saranno allora un giudice, un avvocato, un politico, un critico, un giornalista. Dall’altra parte una breve parentesi poetica, tratta da La notte poco prima della foresta di Koltès. A parlare sarà allora uno straniero, che avrà da raccontare la sua notte, le sue confuse idee politiche, le sue fragilità e il suo riscatto, che si consuma nella necessità di sacrificare sempre e solo se stesso, per amore. Pasolini è l’interlocutore, assente, di tutti questi personaggi. È evocato, giudicato, cercato, offeso, amato, ma rimane sullo sfondo. Diventa così il testimone (ahimè mancante) del mondo che vedo guardandomi attorno, oggi. In un paese abitato e guidato da figure sempre più losche. Dove anche chi cerca di opporsi alla generale barbarie si scopre troppo spesso incapace di quella forza, quella credibilità, quella vitalità assolute che hanno animato la figura di Pasolini. Assente, sì, Pasolini,
ma capace di essere riferimento, specchio, anche di un tempo non più
suo.
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